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Le nuove fortificazioni di tardo ottocento
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Forte Cavalli

 Dopo l’annessione del Veneto e la liberazione di Roma, la nuova Italia entrata a gran titolo tra le nazioni europee si preoccupò di difendere i propri confini con un Sistema di imponenti fortificazioni.

Per far fronte al preoccupante clima di tensione politica fra gli Stati Europei sul finire del 1800, il Governo Italiano decise di istituire una Commissione formata da alti ufficiali dell’Esercito e della Marina, per lo studio del territorio e la realizzazione della sua difesa.

Nella probabile ipotesi di un conflitto contro la Francia e contro l’Austria, vennero fortificati i valichi alpini da nord-est a nord-ovest e tutto l’arco tirrenico, fino allo Stretto di Messina, per contrastare un eventuale attacco navale francese (la Francia era a quel tempo impegnata in una politica espansionistica verso il continente africano) e uno sbarco di truppe sulle coste che avrebbe potuto condurre alla conquista della penisola partendo da sud.

     “Fino a quando saremo in possesso dello Stretto di Messina, le invasioni francesi in Africa non impediranno all’Italia di prendere la posizione che le compete nel Mediterraneo” (L. Mezzacapo).

    “Qualunque siano le somme a ciò occorrenti, converrà spenderle. Nessuna squadra nemica oserebbe provocare a battaglia la nostra squadra, in un così limitato specchio d’acqua, allorquando le sponde dello Stretto fossero fortificate”  (Ammiraglio Martini).
Con queste motivazioni, le varie Commissioni che si succedettero dal 1861 al 1889, procedettero agli studi di difesa dello Stretto di Messina in funzione dell’evoluzione delle artiglierie navali che, con i loro tiri, avevano reso inservibili le fortificazioni cinquecentesche, troppo visibili e a bassa quota.

I nuovi Forti, facenti parte del Piano Generale di Difesa dello Stato (denominati talvolta umbertini perché edificati sotto il Regno di Umberto I), vennero quindi realizzati sulle colline, completamente invisibili dal mare, con terrapieni a ridosso delle murature e dotati di potenti artiglierie.

Con l’inizio della realizzazione delle strade militari, nel 1883 si diede inizio ai lavori di costruzione delle fortezze che vennero completati nel 1914 con il Forte di Sbarre a sud di Reggio Calabria.

I forti che si affacciano sullo Stretto furono armati con potenti obici da 280 mm, cannoni da 149 e da 75 mm, ad eccezione dei forti di montagna, Antennamare, Campone, Ferraro e dei Centri (costa siciliana) armati solo con artiglierie di piccolo calibro perché avevano invece una funzione di controllo su eventuali attacchi di fanteria provenienti dalla piana di Milazzo.

Il Sistema difensivo dello Stretto risulta unico nel suo genere perchè, a differenza di quelli italiani ed europei, non ha come oggetto la difesa della città, bensì lo specchio d'acqua dello Stretto, con una cinta di forti che, partendo a sud da Forte Cavalli (ex Batteria Monte Gallo), gira intorno a Messina, si estende a nord fino a Punta Faro, attraversa il mare e ritorna a sud, sulle colline della costa calabra, fino a Reggio Calabria.

Forte Puntal Ferraro

Forte Puntal Ferraro


Passati all'Agenzia del Demanio, alcuni Forti tra quelli della sponda siciliana, sono stati dati, in  questi ultimi anni, in concessione ad Associazioni, Cooperative sociali ed Enti (come l'Azienda delle Foreste Demaniali) che, costituitisi in Coordinamento, li hanno resi originali attrattori turistici grazie alle attività culturali che vengono svolte all’interno durante l’anno.

Vincenzo Caruso

Le fotografie di Forte Cavalli

ELENCO DELLE OPERE FORTIFICATE DELLO STRETTO

Costa Siciliana

Monte Gallo (Cavalli)
Pietrazza
Ogliastri
S. Jachiddu
Serra la Croce
Puntal Ferraro
Campone
Centri
Polveriera (Masotto)
Giulitta (Schiaffino)
Antennamare
Mangialupi
Menaja (Crispi)
Spuria (Posto Semaforico))

Costa calabrese

P. Pignatelli
Matiniti Sup. (Siacci)
Matiniti Inf
Telegrafo (Beleno)
Catona
Arghillà (Gullì)
Pentimele N. (Pellizzari)
Pentimele S.
Sbarre


Tra le 22 fortezze dello Stretto, otto di quelle messinesi sono state restituite alla collettività:
Forte Cavalli sede di una Base scout e del Museo Storico sulla Fortificazione Permanente dello Stretto di Messina
Forte S. Jachiddu sede del Laboratorio di Educazione all’Ambiente e di importanti progetti e corsi di formazione ambientale.
Forte Puntal Ferraro sede del Parco dei Daini gestito dall’Azienda delle Foreste Demaniali
Forte Campone importante crocevia naturalistico
Forte Serra La Croce, centro di accoglienza giovanile e sede di mostre ed esposizioni
Forte dei Centri, ospita un’enoteca ed attività di agriturismo
Forte Ogliastri, incubatore sociale con attività svolte dalle scuole del quartiere e una splenda terrazza sul mare.
Forte Pietrazza, sede di attività sociali.

Info: http://www.fortificazioniareastretto.it/


 

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copyright 2011 messinaierieoggi - Testi e fotografie di Pippo Lombardo
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