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Nel 1943 Messina subì  4 bombardamenti navali e 2.805 bombardamenti aerei. Le Fortezze Volanti ganciarono sulla città complessivamente 6.542 tonnellate di esplosivo.

La Zona Falcata fu, in particolare, uno degli obiettivi “sensibili” principali delle incursioni aeree Alleate per la presenza, nella zona portuale, di impianti ferroviari, depositi munizioni, invasature delle navi, batterie antiaeree.

La Difesa dello Stretto di Messina pianificata e comandata dall’ufficiale di artiglieria tedesco, il tenente colonnello Ernst-Gunther Baade, con le sue batterie antinave e antiaeree, riuscì comunque a garantire

la ritirata dall'Isola delle truppe italo-tedesche e l'attraversamento tra le due sponde che venne giudicata, per l’imponente azione militare, come una delle più clamorose ritirate per mare di tutta la guerra.

I tedeschi riuscirono infatti ad evacuare 40.000 uomini, 9.600 veicoli, 47 carri armati, 94 cannoni, 2.000 tonnellate di munizioni e carburante e 15.000 t. di materiale vario; mentre gli italiani passarono nella penisola con 62.000 uomini, 227 veicoli e 41 cannoni.

Dal 20 luglio al 17 agosto, con bombardieri di media grandezza e bombardieri da combattimento, furono effettuate 2.514 missioni contro le postazioni e le altre strutture militari presenti su entrambi le coste. Ma si scontrarono con quella che fu, molto probabilmente, la più forte e concentrata contraerea dell’intero conflitto. Grazie ad essa infatti, i bombardamenti degli Alleati furono eseguiti con scarsa precisione.

I piloti della R.A.F. dichiararono, in quell’occasione, che la potenza di fuoco delle batterie dello Stretto fu superiore a quella con cui i tedeschi difesero il cuore industriale della Ruhr.

Il numeroso munizionamento rinvenuto negli anni del dopoguerra e disinnescato dagli artificieri della allora Direzione di Artiglieria di Messina, verrà descritto insieme alle tecniche utilizzate per inertizzare gli ordigni che ancora oggi vengono riportati alla luce durante gli scavi di nuove costruzioni, e ancora pericolosamente in grado di esplodere.

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