(24/10/17) La Frutta Martorana

                    La...
Leggi tutto...

(24/10/17) La notte di Halloween

La notte del 31 ottobre si festeggia la notte di Hallowe...
Leggi tutto...

(24/10/17) Antiche tradizioni per la commemorazione dei defunti

La festa dei morti  è una ricorrenza della Chiesa catto...
Leggi tutto...

(24/10/17) C'era una volta...la Festa dei Morti

Nella nottata che passava tra il primo e il due di novemb...
Leggi tutto...
Papa Wojtyla Beato - Ricordo della Sua visita a Messina
AddThis Social Bookmark Button

Davanti a un milione e mezzo di fedeli provenienti da tutto il mondo Benedetto XVI beatifica Karol Wojtyla durante una solenne e commossa liturgia.

"Giovanni Paolo II è beato!".

Con queste parole Papa Benedetto XVI ha proclamato beato Giovanni Paolo II.

 

Il 27 aprile 2014 alla presenza di oltre um milione di fedeli Papa Francesco ha canonizzato Papa Giovanni Paolo II e Giovani XXIII alla presenza del papa Emerito Benedetto XVI.

"Beato te, amato Papa Giovanni Paolo II, perché hai creduto! Continua a sostenere dal Cielo la fede del Popolo di Dio".

È la preghiera rivolta da Benedetto XVI al suo immediato predecessore, presiedendone la beatificazione sul sagrato della basilica Vatricana la mattina del 1° maggio, domenica della Divina Misericordia. Il Pontefice ha celebrato l'eucaristia proclamando beato Papa Wojtyla, alla presenza di una folla immensa di fedeli radunatasi in piazza San Pietro, ma anche nelle strade adiacenti e in diversi altri luoghi di Roma.

Al termine della messa il Pontefice ha guidato la preghiera mariana del Regina Caeli, introducendola con il saluto in varie lingue alle delegazioni ufficiali, alle autorità civili ed ecclesiastiche e ai fedeli giunti da tutto il mondo.

I numeri parlano di un milione e mezzo di persone convenute a Roma per essere presenti nel momento in cui Benedetto XVI avrebbe pronunciato questa frase. Bisogna fidarsi degli esperti, delle persone capaci di valutare spazi e folle. Certo è che piazza San Pietro, ancora una volta è stata invasa da una folla incapace di resistere al richiamo di Giovanni Paolo II.

Strade e piazze limitrofe sono state invase sin dalle prime ore della notte trascorsa in veglia. Dovunque striscioni, bandiere, fazzoletti, palloncini e ninnoli vari in centinaia di multicolori esemplari. Un avvenimento straordinario, senza precedenti, negli ultimi dieci secoli di storia della Chiesa

Dopo 23 anni dalla sua venuta a Messina, per la canonizzazione della Beata Eustochia Smeralda Calafato clarissa messinese, è stato proclamato Beato.

Ricordo di Papa Giovanni Paolo II a Messina il giorno della sua visita

E' sempre vivo nei ricordi dei messinesi il giorno del Suo arrivo a Messina.

Personalmente ricordo quando dall'aliscafo, vedendo quella folla immensa che lo attendeva, incominciò a benedire le persone che lo acclamavano dalla Batteria Masotto. L'allora Sindaco Bonsignore con voce tremante per l'emozione gli diede il benvenuto. Era presente l'On. Sergio Mattarella in rappresentanza del Governo.

Subito dopo le sue visite a S.Antonio, Cristo Re, Montalto, in Cattedrale dove lo attendeva l'Arcivescovo di Messina Mons. Ignazio Cannavò per il saluto e a Montevergine. Subito dopo in Fiera per la canonizzazione.

La sera, malgrado la stanchezza, incontra i giovani affacciato al balcone dei Padri Rogazionisti che lo avevano ospitato. Una serata incantata che i miei figli, presenti all'evento, ancora ricordano.

Ancora i giovani non erano Papa Boys, ma i suoi ragazzi erano la Sua forza, la Sua speranza per un mondo migliore.

Discorso di Giovanni Paolo II alla Città

Sono veramente lieto di essere tornato in Sicilia, di trovarmi  qui con voi, oggi, a Messina, e di recarmi domani in pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Tindari.

Sento il dovere di ringraziare l'Onorevole Sergio Mattarella, Rappresentante del Governo, per le deferenti espressioni rivoltemi ed il Signor Sindaco per le cordiali parole di benvenuto, eco viva di sentimenti con cui la Città ha atteso e preparato questa mia visita. Saluto altresì i miei Confratelli nell'episcopato, il Pastore di questa Chiesa locale, Monsignor Ignazio Cannavo, e i Vescovi Ausiliari, le Autorità civili e militari il Clero, i Religiosi e le Religiose presenti e tutti voi, qui convenuti ad accogliermi.

Con speciale gratitudine saluto il Cardinale Arcivescovo di Palermo come Legato del Congresso Eucaristico Nazionale che si svolge a Reggio Calabria.
Giungendo a Messina, sono rimasto particolarmente colpito dallo stupendo scenario nel quale è incastonata la Città, distesa tra le falde dei monti Peloritani, degradanti verso la costa, e lambita dal mare, che rinvia al ricordo di miti suggestivi ed antiche leggende, tanto vivi nelle credenze del mondo classico e diventati in seguito patrimonio del linguaggio e della lettura mondiale. Ma, sorvolando lo Stretto, il ricordo è andato soprattutto ai primi apostoli del Vangelo a Paolo, in particolare (cfr. At 28, 13) , che hanno solcato queste acque, prima di arrivare sulle sponde italiche, mentre erano diretti a testimoniare il Cristo ed a portare l'insegnamento a Roma, nel cuore stesso dell'Impero. Ho anche pensato all'innumerevole schiera di persone, intraprendenti navigatori o semplici turisti, che di qui son passati, utilizzando una naturale e vantaggiosa rotta per raggiungere approdi di commercio, di studio o di svago.

Chi, come voi, conosce le vicende della vostra Città, affianca a tali memorie, dense di storia, il richiamo ad eventi, purtroppo tristi, che hanno inciso profondamente nel suo tessuto urbanistico e colpito le vostre famiglie. Mi riferisco, innanzitutto, ai violenti fenomeni sismici: e come non pensare a quello più noto che nel 1908 devastò anche la vicina Reggio, e di cui ricorre quest'anno l'ottantesimo anniversario? Mi riferisco ancora all'ultima guerra, che qui ha seminato, non meno che altrove, rovine e lutti.
Questo quadro di luci e di ombre permette di stabilire un eloquente confronto con la situazione presente della Città, e di cogliere il generoso impulso grazie al quale essa è come "rinata".

Anzitutto la scelta della vita, che ha continuato ad essere amata, accolta e diffusa, nonostante ogni vicenda di morte; l'operosità e l'industriosità, con cui si è saputo reagire a pesanti eredità, affinchè la civile convivenza non solo riprendesse il suo corso secondo ritmi cari agli affetti ed alle consuetudini locali, ma forse anche più tutelata con una preveggente messa in opera di accorgimenti protettivi; la tecnica della ricostruzione di insigni monumenti - si pensi alla maestosa Basilica Cattedrale - simboli preziosi da trasmettere alle generazioni future; la profonda e radicale fiducia in Dio, specialmente quando tante circostanze avrebbero potuto indurre a disperare.

 

Dei Messinesi si può dire che, veramente, la loro fede in Dio è stata forte e coraggiosa, in sintonia con l'atto di abbandono del Salmo: "Dio è per noi rifugio e forza, aiuto sempre vicino nella angosce. Perciò non temiamo se trema la terra, se crollano i mondi nel fondo del mare" (Sai 45, 2-3). Da questo travaglio sembra che la Città abbia tratto una lezione complementare, e che l'ha resa più decisa ed esperta nel preferire le idee del bene, resistendo a falsi miraggi ed impedendo che pericolosi fenomeni di degrado sociale vi si insinuassero come tarlo roditore della sua identità.

Occorre proseguire su questa strada. Qui, dove la natura è un inno perenne alla grandezza del Creatore, è più facile disporre l'animo a pensieri alti e soavi e soffermarsi in preghiera. La vostra Patrona, la beata Eustochia Smeralda Calafato, che questa sera ascriverò nell'albo dei Santi, ed il Monastero di Montevergine, da lei fondato, sono in questa linea un punto di richiamo e di riferimento.

 

La cura ed il primato dello spirito trovano certo condizioni più propizie nella quiete austera e silenziosa di un chiostro, ma non ne sono appannaggio esclusivo. Il Signore si lascia trovare sempre da quanti lo cercheranno con cuore sincero; egli è vicino a ciascuno dei suoi figli ed ognuno invita alla beatificante ed intima unione con sé.

Occorre piuttosto sapere incrociare il suo sguardo, coglierne il messaggio e tradurlo in opera. Ogni stato di vita è via alla santità, cioè alla più completa realizzazione delle persone e, dunque, ad ognuno è possibile vivere, e contemporaneamente, come familiare dei Santi e cittadino del Regno dei Cieli, e collaborare, con dedizione e competenza, alla costruzione della città terrena affinchè essa sia, in un certo qual modo, immagine ed anticipazione di quella futura. E così che anche la città diventa luogo dell'incontro con Dio, e si pongono le premesse per un suo futuro di autentica elevazione sociale e religiosa; è così che si supera il rischio di perdere attenuato il senso della presenza di Dio, in un'epoca nella quale si preferisce insistere nell'esaltazione delle capacità dell'uomo.

A Messina tali verità non risultano nuove, perché la sua storia civile è strettamente connessa con la sua storia di fede, come attestano simboli emblematici, quali il ben noto "Vascelluzzo". Si tratta piuttosto di ravvivarle nella coscienza e di farne motivi ispiratori nella condotta di ogni giorno.

Ciò ritornerà a vantaggio di tutti. La vostra città, infatti, carissimi fratelli e sorelle, come porta della Sicilia e dell'oriente, attraverso la quale l'Europa ed i popoli del Mediterraneo, incontrandosi, hanno dato origine ad una civiltà ed ad una cultura ancora vive ed aperte al futuro, è naturalmente chiamata a diventare come la città evangelica posta sul monte, che irraggia luce mediante il bene che vi si compie.

Sulla base che regge la stele della Madonnina d'oro collocata sulla punta estrema del Porto, si legge una frase semplice, ma carica di senso

"Vos et ipsam Civitatem benedicimus"

Si coglie in essa la tradizione secolare che lega Messina con un particolare rapporto di amore alla Madre di Dio. Faccio mio questo saluto di Maria e anch'io, come chiedeva il Signor Sindaco, benedico volentieri e di cuore voi, l'intera Messina ed anche i suoi figli lontani. Auspicando che la vostra città possa conoscere sempre giorni di sereno progresso, rivolgo alla Madre Celeste la mia preghiera affinchè continui ad essere il suo faro luminoso nel mare della storia e la sua àncora di salvezza nella traversata verso le sponde dell'eternità.

Il 27 aprile 2014 è stato canonizzato da Papa Francesco

a cura di Pippo Lombardo


 

AMAZON

copyright 2011 messinaierieoggi - Testi e fotografie di Pippo Lombardo
grafica sito web by mindtheSign

Utilizziamo i cookie per migliorare la navigazione sul nostro sito web. Continuando a navigare su questo sito web o cliccando su ACCETTO, acconsenti all'uso dei cookie. - Cookie Policy.

Accetto l'utilizzo dei cookies su questo sito.