(24/10/17) La Frutta Martorana

                    La...
Leggi tutto...

(24/10/17) La notte di Halloween

La notte del 31 ottobre si festeggia la notte di Hallowe...
Leggi tutto...

(24/10/17) Antiche tradizioni per la commemorazione dei defunti

La festa dei morti  è una ricorrenza della Chiesa catto...
Leggi tutto...

(24/10/17) C'era una volta...la Festa dei Morti

Nella nottata che passava tra il primo e il due di novemb...
Leggi tutto...
Il piedistallo vuoto
AddThis Social Bookmark Button

 

Messina, 9 novembre 2010  

Le pagine della storia ricorderanno il soldato e il cospiratore; gli afflitti, il nobile soccorritore…ricordava rammaricato lo storico Francesco Guardione sperando in solerte recupero delle spoglie dell’amico Nino De Leo ch’erano ancora sotto le macerie della sua casa crollata nel  terremoto del 1908.

 Nel disastro Messina aveva perso molti dei suoi migliori cittadini e tra questi il prode garibaldino Nino che aveva sfidato ed eluso la morte in tanti campi di battaglia e, ironia della sorte, morì sepolto dalle macerie della sua amata Patria.

    Nato nel 1842, - il padre un modesto fontaniere - fin da ragazzo dimostrò una natura indomita nel volere << la liberazione della patria dagli stranieri e dalla tirannide.>> Già a 17 anni esule da Messina, partecipò nel 1859 alla guerra contro l’Austria, ma in lui era forte il pensiero di combattere i nemici della sua terra, i Borboni. D’intesa con il Comitato Nazionale rientrò a Messina  per partecipare nelle trame rivoluzionarie e quando i garibaldini allestirono il campo a Merì, Nino indossò la camicia rossa delle legioni di Garibaldi, con il quale condivise la speranza di un’Italia repubblicana.

    Tra una battaglia e l’altra De Leo occupava il tempo studiando e seppur << scarso di mezzi e senza aiuti diventa l’ingegnere Antonino De Leo proposto sempre alle più belle cariche di stima e di fiducia>>. Nel 1870, come soldato ed ingegnere è nuovamente a fianco di Garibaldi in difesa della Francia. Distinguendosi per aver fortificato Epinac e per l’ardimento ch’ebbe nella battaglia di Talant e Dijon, si guadagnò così la stima dei suoi compagni d’arme: francesi, svizzeri, greci, italiani che combattevano sotto un’unica bandiera, quella della libertà dei popoli; il suo amico e camerata Beghelli, lo descrisse : <<De Leo è il vero tipo di siciliano, ardente come la lava del suo Etna (…) ingegnere studioso, ingegno svegliatissimo, entusiasta, focoso. Va sempre innanzi dritto dritto e a capofitto…>>.  Egli fu sempre  di animo retto, disinteressato, caritatevole, sempre pronto a sfidare la  morte -  nel 1885-1887 è tra i soccorritori a Palermo durante il colera - ; per le sue doti morali fu eletto per lungo tempo consigliere comunale e provinciale e ad altri importanti incarichi, meritandosi la pubblica stima.

     Dell’ingegnere il Giornale di Sicilia del 15 gennaio 1906 scrisse a proposito del compimento dell’acquedotto di Troina: << (…) il nostro concittadino e patriota egregio Antonino De Leo, autore del progetto e direttore dei lavori dell’importante acquedotto di Troina, testé inauguratosi, ha ricevuto numerose congratulazioni. E’ questo il quinto acquedotto che l’ing. De Leo costruisce in Sicilia>>.

      Recuperata la salma di De Leo fu tumulata nella tomba di famiglia nel Cimitero Monumentale ed alcuni anni dopo l’amministrazione comunale gli dedicò un monumento nella villa a mare Umberto I . Nel 1934, in seguito a radicali trasformazioni del luogo, il monumento fu collocato nella villetta Mazzini; dal 1992 –  probabile data - dal piedistallo manca il busto di De Leo. Qualche tempo dopo  un pubblicista e storico accreditato ricordando la figura del patriota De Leo, giustificò - a tavolino- che il busto di De Leo era in restauro, asserzione che fu riportata passivamente nel 1994 dall’autrice della scheda sulla Villa Mazzini nel libro dell’Ottavo Quartiere di Messina. Con il passare degli anni  e vedendo il piedistallo sempre privo del busto, decisi di saperne di più: nottetempo il busto di Nino De Leo era stato oggetto di vandalismo e si deve alla solerzia di un giardiniere comunale il recupero del busto staccato dal piedistallo e rotto in più parti. Successivamente ho rintracciato il busto acefalo nel vivaio comunale in via S.Cosimo e la testa rotta in due parti nel cantinato della Direzione del cimitero.

       Dopo circa due anni dal rinvenimento e ripetute sollecitazioni, i resti sono stati recuperati e attualmente sono custoditi insieme ad altre memorie storiche nei locali sotterranei del Municipio in attesa del vero restauro. Ma la storia  non finisce qua, c’è un antefatto: il monumento di Nino De Leo, , nel dopoguerra, aveva subito l’ira di barbari, forse per motivi politici, come riportato dalla cronaca del tempo : << Ieri ignoti vandali hanno danneggiato gravemente il busto del patriota garibaldino Nino De Leo…..! >>.

        Che strano destino: De Leo è nuovamente sepolto dalla sua città e l’appello di Francesco Guardione è quanto mai d’attualità: <<Le pagine della storia ricorderanno il soldato e il cospiratore; gli afflitti , il nobile soccorritore. Estratta dalle macerie la preziosa salma, ed è doveroso farlo senza indugio, sarà la memoria di Nino De Leo un ricordo austero per le generazioni che rifaranno le mura dell’antica città >> .

                 Andrea Bambaci              

Simbolicamente la ricomposizione fotografica del busto di Nino De Leo con l'augurio che, quanto prima, si effettui il rtestauro.


 

AMAZON

copyright 2011 messinaierieoggi - Testi e fotografie di Pippo Lombardo
grafica sito web by mindtheSign

Utilizziamo i cookie per migliorare la navigazione sul nostro sito web. Continuando a navigare su questo sito web o cliccando su ACCETTO, acconsenti all'uso dei cookie. - Cookie Policy.

Accetto l'utilizzo dei cookies su questo sito.