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Tripi
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Tripi

Situato su un colle, a pochi chilometri dalla costa Tirrenica, sorge l’abitato di Tripi, uno dei più antichi borghi dei Nebrodi, centro ricco di storia e tradizioni. Il paese è situato 500 metri di altitudine, ha una superficie di Kmq.54,37 e dista da Messina circa 76 Km. è circondato da monti e dal colle che sovrasta l’abitato con i ruderi di un castello da dove si può ammirare un paesaggio incantevole.

Lato mare si apre la distesa del Tirreno, col promontorio di Tindari, Capo Milazzo e le  Isole Eolie; a sud-ovest la maestosità  dell’Etna. Tripi e circondata da uliveti, vigneti, alberi di querce, mandorli, noci e agrumi.

Attraverso un sentiero, si possono raggiungere corsi d’acqua che lambiscono la base del cono montuoso di Tripi. Gli alvei dei ruscelli, in alcuni punti, dove l’acqua è più bassa e affiorano le rocce, possono essere attraversati e si può godere la bellezza della natura ancora incontaminata.

Tommaso Fazello, uno dei più grandi storici siciliani, nel 1558, dopo ventennali ricerche, dà alle stampe presso la tipografia Maida di Palermo De Rebus Siculis Decades Duae, il primo libro “stampato” sulla storia della Sicilia ed affermando di essersi recato a Tripi, e di aver visto i resti di una vecchia e grande città, non riuscendo però a identificare di che città si trattasse.

In epoche successive, nel corso di alcuni lavori agricoli effettuati dagli stessi proprietari terrieri, sono stati ritrovati alcuni oggetti che lasciavano intuire ad una città sepolta; si trattava di monete d’argento e di bronzo, anfore, frammenti di ceramica, ed altri corredi di grande valore storico-archeologico.

In seguito sono state effettuate altre due campagne di scavi a cura della Soprintendenza Archeologica di Siracusa, una nel 1952 e l’altra nel 1961, affidate rispettivamente a François Villard e Madeleine Cavalier. Nella prima campagna, in contrada Piano, sono stati trovati resti di una villa romana, fra cui tre pezzi di colonne, un torso di statua priva di testa ed altri oggetti; in contrada Currao a seguito dell’individuazione di una necropoli sono state rinvenute altre monete. 


Nella seconda campagna, sono stati identificati: l’agorà, una strada lastricata, colonne di pietra, colonne formate da anelli di argilla sovrapposti e un focolare dell’epoca romana. Nella contrada S. Caterina, inoltre, è stato rinvenuto uno scheletro della lunghezza di circa 1,80 m., deposto in una tomba, avente la volta rotonda e fatta con mattoni disposti a spina di pesce.

Queste due campagne di scavi hanno dato ulteriore conferma che vi era edificata l’antica Abacena. Attualmente le monete di Abacena sono custodite nei più famosi musei del mondo: Siracusa, Palermo, Napoli, Firenze, Parigi, Monaco, Londra, Berlino e New York. Dopo le ricerche condotte nel 1952 e nel 1961, la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Messina, sotto la direzione della dottoressa M.G. Bacci, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Tripi, ha ripreso nel 1994 la campagna di scavi in un vasto settore della necropoli greca sita in contrada Cardusa.

 

Galleria fotografica del Museo comunale e del sito archeologico


 
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