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Fontana Falconieri
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Venne realizzata nel 1842 su progetto dell’architetto messinese Carlo Falconieri (1809-1891) che si ispirò al neo-rinascimento toscano e fu collocata in piazza Ottagona (l’attuale piazza Juvarra).

Fu inaugurata nel 1843, sebbene gli fosse stata commissionata dal Senato cittadino nel 1842 (data che appare incisa su una targhetta di marmo grigio sulla parete della vasca maggiore) nella ricorrenza delle feste secolari in onore della Madonna della Lettera in occasione del diciottesimo centenario dell’arrivo in città della Lettera di Maria di Nazareth.

Trasferita nel 1957, in piazza Basicò a monte della via S. Agostino, dove oggi si trova, è composta da una grande vasca geometrica, composita, posta sopra una piattaforma ottagonale dove su quattro basamenti simmetrici poggiano altrettanti “cavallucci” in ferro, raffiguranti dei mostri con corpo di pesce e testa, rispettivamente, di grifone, di delfino, di leone e di uomo.

 Sulle basi di questi mostri, si trova impresso il marchio della fonderia che li realizzò, con la scritta: “Fonderia Oretea diretta da Michelini in Palermo 1846”, e, quindi, tre anni dopo l’inaugurazione. 

Dai piedistalli suddetti zampilla l’acqua che si raccoglie in quattro piccole vasche ellittiche.

All’interno della vasca maggiore ed alle spalle delle quattro mostruose raffigurazioni, quasi come delle quinte scenografiche, si ergono dei “lunettoni” in marmo bianco con eleganti decorazioni a motivi floreali.

Dal centro e da un basamento marmoreo decorato con festoni s’innalza una stele a piramide tronca su tre facce della quale si trovano scolpite, a bassorilievo, delle raffinatissime allegorie con stilizzazioni floreali e raffigurazioni di animali fantastici.

Sulla parte terminale di essa, tramite un capitello di stile corinzio, poggia una vasca ovale con quattro fori da cui scaturisce l’acqua.

Dal centro di questa vasca si eleva una stele più piccola che a sua volta sorregge un’ultima vasca ovale, ancora più piccola, e, quindi, un’ultima stele ornata con fogliami a spirale e due conchiglie marine, che concludono l’estensione in altezza della fontana.   

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