Filanda Mellinghoff
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Friederich Wilhem Mellinghoff, commerciante, giunse a Messina nel 1902. Titolare di una società di importazioni ed esportazioni, poi ceduta a Giulio e Vittorio Andreis e a Wilhem Lindet, Mellinghoff si dedicò all’industria manifatturiera divenendo proprietario di una filanda ubicata nell’area dell’ex monastero basiliano di San Salvatore dei Greci.

All’estremità sud dell’attuale recinto di pertinenza del complesso del Museo Regionale, il fabbricato con corte interna dell’ex Filanda Mellinghoff sede, finora, della struttura museale, ricorda sbiaditamente quella che per molti secoli fu una delle attività commerciali trainanti e altamente redditizia per Messina: la produzione e lavorazione della seta.

Costruita nel 1880 circa, la Filanda, insieme alle numerose altre sparse nella città, costituiva il simbolo più evidente della particolare prosperità di cui godevano le industrie manifatturiere di filati in quel periodo. Il tipo di architettura e la distribuzione interna rispondevano ai requisiti allora richiesti per gli opifici tessili.

In sostanza ci troviamo di fronte alla tipica tipologia della fabbrica conchiusa, con unico ingresso principale, composta dalla sequenza dei reparti lavorativi (“trattura”, “bozzoliera”, “incannatura”, “torcitura”) intorno ad una corte interna con notevoli riferimenti alla corte chiusa dell’architettura rurale.

 


 


 
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