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Monumento al Santo Annibale Maria di Francia
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Nell’omonima piazza, all’incrocio con la Via Santa Cecilia e la Via Cesare Battisti, è ubicata una statua in bronzo su basamento di marmo, opera dello scultore messinese Mario Lucerna  e collocata nel 1968. L’opera raffigura il Santo Annibale Maria di Francia, fondatore nel 1882 delle Figlie del Divino  Zelo, dei Rogazionisti del Cuore di Gesù, nel 1886, e di molti Orfanotrofi Antoniani.

Tutte le Congregazioni da Lui fondate hanno  “ case “ in diversi paesi del mondo.Annibale Maria di Francia svolse la sua opera a Messina nel quartiere Avignone, il più povero e il più malfamato della città ed è rimasto vivo, nei messinesi, un detto che diceva: “ cu va a casa du Patri Francia, trasi, si ‘ssetta e mancia”, detto popolare che dice tutto sulla bontà di Padre Annibale.

La devozione del “Pane di S. Antonio” ebbe la sua origine nel 1887, negli Orfanotrofi Antoniani di Messina, dopo che la signora Maria Consiglio vedova Miceli, in quell’anno, elargì la somma di lire 60 al Canonico Annibale Maria di Francia, con la precisa preghiera di comprare altrettanto pane per gli orfanelli e le orfanelle da Lui raccolti, ad onore di S. Antonio di Padova. Con ciò, la pia signora veniva a sciogliere il voto fatto al grande Taumaturgo, per avere liberata lei e la sua famiglia dal colera.    

 

   Galleria fotografica

Case Avignone

La vita

Nasce a Messina il 5 luglio 1851, terzogenito del cavaliere Francesco, marchese di Santa Caterina dello Ionio, Vice Console Pontificio e Capitano Onorario della Marina reale Borbonica e dalla nobildonna Anna Toscano dei Marchesi di Montanaro, Annibale divenne orfano di padre il 10 ottobre 1852, ancor prima di compiere il secondo anno di vita e, forse, da questo luttuoso evento personale, nacque in lui quella particolare sensibilità verso gli orfani che contraddistinse tutta la sua opera.

Il piccolo orfano, conobbe anche il distacco dall’affetto materno, venendo affidato ad una anziana zia, ma nel 1859, quando un’epidemia di colera, colpì la città dello stretto, anche la zia venne a mancare ed Annibale Maria, ritornò nella casa materna. A sette anni iniziò gli studi presso il Collegio dei Gentiluomini dai monaci cistercensi del convento di S. Nicolò di Messina ove insegnava lo zio paterno Raffaele Di Francia. Intelligente e di chiarissime capacità umanistiche ad appena diciotto anni sentì fortissima la chiamata del Signore e, completati gli studi, il 16 marzo 1878 fu ordinato sacerdote.

Qualche mese prima della sua ordinazione sacerdotale, un incontro particolare segnò per sempre la vita terrena del Padre Di Francia. Il religioso era sicuramente aduso all’incontro con i diseredati ed i bisognosi, ma quel povero che aveva davanti gli aprì una nuova visione della carità Cristiana, questi era il Cieco Zancone. Quell’uomo lo mise a contatto con la triste realtà sociale e morale del quartiere periferico più misero di Messina, le cosiddette « case Mignuni» (Case Avignone) di proprietà dei Marchesi Avignone.

Al di là del ponte Zaera, Padre Annibale si inoltrò nella miseria reale dei bassifondi cittadini, dove avrebbe dovuto trovare le case dei marchesi Avignone, trovò solo un quartiere di baracche addossate l’una all’altra, sporcizia, squallore e tanta disperazione e li ebbe inizio il cammino dell’opera pia di Sant’Annibale Maria.

Con la paterna benedizione del suo Vescovo, Mons. Guarino, andò a vivere in quel «ghetto» ed impegnò tutte le sue forze morali e materiali, per affrancare a tutti i costi quei derelitti e, soprattutto i loro bambini da quella condizione di miseria materiale e morale ed approntò per loro, alle Avignone, una scuola per i maschietti e un asilo per le bambine.

Non fu un'esperienza facile; incomprensioni, ostilità e minacce, caratterizzarono quell’embrione di carità Cristiana, ma egli superò ogni ostacolo con l’aiuto della sua grande fede. 


 
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