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Badiazza: un restauro...infinito
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di Nino Principato

Ventotto lunghi anni non sono bastati per completare il restauro e restituire così, alla pubblica fruizione, uno dei monumenti più importanti e significativi dell’epoca svevo-aragonese in Sicilia: la chiesa di Santa Maria della Scala nella Valle, detta comunemente Badiazza.

La consegna dei lavori del primo lotto all’impresa “Lamicela” per un importo di 295 milioni di lire, avvenne, infatti, nell’ormai lontano 18 dicembre 1982. Altri finanziamenti dell’Assessorato regionale dei Beni culturali e ambientali giunsero nel 1984, rispettivamente di 299 milioni 800 mila lire e 299 milioni 700 mila lire ma, del restauro a carattere definitivo, non si intravede attualmente la conclusione.

Oggi, la Badiazza, è di nuovo piombata nel silenzio di morte e nell’abbandono che ne caratterizzarono gli anni della decadenza, quando cadde lentamente in rovina dopo che, nel 1549, i rigori del Concilio di Trento costrinsero le monache a non recarvisi più nemmeno in villeggiatura ed a rimanere, perciò, nella stretta clausura in città.

Nessun segnale di ripresa dei lavori da quando, a quanto sembra, a causa del fallimento dell’impresa esecutrice ed al relativo contenzioso con la Regione, lo splendido tempio medievale è diventato inaccessibile a chiunque.

Di fatto, si è provveduto allo sterramento interno ed esterno; al consolidamento delle fondazioni; alla realizzazione della camera d’aerazione sotto il piano di calpestio; al restauro del paramento murario esterno. Mancano, però, le indispensabili opere di consolidamento di tutte le colonne quadrilobate delle navate con sostituzione dei rocchi troppo usurati: soltanto quando sarà attuato tale intervento si potranno abbattere le pareti in mattoni che furono realizzate fra colonna e colonna, a sostegno delle superiori volte, e si potrà restituire, così, alla piena leggibilità e fruibilità, la complessità spaziale e  luministica dell’impianto basilicale interno.

A tale scopo, nel 1992, vennero chiamati alcuni esperti del Consiglio regionale per i Beni Culturali cui venne richiesto un parere sulle colonne, cioè, se smontarle e rimontarle dopo aver realizzato un’anima metallica o mantenerle intatte nella loro originaria struttura.

Intanto, interventi quantomeno discutibili furono realizzati dall’arch. Paolo Paolini, allora Soprintendente della Sicilia Orientale e direttore dei lavori di restauro: la ricostruzione della merlatura e l’intonacatura interna. La merlatura di coronamento, prendendo a modello elementi superstiti, è stata infatti rifatta di sana pianta in contrasto con quanto prescrivono le diverse “carte del restauro” in simili circostanze.

L’intonaco, che ha totalmente occultato la tessitura muraria a vista, ha trasformato la chiesa medievale in un anonimo e banale tempio dei nostri giorni, annullando traumaticamente quel suggestivo fascino che la pietra carica di secoli sa comunicare. Non si dimentichi che la Badiazza, costruita probabilmente nel secolo XII sotto il regno di Guglielmo II “il Buono”, deve il suo assetto architettonico attuale agli interventi operati nel sec. XIII, in epoca sveva, e, nel sec. XIV, in epoca aragonese.

Tutto fermo, quindi, in questa travagliata storia di restauri che sembrano non avere mai fine.

Se e quando essi giungeranno in porto, si dovrà, comunque, seriamente pensare sin d’adesso alla conservazione e salvaguardia dei valori urbanistici e ambientali circostanti, con una maggiore intensificazione della forestazione, oltre al recupero e risanamento ambientale dell’hinterland insediativi e del torrente Scala, insieme al diretto collegamento viario con le attuali direttrici della città. Un recupero, insomma, della centralità di questo luogo dello spirito.

Altrimenti, la Badiazza diventerà un’altra “Cattedrale nel deserto”, presto abbandonata e degradata e nuovamente da restaurare con l’ulteriore impiego, è ovvio, di pubbliche risorse.

Nella speranza, sempre, che i nuovi interventi come l’orrendo intonaco bianco da civile abitazione, non facciano altro danno al monumento.

                                          Nino Principato

La scheda della Chiesa e la galleria fotografica


 

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