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Santuario di S.Antonio da Padova
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ll Santo Annibale Annibale Maria di Francia ebbe in dono nel 1910, dal papa San Pio X, una chiesetta in legno, che andò distrutta in un incendio nel 1919.

Dopo aver acquistato, nello stesso terreno del quartiere Avignone, delle baracche in legno,  diede incarico a Letterio Savoia di progettare una chiesa con annesso Orfanotrofio maschile.

La chiesa, costruita dalla ditta Interdonato, si presenta in stile neo-classico e di buon effetto architettonico, con il frontone  sopra la loggia ricavata da una doppia fila di colonne con capitelli.

Sul timpano triangolare risalta, su una base di sette metri, la statua del Sacro Cuore di Gesù tra due angeli. Interessante anche il frontone semicircolare, sopra il portale centrale, che è arricchito da una immagine di S. Antonio.

La processione del Carro Trionfale di S.Antonio

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Il Santuario di Sant’Antonio sorge sul luogo dell’antico quartiere «Avignone» dove Sant’Annibale Maria dal marzo 1878 iniziò il suo apostolato a favore dei più poveri e bisognosi. Nel 1881, nelle casette Avignone, venne inaugurata la prima cappella dedicata al Cuore di Gesù. Dopo il terremoto del 1908, venne impiantata una chiesa baracca, dono di S. Pio X, nella quale Sant’Annibale proclamò Sant’Antonio di Padova “Singolarissimo e instancabile benefattore nostro e di tutti quelli che alle nostre preghiere si raccomandano”.

Nella notte tra il 26 e il 27 aprile 1919 un misterioso incendio distrusse la chiesa baracca. Durante l’incendio una donna del popolo gridò: “Non vi preoccupate, ora il Padre Francia ne farà una tutta d’oro”.


Così il 3 aprile 1921 venne posta la prima pietra per la costruzione dell’attuale Basilica-Santuario. Il 4 aprile 1926 si inaugura la bellissima Chiesa sotto il titolo “Tempio della Rogazione Evangelica del Cuore di Gesù” e “Santuario di Sant’Antonio”. Tempio della Rogazione: infatti è la prima Chiesa nel mondo dedicata alla preghiera per le vocazioni secondo il comando di Gesù “Pregate dunque il Padrone della messe, perché mandi operai nella sua messe” (Mt 9,37-38; Lc 10,2).


Santuario di Sant’Antonio per la particolare devozione che Sant’Annibale ebbe verso il Santo di Padova fin dal 1887 con la istituzione del “Pane di Sant’Antonio”. Avvenne così: una signora, certa Susanna Consiglio vedova Miceli, durante l’epidemia di colèra, aveva fatto questo voto al Santo: “Manderò una somma di denaro per il pane degli orfanelli del Padre Annibale, se io e i miei figli resteremo immuni dal contagio”. La signora fu esaudita e sciolse il voto. Da allora Sant’Annibale diffuse questa devozione in tutto il mondo. Il Santuario fu consacrato il 19 Agosto 1937 da Monsignor Pio Giardina, Vescovo Ausiliare di Messina.


Il Santo Padre, l’11 giugno 1988 ha visitato il Tempio della Rogazione Evangelica, durante la sua venuta a Messina per la Canonizzazione della Beata Eustochia.

Il 4 aprile 2006 Benedetto XVI elevava a Basilica Minore il Tempio-Santuario.

Il Santuario fu la prima chiesa in muratura costruita nel cuore di Messina, dopo il terremoto del 28 dicembre 1908. Mentre la ricostruzione edilizia della città sarà fondamentalmente influenzata dallo stile “liberty” di Ernesto Basile, le nuove Chiese si richiameranno all’architettura antica. Il Santuario, per il sapiente disegno e l’amorosa cura dei particolari, raggiunge un livello e una compiuta espressione architettonica. La Chiesa occupa una superficie di circa 500 mq ed ha un’altezza di 15 metri fino alla gronda della navata centrale. Al volume della Chiesa è direttamente collegato il Campanile la cui altezza, per motivi di sicurezza antisismica, fu limitata ai 16 metri. Il Santuario è oggi collegato con l’Istituto Antoniano, la cui costruzione, successiva di circa un decennio, fu condotta dallo stesso progettista con una coerente unità stilistica, anche grazie all’impiego dello stesso materiale costruttivo, la pietra di Melilli, realizzando un complesso armonico e unitario.


La progettazione della Chiesa fu affidata allo studio dell’Ing. Letterio Savoja, messinese, col quale collaborò curando particolarmente gli interni e il calcolo statico l’Ing. Gaetano Bonanno. I lavori di costruzione vennero eseguiti dalla Ditta Lorenzo Interdonato. L’opera rientra nella tradizione dell’architettura ottocentesca. L’impianto spaziale è quello classico della Chiesa basilicale a tre navate che si innestano direttamente nelle absidi senza interposizione di transetto. La composizione è ispirata alle forme dell’architettura rinascimentale. La copertura delle navate è realizzata con manto di tegole piane alla marsigliese, mentre le semicupole delle absidi sono rivestite con lastre di piombo.

 

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