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Chiesa di San Francesco d'Assisi all'Immacolata
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Percorrendo in salita il Viale Boccetta s’ incontra, a destra il Tempio di San Francesco d’Assisi, considerato una tra le chiese più antiche di Messina poiché la sua costruzione risale al 1254. Ha una pianta basilicale ad una sola navata, rispecchiando uno stile gotico – francescano che aveva la sua più bella espressione proprio nelle absidi.Nella chiesa trovarono sepoltura illustri personaggi della città, come la regina Elisabetta di Corinzia, i suoi figli Federico IV , re di Sicilia morto nel 1377, Guglielmo e Giovanni, duca di Randazzo. Carlo V, nel 1535, la nominò Cappella Reale.

A seguito di un incendio, nel 1884, si distrusse l’interno e andarono perse molte opere in essa custodite. Si salvarono solo le statue di S. Francesco, dell’Immacolata e di S. Antonio. I lavori di ricostruzione ridiedero all’interno la semplicità originaria, rifacendo gli altari in stile neo-gotico.Il tempio, che aveva ospitato S. Antonio nel convento, aveva anche un chiostro rinascimentale del 1566. Il terremoto del 1908 distrusse totalmente la chiesa, il convento e la Cappella di S. Antonio che era stata sistemata  dentro la cella da lui abitata. La sua statua barocca, d’ignoto autore, era stata dissepolta dalle macerie del terremoto e custodita al Museo che la ridiede alla chiesa nel 1990, e, a sua volta, sistemata all’esterno dentro un’aiuola, dietro le absidi.La sua ricostruzione avvenne nel 1926, su progetto degli ingg. Marino e Savoia, e riaperta al culto nel 1928 e nel 1954, dopo la riparazione dei danni subiti dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

La ricostruzione riportò fedelmente lo stile originario, principalmente nelle finestre e nelle porte ogivali. Sopra il portale maggiore spicca un rosone, e, sopra quello laterale, una lunetta con mosaico.Ogni anno, la notte di Natale, per antica tradizione dopo la Santa Messa viene portato in processione il Bambino Gesù a cura della Confraternita della Madonna della Luce.  Nel 1965, nella piazzetta della chiesa, è stata collocata una statua bronzea raffigurante San Francesco, opera dello scultore messinese Antonio Bonfiglio.All’interno si conserva ancora una piastrella, facente parte del pavimento del distrutto convento, dove caddero alcune gocce di sangue di S. Antonio mentre si flagellava pubblicamente, autopunendosi per avere disubbidito al Priore dopo aver fatto scaturire, miracolosamente, una sorgente d’acqua nel giardino del convento.

 

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