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La nave traghetto "Cariddi"

Forse alcuni di noi la ricordano quando era in servizio da villa san Giovanni a Messina e viceversa, io personalmente la ricordo bene, presa due volte, una in macchina e l’altra col treno.
Arrivati in Sicilia io e Roberto Serani programmando i relitti che avremmo dovuto fare in quei giorni decidemmo insieme a Domenico Majolino Titolare dell' Ecosfera Diving che dopo l’immersione sul Valfiorita, avremmo fatto questa immersione come seconda. Dismessa nel 1991 e successivamente venduta alla Regione Sicilia e poi dichiarata bene d’interesse storico con l’ idea di farne un museo del mare fu dimenticata dalle istituzioni e nel 2006 affonda in un cantiere a Messina con parte della poppa fuori dall’acqua e la prua adagiata intorno ai 42 metri.
Nel rivederla da relitto mi ha riportato vecchi ricordi… La storia di questa nave è interessante molti la ricordano come la nave che visse due volte.
Varata a Trieste nel 1930 all’epoca fu la prima nave ad essere dotata di motori diesel-elettrici.

Negli anni 40 fu impiegata per usi bellici, cosi nel 43 quando le truppe alleate erano alle porte di Messina, la Marina Militare ordinò al comandante di autoaffondare la nave, la Cariddi si ritrovò su un fondale di 20 metri rovesciata e vi rimase per 6 anni, nel 1949 le FS decisero il recupero e successivamente trasferita a La Spezia dove fu tagliata in due per aumentare la lunghezza di 11 metri cosi i binari diventarono 4 e tra i due tronconi aggiunsero un fumaiolo allungata la piattaforma era capace di ospitare fino 15 autovetture,cosi da 111,4 metri di lunghezza divento lunga 124,2 metri e cosi inizio la sua seconda vita.

Nel 1990 la nave venne definitivamente alienata e nel 1992 venne acquistata dalla Provincia di Messina con l'intento di trasformarla in un museo galleggiante. Il 14 marzo 2006, però, la Cariddi affonda nello specchio d'acqua antistante il molo degli ex Cantieri Navali Picciotto all'esterno del porto di Messina, dove era ormeggiata da diversi anni.

Nel 2012, la Provincia Regionale di Messina assegna alcuni reperti della nave all'Istituto Nautico Caio Duilio di Messina. A marzo 2013, delle 5 scialuppe recuperate dopo l'affondamento (la dotazione iniziale di bordo era di 6), tre vengono demolite e due donate ad associazioni marinaresche.

Il destino ha voluto che la Cariddi restasse in fondo al mare malgrado le promesse...promesse non mantenute...promesse da marinaio come si usava dire una volta, la classe politica messinese dopo tanti progetti non è stata capace a realizzarne nessuno.  

 

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