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1917. I sommergibili tedeschi nello Stretto di Messina
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Messina nella Prima guerra Mondiale, Edas, Messina 2008

di Vincenzo Caruso

Bloccata la flotta austro-ungarica nel canale d’Otranto da uno sbarramento navale italo-francese e impedito l’ingresso nel Mediterraneo ai tedeschi grazie al blocco dello Stretto di Gibilterra ad opera delle navi da guerra inglesi, dal mese di febbraio del 1917, la Germania decise di intensificare la guerra sottomarina per bloccare i rifornimenti ai paesi nemici e isolare economicamente la Gran Bretagna.

Fu per tale motivo che parecchi U-Boot, penetrarono nel Mediterraneo, stazionando anche nello Stretto di Messina, con l’obiettivo di affondare navi mercantili e quelle per il trasporto di passeggeri con l’obiettivo di affondare navi per il trasporto di passeggeri e navi mercantili per bloccare i rifornimenti alla popolazione.

Per tale motivo, il 14 settembre 1917, lo Stretto di Messina. veniva dichiarato “in Stato di guerra”


Regio Decreto del 14 settembre 1917,

col quale è dichiarato in stato di guerra il territorio dei circondari di Messina e Reggio Calabria, G.U. del 27 settembre 1917, n° 228.

VITTORIO EMANUELE III
Per grazia di Dio e per volontà della Nazione
RE D’ITALIA

Visto il Codice penale per l’esercito, approvato con Nostro decreto 28 novembre 1869;
Visto il Codice penale marittimo, approvato con Nostro decreto 28 novembre 1869;
Sentito il Consiglio dei ministri;
Sulla proposta dei Nostri ministri segretari di Stato per la guerra, per la marina e per l’interno;
Abbiamo decretato e decretiamo
Articolo unico,
A decorrere dal giorno successivo a quello della pubblicazione del presente decreto è dichiarato in stato di guerra territorio dei circondari di Messina e Reggio Calabria.
Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserito nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d’Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dal Comando supremo, addì 14 settembre 1917.

 Tra i siluramenti più gravi avvenuti nelle acque dello Stretto sono da ricordare l’affondamento del piroscafo “Verona” diretto a Tripoli con a bordo circa 3.000 soldati italiani disertori e quello del Traghetto Scilla.

AFFONDAMENTO DEL TRAGHETTO “SCILLA”
Il 28 agosto 1917, la nave traghetto Scilla, gemella della Cariddi, era da poco partita dal porto di Reggio Calabria, ove aveva caricato un contingente di truppa costituito da seicento uomini tra soldati, ufficiali e sottufficiali destinato a Messina. Navigava sulla rotta di sicurezza, poco distante dalla costa quando davanti all’abitato di Gallico, la nave fu silurata da un sommergibile nemico. Dopo il grande boato provocato dall’esplosione, una grande folla accorse terrorizzata sulla spiaggia. Nulla fu possibile fare per soccorrere i naufraghi risucchiati dal gigantesco vortice prodotto dalla nave che affondava. Inutili furono le bordate dei grossi calibri delle fortezze sovrastanti Catona  (Arghillà e Matiniti). Il terribile fragore delle bocche da fuoco servì solo a rendere più cupa l’immagine di quanto era accaduto.

Il quotidiano “Corriere della Calabria”, riferì della paura delle popolazioni rivierasche di subire un bombardamento nemico, data l’audacia con la quale il sommergibile aveva potuto spingersi nello Stretto. RELAZIONE DEL SEMAFORO-VEDETTA DI PIANO DEL GIGLIO (FORTE CAVALLI): “28 AGOSTO 1917
[…] nel momento in cui si vedeva il ferry-boat affondare in direzione nord-est si scorgeva la scia prodotta da sommergibile immerso, quasi a fior d’acqua, con rotta sud; il nemico aveva seminato mine in tutto lo Stretto e aveva creato con tali ordigni uno sbarramento tra Catona e Gallico”.

Al termine del conflitto, quando la Marina da Guerra, al fine di procedere alle operazioni di dragaggio, ebbe notificato che non si era trattato di mine vaganti, ma di mine ancorate nella rotta obbligata seguita dalle navi-traghetto, si apprese da un dispaccio della Marina austro-ungarica che il sommergibile U-38, in missione nello Stretto di Messina, aveva posato torpedini  presso Punta Pezzo e a nord di Reggio Calabria

Malgrado le disposizioni di sicurezza, impartite dal Comandante Ferrucci, riportate sul quotidiano e divulgate mediante manifesti murali, l’11 maggio il sottomarino lanciò un nuovo attacco al piroscafo “Verona”, carico di truppe destinate in Libia.

AFFONDAMENTO PIROSCAFO “VERONA”

12 MAGGIO 1918. FONOGRAMMA DEI REALI CARABINIERI AL PREFETTO DI MESSINA.
Per notizia informasi che ore 13,00 oggi Piroscafo Italiano “Verona” carico 3000 uomini truppa proveniente porto Messina diretto Tripoli, giunto a circa 4 miglia da Reggio, in quelle acque territoriali venne silurato affondando dopo quasi 25 minuti. Accorso naviglio ed altre navi prontamente inviate da questa Difesa Marittima venne operato salvataggio. Finora risultano sbarcati Messina circa 540 naufraghi.

13 MAGGIO 1918. ORE 12,30 COMUNICAZIONE TELEFONICA DEL PREFETTO CON ISPETTORE GENERALE COMM. BATTIONI.
Informo che ieri nello Stretto fu silurato piroscafo con carico disertori recidivi inviati in Libia, dei quali circa 1500 raccolti in città e circa 500 trovansi sulla spiaggia calabra […].

13/5/1918 - TELEGRAMMA A S. E. IL MINISTRO, UFF. DI GABINETTO
Da ultime notizie ritienesi che siano periti circa un migliaio fra ufficiali, soldati e equipaggio piroscafo Verona. Giunto ora qui S. E. il Comandante del Corpo d’Armata da Palermo che dispose campo di concentramento tutti disertori naufraghi ricoverati a Reggio Calabria. Centocinquanta cadaveri questa Difesa Marittima saranno stanotte trasportati questo cimitero. Permane profonda impressione cittadinanza ma ordine pubblico sempre perfetto. F.to il Prefetto

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1- La mina navale è un ordigno esplosivo, contenuto in un involucro a tenuta stagna generalmente metallico, usato per creare sbarramenti alle navi nemiche, lungo le rotte commerciali, gli ingressi dei porti o in particolari zone di mare d'importanza strategica.
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Siluramenti nello Stretto - 1917

• 28 aprile 1917 Capo Taormina. Siluramento del piroscafo inglese Karanga carico i munizioni
• 4 agosto 1917. Torre Faro. Siluramento Piroscafo
• 5 agosto 1917. Siluramento di un vapore francese
• 6 Agosto 1917. Mare Grosso. Dietro la Lanterna di S. Ranieri. Siluramento vapore.
• Il 28 agosto 1917. Davanti all’abitato di Gallico. Affondamento del traghetto “Scilla”. Intervento delle fortezze di Arghillà e Matiniti


Siluramenti nello Stretto - 1918

• 17/5/1918 Acque di Giardini. Affondamento Veliero “Pietro Brizzolati” carico di zolfo diretto in Spagna
• 9/6/1918. Tra Catona e Gallico. Affondamento Piroscafo “Concettina”.
• 12/9/1918. Acque di Taormina. Affondamento Brigantino “Gingillo”. Carico di sale
• 12 maggio 1918 Acque di Reggio. Affondamento Piroscafo “Verona” diretto a Tripoli carico di 3000 disertori.
• 13 gennaio 1918. Un piroscafo che usciva dal porto venne silurato.
• 29 gennaio 1918. Sono usciti dal porto tre piroscafi, ma uno venne silurato nelle vicine acque di Tono, e gli altri due tornarono a rifugiarsi in Messina
• 19 Maggio 1918. Verso le ore 12 un piroscafo che da Messina era partito, giunto vicino Lipari venne assalito da un sottomarino. Dopo essersi difeso alla meglio, trovò modo di rifugiarsi a Lipari.
• 8 Giugno 1918. Lanterna di S. Raineri. Siluramento piroscafo proveniente da Salonicco, con pece greca, tessuti ed altro.

 
  I sommergibili Germanici U-Boote 24 e 35

 


U-Boote 24
Appartenente alla classe U23
Completato nel 1913 – demolito in Gran Bretagna nel 1922
Lunghezza: m. 63,4         Larghezza m. 6,30
Dislocamento 664 tonn. In superficie, 864 tonn. in immersione
Apparato motore: Diesel da 1.800 HP per la navigazione in superficie
                         Motori elettrici da 1.200 HP per la navigazione in immersione
Eliche: n.2
Velocità massima: in superficie 16,75 nodi; in immersione 10,3 nodi
Lanciasiluri: 4 da 500 mm (2 a prua e 2 a poppa)
Cannoni: 1 o 2 da 88/30 mm
Equipaggio: 39 uomini               
Velocità d’immersione: 100 secondi
Profondità media raggiungibile: 50 metri


U-Boote UB-35
Appartenente alla classe U31 composta da 11 unità  (U31 – U41) il 1915 ed il 1916)
Completato il 3 /11/1914 ed assegnato alla Gran Bretagna alla fine della I Guerra Mondiale. Radiato nel 1919
Lunghezza m.52,363        Larghezza m.6,32
Dislocamento 685 tonn. in superficie, 878 tonn. in immersione
Apparato motore: 2 motori Diesel “Germania” a 6 cilindri per la navigazione in superficie
                         Motori elettrici SSW per la navigazione in immersione
Autonomia:         in superficie: 87.800 miglia a 8 nodi
                         in immersione: 80 miglia a 5 nodi
Velocità massima: in superficie 8,90 nodi; in immersione 5, 72 nodi
Lanciasiluri: 2 da 500 mm. (a prua)
Cannoni: Nel 1915 aveva un cannone da 75/18, sostituito nel 1916 con 1 cannone da 88/30; nel 1917 ne fu aggiunto uno similare, mentre nel 1918 furono sostituiti con 1 cannone da 105/45.
Equipaggio: 4 ufficiali + 31 sottufficiali, graduati e marinai               
Velocità d’immersione: 45 secondi
Profondità media raggiungibile: 50-60 metri


 

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