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Storia del Carnevale
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Filmati del Carnevale di Rio, di Venezia, di Viareggio, di Putignano, di Acireale, di Saponara (ME).

Il Carnevale
Come sempre, per poter dare inizio ai festeggiamenti in onore del Carnevale bisognerà aspettare il giovedì grasso. La durata dell'evento, con sfilate, balli e canti in maschera si protrarrà fino a martedì che coincide con il cosiddetto martedì grasso. Con la fine del carnevale, sancito in calendario dal martedì grasso, finisce il tempo dell'allegria e delle feste per dare inizio, il mercoledì seguente, al periodo di astinenza della Quaresima.

Il Carnevale di Acireale del 2017

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La Storia

A livello nozionistico il termine Carnevale deriva da carnem levare, abolire la carne, perché’ anticamente indicava il banchetto d’addio alla carne che si teneva subito prima della Quaresima, periodo di astinenza e digiuno. Ha la stessa origine carnasciale, modo antiquato di indicare lo stesso concetto. La parola indica quindi un momento ed estendendo il concetto un periodo particolare dell’anno, in cui si svolgevano fin dal remoto passato determinati riti e si dava vita ad un insieme di festeggiamenti.

Esiste anche una diversa origine del termine “Carnevale”, maggiormente accreditata nell’ambito delle tradizioni carnevalesche teutoniche e del nord Europa in genere: essa fa derivare il termine da “Carrus Navalis”, simbolica imbarcazione che con l’avvento della primavera era usanza per le popolazioni di pescatori agghindare e preparare per un ideale viaggio verso la città degli dei; l’origine di questa tradizione risale addirittura all’antica Grecia.

Il Carnevale si è sviluppato poi spontaneamente nella società umana, rivestendo sempre un importanza fondamentale al suo interno e nel suo immaginario collettivo: la fantasia, energia, la spontaneità e le creatività popolari hanno trovato espressione, fin dai tempi passati, in questo evento, la cui portata simbolica va ben al di là della semplice festa.
Contrapposto alle forme religiose ufficiali, il Carnevale era la festa del popolo, il luogo del riso e della follia, dello scherzo, della materialità e dell’abbondanza. Nella festa vige la più assoluta libertà e tutto diviene lecito: ogni gerarchia viene a cadere ed i rapporti divengono
spontanei, liberi e disinibiti, superando i freni imposti dalle convenzioni sociali e le barriere create dalle differenze di età, di classe e di sesso. Il singolo si spoglia della sua individualità per fondersi e confondersi nel vortice gioioso della festa; l’ebbrezza, la danza, la musica permettono di liberarsi dal proprio io contingente, di annullarsi per ritrovarsi con gli altri a condividere emozioni comuni che esulano dalla sfera quotidiana, emozioni in cui l’elemento materiale e quello simbolico trovano la loro sintesi.


Oinochoe raffigurante la sfilata di un gufo armato
durante la celebrazione delle Antesterie (410–390 a.C.).

La dissacrazione parodica di ogni autorità ed istituzione permette di emanciparsi temporaneamente dal potere dominante e di intravedere per un momento la possibilità di un mondo completamente diverso, Il comico diviene infatti un momento di rottura della regolarità, scardinando le logiche comuni e sovvertendo potenzialmente gli ordini sociali.
La cerimonia del buffone che viene proclamato re offre una rappresentazione di “mondo alla rovescia” in cui si opera un capovolgimento dei rapporti alto-basso, tutto a vantaggio di quest’ultimo, in opposizione a tutto ciò che viene calato dall’alto come assoluto, indiscutibile ed immutabile.

Le classi dominanti tendono a presentare le proprie idee come oggettive ed intoccabili, cementando il loro potere attraverso il controllo e la manipolazione della mentalità collettiva, bollando e demonizzando qualsiasi diversità, se non nelle forme legali, sotto quelle più sottili e perverse del tabù, e cercando di ricondurre all’interno dei propri schemi ogni devianza.


Carnevale a Roma, olio su tela di Johannes Lingelbach

Il Carnevale, cosi, ha finito per costruire un canale di sfogo per l’esuberanza e la vitalità popolare, che è stato legalizzato e ammesso alla pubblica piazza nelle forme della festa, attraverso un processo di normalizzazione e quindi neutralizzazione dì energie potenzialmente sovversive. Ma si tratta comunque di una legalizzazione forzata, incompleta, affiancata al divieto ed alla repressione per il resto dell’anno e solo finalizzata a concedere quello sfogo scolmatore del malcontento e dell’esigenza di libertà del popolo.

Ma di fatto questo temporaneo stravolgimento di ruoli e realtà rappresenta una forte esigenza dell’uomo; per questo motivo sopravvive, nonostante la strumentalizzazione dei potenti, sino ad oggi, dove assume una valenza di piacevole festa e ancora di sfogo.

Emblematica della concezione carnevalesca del mondo è la maschera.

Essa è uno dei motivi più complessi e ricchi di significato della cultura popolare: indossare la maschera è un modo di uscire dalla banalità del quotidiano, di disfarsi del proprio ruolo sociale, di negare sé stessi per divenire altro. Andando avanti nel tempo la maschera ha finito per assumere un’accezione negativa: è divenuta qualcosa che cela, dissimula, inganna. Arrivando ai giorni nostri, in una società dove l’ipocrisia è norma e prassi quotidiana, paradossalmente la maschera può assumere un nuovo (cioè vecchio) significato, non di negare bensì di rivelare, o di rivelare negando.
La maschera può, celando il volto alla vista, mostrare un carattere più essenziale del nostro essere, e rafforzare la nostra identità, intesa nel senso più pieno del termine.


Re Carnevale portato in trionfo

Il carnevale a Messina prima del terremoto del  1908

* In questo breve stralcio, tratto da “Messina com’era” ho voluto riesumare ,con qualche piccola correzione.  quelle che erano le tradizioni del carnevale di più di un secolo fa. Italo Rappazzo *

“Durante il Carnevale in tutte le case e le botteghe sia della campagna che della periferia della città, si ode negli ultimi giorni fino a tarda notte  un saltellio di piedi cadenzato sul ritmo del cembalo (Tammureddhu) o dell’archetto del violino.


Ciuri di Pipi, disegno di Italo Rappazzo

Per il voto fatto dai messinesi dopo il terremoto del 1783 e rinnovato dopo quello del 1894, le feste carnevalesche non cominciano da noi che dopo il 5 febbraio e sogliono iniziare  dai ciuri di pipi , specie di poeti improvvisatori del contado che indossando un camice bianco stretto alla cintura e calzoni ugualmente bianchi, e un berretto dello stesso colore da cui pendono lunghi nastri rossi, vanno di bottega in bottega a cantare le lode dei padroni di casa,accompagnandosi con chitarra o violino, dando principio  al loro canto con l’evocazione di un fiore.

 


Il cembalo o tammureddhu

Sogliono in questo periodo molti della classe popolana  travestirsi nelle più strane fogge e andar girando per le vie seguiti da un onda di monelli che dan loro la baja non rispettando neppur talora persone avanti negli anni, per lo più contadini, ai quali abbiano appiccicato una coda di carta o di un cencio qualsiasi.

Fra le maschere più originali e locali  sono degne di nota quelle della vecchia che va in giro col fuso e la rocca, e l’altra detta u mortu chi porta u vivu , caratteristica da noi come quella du Baruni a Catania.


U mortu chi porta u vivu, disegno di Italo Rappazzo

In essa , di sotto al torace di un uomo tutto vestito in bianco con maschera nera, esce il torso curvo di un grande fantoccio con volto cadaverico che sembra portare sul groppone il vivente il quale agitando le braccia e battendo in cadenza delle nacchere invita il popolo all’allegria.

Orazio Strano

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Un ballo strano e caratteristico in uso altre volte da noi in carnevale era la tubayana , specie di danza moresca con grazioso e bizzarro intreccio di scimitarre che i popolani e anche spesso i signori travestiti da saraceni con visi e mani tinti di nero, eseguivano in 12 o 20 persone sopra una musica speciale al suono di nacchere e di tamburo, sulle pubbliche piazze o nei veglioni del nostro teatro.

L’ultima notte di carnevale molti vanno in giro con torchi accesi (cero costituito da una grossa candela), simulando comicamente la morte di Carnevale, figurato in un gran fantoccio sopra un carro, invocandolo con più teneri nomi, parodiando le antiche prefiche:

Carnaluvari muriu di notti

e lassau quattru ricotti,

ddui frischi e ddui salati

pi li poviri scunzulati;

la sosizza ti fici mali,

figghiu miu Carnaluvari!

Finchè finiscono per appiccarvi il fuoco e mandarlo in fiamme. Così a termine tanta baldoria col darsi ciascuno all’ultima ora la buona sata che risponde agli Sdirri ( storpiatura del francese dernier) e a li tri ghiorna di lu picuraru degli altri luoghi dell’Isola.”

Il Carnevale per la Chiesa cattolica

Tradizionalmente nei paesi cattolici, il Carnevale ha inizio con la Domenica di Settuagesima (la prima delle sette che precedono la Settimana Santa secondo il calendario Gregoriano); finisce il martedì precedente il Mercoledì delle Ceneri che segna l'inizio della Quaresima. La durata è perciò di due settimane e due giorni. Il momento culminante si ha dal Giovedì grasso fino al martedì, ultimo giorno di Carnevale (Martedì grasso). Questo periodo, essendo collegato con la Pasqua (festa mobile), non ha ricorrenza annuale fissa ma variabile. Per questo motivo i principali eventi si concentrano in genere tra i mesi di febbraio e marzo.

Per la Chiesa cattolica il Tempo di Carnevale è detto anche Tempo di Settuagesima. Essa considera il Carnevale (Settuagesima) come un momento per riflettere e riconciliarsi con Dio. Si celebrano le Sante Quarantore (o carnevale sacro), che si concludono, con qualche ora di anticipo, la sera dell'ultima domenica di carnevale. La chiesa cattolica ha però durante il corso della storia, condannato il Carnevale in quanto contrario ai dettami di rigore imposto dall'istituzione stessa. Secondo antiche tradizioni il Carnevale durava l'intero periodo invernale, dal giorno di commemorazione dei defunti sino al primo giorno di Quaresima ed il travestimento serviva non a nascondere la propria identità sebbene a rimandarne ad un'altra. L'antica tradizione riporta anche alla celebrazione del ricordo della Strage degli Innocenti allorquando un bambino nominato episcopellus esercitava il suo effimero potere semel in anno sino al giorno del 28 dicembre, dì indicato per il ricordo della strage di infanti ordinata da Erode.

Il Carnevale ambrosiano

Spilla di latta, con i ritratti di Meneghino e Cecca, la coppia tipica del Carnevale Ambrosiano, del Carnevalone 1885Dove si osserva il rito ambrosiano, ovvero nella maggior parte delle chiese dell'arcidiocesi di Milano e in alcune delle diocesi vicine, la Quaresima inizia con la prima domenica di Quaresima; l'ultimo giorno di carnevale è il sabato, 4 giorni dopo rispetto al martedì in cui termina dove si osserva il rito romano.

La tradizione vuole che il vescovo sant'Ambrogio fosse impegnato in un pellegrinaggio e avesse annunciato il proprio ritorno per carnevale, per celebrare i primi riti della Quaresima in città. La popolazione di Milano lo aspettò prolungando il carnevale sino al suo arrivo, posticipando il rito delle Ceneri che nell'arcidiocesi milanese si svolge la prima domenica di Quaresima.

In realtà la differenza è dovuta al fatto che anticamente la Quaresima iniziava dappertutto di domenica, i giorni dal mercoledì delle Ceneri alla domenica successiva furono introdotti nel rito romano per portare a quaranta i giorni di digiuno effettivo, tenendo conto che le domeniche non erano mai stati giorni di digiuno.

Questo carnevale, presente con diverse tradizioni anche in altre parti dell'Italia, prende il nome di carnevalone.

I Carnevali maggiori

Il Carnevale in Sicilia

Il Carnevale in Sicilia è sempre stato e sempre sarà il sinonimo della licenziosità, del divertimento estremo, dello sfarzo nel gioco, nel travestimento e nella tavola. Anticamente i festeggiamenti legati a questa manifestazione profana e folcloristica duravano più di un mese, a partire dal giorno seguente l’Epifania e fino a/ giungere della più triste ed austera Quaresima, ma dopo il terremoto dell’undici gennaio 1693 la durata della festività incominciò ad esser ridotta ed attualmente essa dura una settimana da anteporre alla Quaresima che essa anticipa.

 


Da sempre la festa ha rappresentato lo specchio delle condizioni sociali, politiche e civili dei tempi, nonché tempio e massima rappresentazione della trasgressività. Il termine utilizzato per designare la festa si ricollega a quello latino “Carnem Levare”, cioè al divieto ecclesiastico di consumare carne durante il periodo quaresimale. Le origini della festa pagana per eccellenza sono antichissime: il periodo in cui si svolge fa pensare alla festa ateniese a sfondo dionisiaco delle Antesterie (fine di febbraio), quella ellenistica che si basa sulla processione del carronave di Iside che anticamente si svolgeva agli inizi di marzo e soprattutto ai Saturnali latini.

Le prime notizie storiche certe sul Carnevale siciliano risalgono al 1600 e riguardano la città di Palermo e, col passare degli anni, la ricorrenza assunse sempre più sfarzo nella preparazione degli addobbi, dei costumi e delle maschere e potere sul desiderio collettivo di evadere dalla routine e dal quotidiano. Anticamente in Sicilia si poteva assistere a delle danze particolari, come quella “degli schiavi” durante la quale i partecipanti, travestiti appunto da schiavi, ballavano per le strade pubbliche al suono i antichi strumenti turchi come i tamburi, o la così chiamata “Balla-Virticchi” per la quale i partecipanti si travestivano da pigmei e trattenevano il popolo.

Tra le maschere siciliane più caratteristiche del passato occorre decisamente ricordare quelle dei ”Jardinara” (giardinieri) e dei ”Varca” note soprattutto nella provincia di Palermo e quelle dei ”briganti” e quella del “cavallacciu” note soprattutto nel catanese.
Tra le altre maschere tradizionali del passato sì possono ricordare quelle che servono da parodia ai maggiori esponenti delle classi sociali cittadine: si hanno così le innumerevoli rappresentazioni dei ”Dutturi”, dei ”Baruni” e degli ”Abbati”.
Si può citare, ancora, la vecchia maschera della “Vecchia di li fusa” presente anticamente nella Contea di Modica. Si tratta di un travestimento per diventare, attraverso l’uso di una gonna sgualcita, un mantello che si annoda al collo ed un velo che parte dal capo, il simbolo della prossima morte del Carnevale.

Sempre in prossimità della città di Modica -Rg -, si trovano le città di Monterosso e Ciarratana. Qui le maschere di Carnevale del passato più rappresentative erano quelle dei ”’Nzunzieddu”, cioè insudiciati, maschera così chiamata perché chi la impersona ha il viso sporco di fumo e terra rossa.

Acireale - Ct - ha delle origini molto antiche che, si presume, risalgono alla festa del compatrono San Sebastiano inaugurata nel XVII secolo, in pieno dominio aragonese, e che diventò ben presto un'occasione di festa pubblica con giochi, mascherate e spettacoli vari. Nel 1800, inoltre, c'erano sfilate di carri nobiliari dai quali i nobili del posto, appunto, lanciavano leccornie al popolo. Soltanto nel 1929 la festa assume una forma organizzata e, col passare degli anni, diventa sempre più sfarzosa ed imponente tanto da diventare una tappa quasi obbligata per chi vuol trascorrere qualche giorno di euforia prima dello avvento della Quaresima. Ogni anno si ha la sfilata di carri allegorici infiorati costruiti in cartapesta, di gruppi folcloristici e mascherati, l'esibizione di cantanti e di majorettes, l'esecuzione di giochi popolari nonché l'attiva partecipazione degli abitanti della città e di numerosi turisti.

Belpasso -Ct - prevede, oltre alla consueta rottura della quotidianità ed istituire un momento gioioso di svago e di divertimento puro, vari e distinti momenti celebrativi.
Si comincia con il recital dei poeti dialettali locali, si continua con la tradizionale ma sempre affascinante sfilata dei gruppi in maschera costituiti, in buona parte, dalle associazioni culturali cittadine e si conclude con l'intero coinvolgimento delle maschere nella pubblica piazza per ascoltare della buona musica dal vivo e per lasciarsi trascinare nelle danze.

Bronte - Ct - molto nota per l'ingente produzione dei pistacchi ai quali è dedicata una oramai famosa sagra, festeggia il Carnevale.
Mentre in passato tale manifestazione prevedeva l'intervento, nelle pubbliche strade cittadine, dei "Laddatori" - delle maschere locali che rappresentano le classi più povere della città -, attualmente il Carnevale brontese prevede, sempre per le vie cittadine, la sfilata dei carri e dei gruppi mascherati.

Chiaramonte Gulfi - Rg - festeggia il Carnevale coinvolgendo non solo gli occhi ma anche la gola. Infatti, i due momenti distinti del Carnevale chiaramontano consistono nella sfilata dei carri allegorici che si effettua la domenica ed il martedì di Carnevale e che si concludono con la premiazione e la sagra della salsiccia che si effettua il lunedì sera.
Naturalmente anche in questa città, così come per le altre rappresentanti isolane, il coinvolgimento della cittadinanza è assicurato attraverso i balli in piazza.

Corleone - Pa - ha come simbolo la maschera di "Riavulicchio", simbolo della rinascita della festività corleonese un tempo sepolta per ragioni di ordine pubblico e da qualche anno ripresa per l'esigenza popolare di divertimento e di rottura con la triste e monotona quotidianità.
Nel passato cittadino la festa aveva un sapore più popolare e vedeva la presenza di numerosi "Riavulicchi" che scorrazzavano incontrastati in branco per le vie cittadine accompagnati dallo scampanio di numerosi sonagli e facendosi precedere dal suono dei corni. Nei giorni propri della festa si poteva assistere alle cavalcate che irrompevano lungo le vie cittadine.
Attualmente la festa prevede la partecipazione della banda, il trofeo dei quartieri assegnato al gruppo che meglio di ogni altro realizza un carro allegorico, le sfilate dei carri che si attuano il sabato, la domenica ed il martedì che prevedono, come momento conclusivo, il ballo nella pubblica piazza in prossimità del Palazzo Municipale. Momento conclusivo della manifestazione corleonese prevede il rogo del "Nannu", il fantoccio che rappresenta il Carnevale la cui "morte" rappresenta la fine di un'epoca ed il nascere di una successiva. Prima del rogo, il Fantoccio legge il suo testamento dal balcone del Palazzo Municipale, sotto gli occhi dei partecipanti alla festa, poi riceve una collana di salsiccia e successivamente è accompagnato al rogo.

Francavilla di Sicilia - Me - sviluppata nei pressi delle Gole dell'Alcantara e circondata dal fiume San Paolo e dal fiume Zaviani, organizza ogni anno, così come altre città isolane, un Carnevale che dura un'intera settimana.
La festa vede il sorgere di canti e balli che coinvolgono l'intera cittadinanza, le sfilate dei carri allegorici, la personificazione del Carnevale nella maschera di "Sua Maestà", inizialmente onorata grazie alla sfilata delle corti e poi accompagnata dal "Gran Corteo Funebre" che serve per seppellire la maschera stessa insieme al periodo di divertimenti sfrenati e licenziosi.
Vero simbolo del Carnevale di Francavilla è il ballo collettivo.

Mezzojuso - Pa - Interessante manifestazione siciliana del Carnevale è "Il Mastro di Campo", una pantomima che si svolge nella pubblica piazza e che coinvolge tutta la città.L'evento ha delle origini antiche visto che la sua esistenza è attestata sin dal XVII secolo e prevede che un figurante abbia il volto coperto da una maschera rossa e che cerchi di conquistare la sua amata regina arroccata nel suo castello. Per alcuni l'evento ricorda Bernardo Cabrera che, nel 1412, scalò il Palazzo Steri a Palermo per conquistare Bianca di Navarra, la regina che egli amava. In realtà il paragone presenta delle incongruenze storiche perché nella realtà la regina non ricambiava tali sentimenti. Tale pantomima tragicomica prevede, inoltre, l'intervento di circa sessanta figuranti vestiti con costumi risalenti al XV secolo. Nel corso dei secoli, vista l'età della manifestazione, l'evento ha subito delle modifiche, come l'intervento di "Garibaldi" e di alcuni suoi uomini che si ha a partire dagli inizi del 1900. La partecipazione dell'eroe dei due mondi e dei suoi uomini è molto attiva: i garibaldini ingaggiano una bella battaglia con le guardie saracene del castello. Altri caratteristici personaggi di tale pantomima sono gli alleati del Mastro di Campo, i briganti ed i guerriglieri rappresentati dal gruppo del Forforio che vogliono sovvertire l'ordine rappresentato dalla Corte del Re ed il "Diavolo Pecoraio", un figurante rivestito di pelli di pecora che rappresenta il reale avversario dell'eroe della pantomima.
Alla fine della pantomima, così come vuole la tradizione delle favole più belle, Mastro di Campo riesce a conquistare la sua amata.

Misterbianco - Ct - si è notevolmente modificato nel corso degli anni, ma è sempre rimasto un punto fermo nella città per offrire una reale occasione di divertimento e di rottura dalla quotidianità. Mentre in passato c'era l'abitudine di allestire un palco da dove una banda musicale allietava i partecipanti alla festa con allegre e ballabili musiche, di effettuare dei giochi e di vedere le donne, ben mascherate, invitare amici a ballare e per farsi offrire delle leccornie, attualmente i festeggiamenti prevedono la sfilata di oltre settecento maschere. Quest'ultima manifestazione si effettua la domenica antecedente quella di Carnevale, la domenica di Carnevale ed il martedì grasso.
La preparazione dei costumi, tra l'altro di pregevole fattura, richiede una lunga lavorazione che dura numerosi mesi e l'abbondante utilizzo di materiali pregiati e ciò contribuisce a fare della manifestazione un vero fiore all'occhiello della città.
La sfilata delle maschere coinvolge vari comitati che ogni anno rappresentano un tema diverso da quello precedentemente realizzato e da quello simboleggiato da altri gruppi.

Novara di Sicilia - Me - prevede, oltre ai tradizionali festeggiamenti, anche il torneo della corsa delle locali forme del formaggio maiorchino - pecorino puro ricavato attraverso particolari processi di lavorazione e stagionatura e che assume una forma simile a quella del parmigiano -. E' un evento che può vantare quattro secoli di storia alle spalle e prevede la partecipazione di varie squadre composte da tre elementi, squadre che gareggiano facendo rotolare le forme del formaggio che pesano circa dodici chili per le vie cittadine. L'evento ha come naturale conclusione una Sagra durante la quale si può consumare non solo il formaggio in questione, ma anche la ricotta e la tuma.

Palazzolo Acreide - Sr - Qui il Carnevale si festeggia per sei giorni di seguito attraverso le sfilate di carri allegorici, la partecipazione delle tipiche maschere siracusane come i "cuturri", vari veglioni e grandi abbuffate a base di "Cavatieddi" (un tipo di pasta condita con il sugo di maiale), la salsiccia ed il crostino di trota.
Qui il carnevale è all'insegna della spontaneità e del coinvolgimento totale di tutta la cittadinanza che degnamente contribuisce alla riuscita dell'unica rappresentazione, nel suo genere, in tutta la provincia siracusana.
Conoscere le origini di questa ricorrenza cittadina è un'impresa ardua, come del resto per molte altre città isolane, ma sicuramente l'evento va ricordato perché il coinvolgimento del pubblico è totale e perché si possono ammirare numerosissime maschere.

Paternò - Ct - ha perso parte del suo antico smalto e fasto, ma resta comunque sempre una piacevole ricorrenza cittadina. Anche in questo caso si può assistere alla sfilata di carri allegorici e gruppi in maschera e di ascoltare la musica per le vie cittadine come avveniva nel passato, ma si è persa l'antica abitudine di vedere le donne vestite con mantelli neri e maschere per poter invitare, senza farsi riconoscere, a ballare gli uomini.

Saponara - Me - Uno dei più antichi e tradizionali carnevali di Sicilia - Tra i momenti costitutivi della festa si hanno i soliti ma sempre affascinanti e coinvolgenti carri allegorici ed il momento culminante della festa si ha il martedì grasso quando tutta la cittadinanza è coinvolta nel "Corteo dell'Orso e della Corte Principesca".

La sfilata dell'Orso e della Corte Principesca

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L'Orso è gigantesco, è agghindato con campanacci e trattenuto da delle corde ed è seguito dai suonatori di "brogne" e corni, dalla coppia principesca, dal giullare, dallo scrivano-consigliere e dal resto della corte. Tutto il corteo, inoltre, si arricchisce grazie alla partecipazione di vari gruppi e singoli vestiti in maschera.
Nella memoria collettiva l'evento ricorda un fatto storico. Il Principe Domenico Alliata di Villafranca e la sua consorte Vittoria Di Giovanni, baronessa di Saponara, regnavano nel XVIII secolo; in quel tempo un feroce orso minacciava la cittadinanza ed il principe ne garantì la cattura e per rassicurare la cittadinanza del pericolo scampato e sulla propria validità di signore e protettore della città fece incatenare la bestia e lo fece condurre per le vie cittadine.

Rievocazione storica della corte Principesca e dell'Orso

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L'evento ora raccontato è stato lo spunto per effettuare un travestimento satirico e burlesco che nel corso degli anni è diventato il fulcro del carnevale e che serve anche per esorcizzare antiche paure, per documentare come la popolazione vive determinati eventi sociali e civili e non solo per rievocare e rappresentare momenti salienti della storia cittadina.

La scheda e le fotografie del Carnevale di Saponara

Sciacca - Ag - probabilmente è una delle manifestazioni più note di tutta la Sicilia.
In questa città alle falde del Monte San Calogero il Carnevale, dopo qualche anno di declino, è diventato un vero e proprio richiamo per i turisti, nonché occasione di divertimento e coinvolgimento per tutta la cittadinanza.
Il travestimento e la sfarzosità dei carri ha fatto di questo evento in questa città una delle manifestazioni più importanti, tanto da diventare uno dei carnevali più famosi d'Italia.
L'evento ha delle origini antiche visto che risale al 1800, quando la festa era l'occasione non solo per preparare ed abbellire carri allegorici e dar libero sfogo all'allegria, ma anche per dedicarsi ai "peccati di gola" abbuffandosi con vino, salsiccia, maccheroni al sugo e cannoli di ricotta.
I carri allegorici qui preparati hanno subito delle positive innovazioni tecnologiche, prevedono il coinvolgimento di architetti, artigiani della ceramica e scultori per diventare così delle imponenti strutture per le rappresentazioni satiriche dei vari personaggi del nostro tempo.
Le varie manifestazioni iniziano in città il giovedì grasso con la consegna delle chiavi della città alla maschera "Peppe Nnappa". I momenti centrali della manifestazione si hanno con la sfilata dei carri allegorici, evento che inizia il sabato per terminare il martedì. La sera del martedì, dopo giorni dedicati al canto ed al ballo, si concludono tutti i festeggiamenti con il rogo del carro di "Peppe Nnappa" che brucia insieme ai fischietti ed ai martelletti.

Taormina - ME - prevede vari festeggiamenti per il Carnevale. Anche in questo caso la competitività nella realizzazione dei carri e lo sfarzo ostentato da questi ultimi è davvero notevole visto che tutti i cittadini si prestano alla realizzazione di questi simboli che poi sfileranno nel classico quanto allegro corteo la domenica ed il martedì grasso. I premi in palio sono notevoli ed offerti non solo dall'autorità comunale, ma anche dalle varie associazioni dei commercianti e sono un ottimo stimolo per dare il meglio di sé nella realizzazione dei carri.
Il coinvolgimento cittadino non si ferma solo a questo aspetto, ma prevede anche la presenza di massa alle varie feste serali che si realizzeranno nella pubblica piazza durante i giorni canonici della festa e che prevedono gare canore, giochi vari come l'albero della cuccagna e balli coinvolgenti.
Si evince che anche il carnevale taorminese può esser considerato un'ottima tappa per festeggiare il Carnevale in Sicilia in allegria ed in compagnia e può esser considerato uno splendido esempio del divertimento e dell'allegria.

Termini Imerese - Pa - Anche qui si attua la sfilata dei carri allegorici che rappresentano una satira dei vari personaggi del mondo della politica e dello spettacolo, balli vari ed il rogo dei due fantocci del "nannu" e della "nanna", evento che sancisce la fine dei festeggiamenti e dell'allegria.

I piatti tipici del Carnevale siciliano

Anche il fasto culinario legato al Carnevale è un degno segnale dell’abbondanza della ricorrenza: durante questa settimana si fa largo uso di sughi di carne e di pietanze elaborate, come i “maccheroni al ragù” (pasta in casa preparata con 500 grammi di farina e qualche uovo e condita, appunto, con il ragù preparato con cotenna di maiale e spezie) e l’antico “Minestrone del giovedì grasso” preparato nella Contea di Modica (prevede di unire non solo le classiche verdure come le patate, le fave secche gusciate, una cipolla, prezzemolo, sale e pepe, ma anche il lardo di maiale privato di cotenna e tagliato a cubetti), di dolci ricchi come le “Teste di Turco” (delle frittelle dolci ripiene di crema ed uva passa prodotti a Modica (RG) e dolci meno elaborati come la “Pignoccata” (dolce preparato impastando farina, tuorli, zucchero ed un pizzico di sale; l’impasto così preparato è tagliato in tocchetti successivamente fritti in sugna bollente, sgocciolati e decorati con miele allentato con acqua d’arance e spolverati di cannella spellata; il dolce prende questo nome perché assume la forma di pigna).

Il carnevale nella provincia di Messina

  • BARCELLONA - Sfilata di carri allegorici e maschere. Preparazione   dei   fravioli,dolci   tipici con ricotta.
  • BASICO' - Sfilata  di  carri   allegorici   e   gruppi   in maschera.
  • BROLO - Sfilata di carri e gruppi mascherati
  • CASTELMOLA - Sfilate  in   maschera,   giochi,   balli  e salsicciai a.
  • CASTROREALE - Sfilata  di gruppi  in  maschera  e  carri allegorici.
  • FRANCAVILLA SIC.- Sfilata di gruppi in maschera.
  • GAGGI - Sfilata di gruppi in maschera.
  • GRANITI - Sfilata   di   gruppi   in   maschera   con   la tradizionale gara del  "paloggio" .
  • GIOIOSA MAREA - Sfilata   di   carri   allegorici   e   gruppi   in maschera.
  • MISTRETTA - " A  Calivaccata",  sfilata  di  cavalieri  con distruzione finale del fantoccio.
  • NOVARA DI SICILIA - Mascherate   con   gara   del   "maiorchino": tipico formaggio locale fatto ruzzolare per le  vie del paese dai contendenti.
  • PATTI - Sfilata  dei  gruppi  in  maschera  con   carri allegorici.
  • RODI MILICI - "I mesi dell'anno": sfilata periodica, negli anni, per le vie  del paese,  a dorso di asini, di personaggi che rappresentano i mesi dell'anno.
  • SAPONARA - Sfilata  dell'orso  e  della  corte  principesca.
    La scheda e le fotografie.
  • SCALETTA  ZANCLEA - Sfilata di carri allegorici.
  • S. TEODORO - Sfilata di gruppi  in  maschera  e  carri allegorici.
  • TAORMINA - Sfilata di carri allegorici.
  • TORREGROTTA - Sfilata   di   carri   allegorici   e   gruppi   in maschera.
  • UCRIA - Sfilata   di   carri   allegorici   e  gruppi   in maschera.


Le feste

Attualmente l’abitudine di festeggiare il Carnevale è ancora molto sentito in tutta l’isola. Molte sono le feste organizzate dai privati, ma ancora più numerose sono quelle organizzate in forma pubblica e che possono vantare una secolare tradizione. Iniziando una carrellata delle varie manifestazioni presenti in tutta l’isola, sì può parlare dei festeggiamenti attuati ad Acireale (CT) e Sciacca (AG), le due città con le feste più importanti, facendoli seguire dai carnevali delle altre città.

I  maggiori carnevali in Italiani


Inizia il Carnevale 2017, il volo della Colombina

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Le più belle maschere del Carnevale di Venezia del 2017

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Il Carnevale di Venezia è conosciuto per la bellezza dei costumi, lo sfarzo dei festeggiamenti nella magica atmosfera della Laguna e consta di diversi giorni fitti di manifestazioni di svariato tipo: mostre d'arte, sfilate di moda, spettacoli teatrali.

Il Carnevale di Viareggio è uno dei più importanti e maggiormente apprezzati carnevali a livello internazionale. A caratterizzarlo sono i carri allegorici più o meno grandi che sfilano nelle domeniche fra gennaio e febbraio e sui quali troneggiano enormi caricature in cartapesta di uomini famosi nel campo della politica, della cultura o dello spettacolo, i cui tratti caratteristici, specialmente quelli somatici, vengono sottolineati con satira ed ironia. I carri, che sono i più grandi e movimentati del mondo, sfilano lungo la passeggiata a mare viareggina, un viale di oltre tre chilometri che si snoda tra la spiaggia e gli edifici di stile liberty che si affacciano sul mar Tirreno.

Il Carnevale di Viareggi del 2017

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Il Carnevale di Verona risula essere uno dei più antichi tant'è che la maschera principale della città, il Papà del Gnocco, nata nel 1531 è la più antica al mondo e viene festeggiata apunto il Venere Gnocolar con la sfilata dei carri nel centro cittadino.

Il Carnevale di Ivrea, famoso per il suo momento culminante della Battaglia delle Arance, è invece considerato uno tra i più antichi e particolari al mondo, seguendo un cerimoniale più volte modificatosi nel corso dei secoli.

L'intero carnevale ha il pregio di rappresentare, sotto forma di allegoria, la rivolta dei cittadini per la libertà dal tiranno della città, probabilmente raineri di Biandrate, ucciso dalla Mugnaia su cui si apprestava ad esercitare lo jus primae noctis. Fu quell'evento a innescare la guerra civile rappresentata dalla battaglia tra il popolo e le truppe reali che viene rievocata durante il carnevale, dove le squadre di Aranceri a piedi (ossia il popolo) difendono le loro piazze dagli aranceri su carri (ossia l'esercito) a colpi di arance a rappresentare le frecce, mentre tra le vie della città sfila il corteo della Mugnaia che lancia dolci e regali alla popolazione.

Il Carnevale di Putignano del 2017

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La Puglia è la regione italiana con il maggior numero di manifestazioni con il  Carnevale di Putignano, Carnevale di Massafra, Carnevale di Gallipoli, Carnevale Dauno a Manfredonia.

 

Il Carnevale di Rio de Janeiro il più famoso del mondo

Si celebra 40 giorni prima di Pasqua e festeggia l'inizio della Quaresima. Il Brasile è una nazione a maggioranza cattolica, per cui l'astinenza quaresimale è molto sentita. Il Carnevale rappresenta un "addio" ai piaceri della carne in vista dei prossimi 40 giorni. Il Carnevale presenta alcune variazioni con la controparte europea e si differenzia nel territorio brasiliano.
Il Carnevale brasiliano viene celebrato in modo diverso nelle varie regioni del paese: il Carnevale di Rio è considerato uno dei più famosi in Brasile e in tutto il mondo per via della magnificenza e della ricchezza dei festeggiamenti.

Il Carnevale di Rio 2017

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Prima del riconoscimento ufficiale da parte del governo della festa del carnevale come una "espressione di cultura", i brasiliani erano soliti scatenare sommosse in occasione della festa.

Rio de Janeiro è stato il primo e il più famoso dei Carnevali brasiliani. Le sue origini risalgono agli anni trenta del XIX secolo, quando la borghesia cittadina importò dall'Europa la moda di tenere balli e feste mascherate, molto in voga a Parigi.
Sul finire del XIX secolo nella città vennero costituite le prime cordões ("corde" in Portoghese), gruppi di gente che sfilava per le strade suonando e ballando. Dalle cordões derivarono in seguito i moderni blocos ("quartieri"), gruppi di persone legati ad un particolare quartiere della città che sfilano con tamburi e ballerine, vestiti con costumi e magliette a tema per festeggiare il carnevale.

Il Carnevale di Rio 2017

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I blocos oggi sono parte integrante della festa a Rio: vi sono più di 100 gruppi con usi e tradizioni diversi, e ogni anno il numero cresce. Alcuni sono numerosi, altri più piccoli; alcuni sfilano per le strade in formazione, altri stanno nello stesso posto.
Ogni bloco ha un posto o una strada in cui festeggiare, e per i più grandi le strade vengono chiuse al traffico. I festeggiamenti cominciano da gennaio e durano fino al termine del carnevale, con gruppi di persone che ballano il samba nel weekend agli angoli delle strade. Solitamente i festeggiamenti avvengono di giorno, o alla fine dell'orario lavorativo.
I blocos compongono loro stessi la musica che suonano in continuazione durante i festeggiamenti, basandosi su classici della samba o su vecchie musiche da carnevale chiamate Marchinhas de carnevale.

A ritmo di Samba 2017

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Il Carnevale di Rio de Janeiro è noto nel mondo soprattutto per le sfarzose parate organizzate dalle principali scuole di samba della città. Le parate si tengono nel Sambodromo, e sono una delle principali attrattive turistiche del Brasile.
Le Scuole di Samba sono grandi e ricche organizzazioni che lavorano tutto l'anno in preparazione del Carnevale. Le parate durano quattro notti, e fanno parte di una competizione ufficiale suddivisa in sette divisioni alla fine delle quali una scuola verrà dichiarata vincitrice dell'anno.

a cura di Pippo Lombardo


 

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