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Il Presepe vivente a Castanea delle Furie
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Castanea delle Furie

 Castanea delle Furie è uno dei Casali più grossi ed importanti di Messina e conserva, ancora oggi, testimonianze di edifici ed opere d’arte dal tardo Medio Evo al primo Novecento.

Si affaccia sul Tirreno ed è isolato per la presenza di rilievi montuosi, ma, si collega facilmente a Messina con la valle del Torrente Giostra, e, dal versante Tirrenico, coi Torrenti Rodia e Giudeo.

A Castanea esistevano 24 chiese e 32 fra conventi e monasteri, in gran parte distrutte dal terremoto del 1908. Recuperato dopo il sisma, il prezioso vasellame del ‘500 e del ‘600 della famosa farmacia Lentini è oggi custodito al Museo Regionale di Messina. Malgrado ciò, i giovani di questo centro montano hanno avuto la capacità di portare il loro Casale all’attenzione generale, creando turismo e cultura a Castanea.

E’ con questo obiettivo che nel 1989  si tenne la prima edizione di un Presepe vivente con il  coinvolgimento di anziani, artigiani, giovani e bambini del luogo.

La Natività


Nella pregevole Villa  Constarelli col parco annesso, messa a disposizione dai fratelli Arrigo, fu approntata la prima edizione con sei aree: artigianale, regale, pastorale, bazar, Tempio e Natività. All’interno di queste aree si svolgono ben 33 rappresentazioni: fabbri, vasai, scultori del legno, pastai, mosaicisti, ricamatrici, mulino e forno, censori, mastri d’ascia, cestai, artigiani del cuoio, intrecciatori di rafia, reggia dei romani, orafo, intreccio di fiori, erboristeria, pittrice, reggia di Erode, sommi sacerdoti,  maga, diavolo, bazar, capanna del pozzo, capanna a longarino, pagliaio, Re Magi, forno, capanna piccola, capanna centrale, forno pastorale, grotta della Natività.

In questi capanni operano attivamente, nelle loro arti e mestieri, tutti i personaggi del Presepe che al momento è, per qualità e rappresentazione storica filologicamente corretta, uno dei migliori in Sicilia. Girando per i capanni si può assaggiare il pane fresco, la bruschetta, il siero e la ricotta prodotta sul posto; si assiste alla macinatura del grano e alla produzione della pasta fresca, all’intreccio di ceste e panieri, alla lavorazione del cuoio, alla forgiatura dei ferri di cavallo. 

E' realizzato, rappresentato e gestito dagli abitanti di Castanea guidati dall’Associazione Culturale “Giovanna D’Arco” che cura tutti gli aspetti organizzativi e di aggregazione della manifestazione, oltre  un concorso fotografico.

Il Presepe vivente è ormai un appuntamento annuale dove bambini, giovani e meno giovani si riversano per tre mesi a offrire quanto di bello hanno, per dare vita al rinomato presepe. Tutto è un pullulare di generosità.

Il presepe di Castanea coniuga perfettamente e in maniera verosimile la narrazione che è tramandata dai due Vangeli canonici: Matteo e Luca, infatti, non mancano i Tre Re, re Erode, la guarnigione romana con il palazzo del governatore Quirino, il bazar,il Tempio con l'Officio della Torah da una parte, e dall'altra l'aspetto bucolico pastorale, scene di vita semplice, i pastori come ci viene descritto da Luca.

Il presepe è animato da oltre 400 comparse, con oltre 40 scene rendono particolare il percorso che ha inizio proprio attraverso il lavoro dell'uomo, scene di artigiani a destra a manca intenti nella loro opera, è la fatica, il sudore della fronte che dopo la caduta, la disobbedienza l'umanità deve percorrere e da un sottofondo musicale cadenzato ecco erompere il frastuono di musiche orientali e mentre la strada prosegue in discesa, primi fra tutti i Tre Re che scrutano il cielo per ritrovare la stella e, nel punto più basso dell'antica villa, di fronte alla residenza gentilizia, il lascivo, perfido e lussurioso monarca Erode se la gode fra i sinuosi gesti dell'odalisca, appagando le brame della carne e l'ebbrezza scaturita dal pastoso vino.

Galleria fotografica delle rappresentazioni scenenografiche più importanti del presepe.


 
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