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Il Museo interdisciplinare Regionale
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Il nuovo Museo interdisciplinare Regionale inaugurato dopo 33 anni

Il Museo Regionale  fino al 31 maggio 2017 era ubicato nell'ex filanda ottocentesca  "Mellinghoff" del viale della Libertà, all’Annunziata, un’area che in passato ospitò un grande Convento Basiliano sede dell’Archimandritato del SS.Salvatore dei Greci.

Fondato nel 1806 come Pubblico Museo Peloritano, nel 1890  il Comune di Messina lo denominò "Museo Civico" ed ebbe diverse sedi.

Con il terremoto del 1908 anche il convento di S.Gregorio, sua ultima sede, fu raso al suolo con le opere in esso custodite.

Tutti i reperti monumentali, assieme alle opere d'arte recuperate dai vari palazzi e chiese cittadine, furono convogliate nella spianata del San Salvatore dei Greci. Nel 1916  venne statalizzato e fu inaugurato il 29 gennaio 1922, ma alla sua vera apertura al pubblico si giunse solo nel 1954.

Nel 1976  divenne Regionale.


La tavoletta bifronte attribuita ad Antonello con la Madonna benedicente e
il Francescano in adorazione

Fra le tantissime opere, conserva: un capitello greco-romano; un mascherone arcaico del XVI secolo della scuola di Calamech, raffigurante il dio Bacco; le statue originali del Nettuno e di Scilla di G.A.Montorsoli,  del 1557; le decorazioni e il portale della chiesa delle Anime del Purgatorio, del 1790; il portale ed alcune sculture della chiesa di Santa Maria Alemanna; la cappella a tarsie marmoree della chiesa di San Gregorio, con le finestre e le decorazioni a putti di stucco dorato, attribuite a F. Juvarra; le splendide tarsie policrome dell’antica chiesa di Santa Caterina D’Alessandria; la facciata della chiesa di S.Maria della Scala che, dopo il Duomo, era considerata la più bella chiesa di Messina; i resti delle porte e delle “ Vittorie “ marmoree della distrutta Palazzata, ed ancora, sculture di Andrea Calamech.

Al Museo oggi si accede da un vialetto. Sono sistemate tutte le opere di pittura e di scultura, e quelle relative alle culture bizantin, normanna e gotica. Particolare ammirazione suscita una statua di Madonna seduta col Bambino nota come la “Madonnina degli Storpi”, scolpita verso il 1333 da Goro De Gregorio per il monumento funebre dell’arcivescovo Guidotto de Tabiatis.


Il polittico di San Gregorio di Antonello

La statua della Madonna col Bambino attribuita ad  Antonio Baboccio da Piperno del XV secolo, che una volta coronava il portale maggiore del Duomo, merita attenzione il grande e bellissimo Polittico di San Gregorio che Antonello da Messina dipinse nel 1473.


Madonna col Bambino

Oltre alle due importanti tele di Michelangelo Merisi da Caravaggio, " La Resurrezione di Lazzaro" e " l'Adorazione dei Pastori", meritano attenzione la  Seicentesca carrozza del Senato e l’ampia raccolta di oreficeria siciliana dal XV al XIX  secolo di Filippo Juvarra, Michele Rizzo ed altri.


La sala con la statua di Nettuno opera del Montorsoli

Il 17 giugno 2017, dopo 33 anni, viene presentata  la nuova sede del Museo interdisciplinare regionale di Messina (MuMe), struttura attesa da decenni: era fra le priorità della ricostruzione di Messina dopo il terremoto del 1908.

La struttura, iniziata nel 1984 e consegnata nel 1995, non risultava idonea alla tipologia delle collezioni e i fondi insufficienti e discontinui per la definizione dell'allestimento in rapporto alle superfici di oltre 4.700 metri quadri.


La seicentesca carrozza del Senato

Negli ultimi anni, con la direzione di Caterina Di Giacomo, è stato possibile dare un'accelerazione ai programmi finalizzati alla fruizione della struttura - di fatto mai consegnata alla comunità - definendo interventi di adeguamento tecnologico e completamento dei percorsi espositivi grazie a finanziamenti Ue e a impegni della Regione.


La Natività e la Resurrezione di Lazzaro di Caravaggio

Adesso, rivisitato il percorso espositivo delle opere (metà delle quali fino ad ora custodite nei depositi), il museo della città metropolitana di Messina racconta, attraverso la collezione permanente, la sua storia millenaria dal III sec. a.C alle soglie del XX. Dal blu del medioevo, il verde e il giallo del Rinascimento, il rosso del Manierismo. Il bruno del periodo caravaggesco. Il viola del Seicento, l'arancione del Settecento e il rosa dell'Ottocento.

Un percorso che parte dalle origini di Zancle al terremoto del 28 dicembre 1908.

Fra i capolavori, i due grandi dipinti di Caravaggio (realizzati da Merisi in fuga in Sicilia: "Resurrezione di Lazzaro" e "Adorazione dei Pastori") e le opere di Antonello da Messina("Polittico di San Gregorio", prima opera datata e firmata del suo catalogo, e la tavoletta bifronte acquistata nel 2006 da Christie's di Londra con un "Ecce Homo" e una "Madonna con Bambino e francescano" .


Il rostro romano in bronzo ritrovato nel 2008 nelle acque di Acqualadrone del 36 a.C.

Il Museo interdisciplinare regionale si inserisce in un Parco museale che per dimensioni e superfici espositive e operative si configura come uno dei più grandi del Meridione. Si estende, complessivamente, su oltre 17 mila metri quadri, nell'area dell'ex monastero di S. Salvatore dei Greci, attorno al quale è stato concepito e progettato negli anni Ottanta.



Gli spazi del Parco sono così ripartiti: Museo interdisciplinare 4700 mq di superficie su due livelli; Filanda Mellinghoff 1.100 mq; area a verde esterna 5.300 mq; seminterrato 3.000 mq: ospita la biblioteca, gli archivi, il caveau e i depositi.

La città ha aspettato trentatrè anni ma alla fine questa nuova sede è stata finalmente aperta.

Galleria fotografica


 
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