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14 agosto 1861 - La Guardia Nazionale a Messina
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Uniformi della Guardia Nazionale a Cavallo

I festeggiamenti alla Villetta Mazzini per la visita della Guardia Nazionale di Palermo.

di Vincenzo Caruso

 

Premessa

Sin dal 1796 erano sorte in Italia, in ogni Stato pre-unitario, su modello francese, le Guardie Nazionali con l’intento di creare un “esercito popolare” che agisse di supporto all’esercito regolare nel controllo del territorio.

Considerata l’impossibilità dell’esercito piemontese di presidiare tutto il Mezzogiorno e la necessità di creare un nuovo esercito nazionale, con Decreto Regio del 5 luglio 1860, a ridosso dell’avvenuto Sbarco di Marsala, si decise la formazione della Guardia Nazionale Italiana.

Primo compito di questa Milizia civica, che presto crebbe a dismisura grazie alla leva obbligatoria, fu quello di combattere il banditismo imperante al Sud e di promuovere un capillare controllo del territorio contro la delinquenza locale.

Secondo i piemontesi, affidare la sicurezza del luogo a “soldati locali” avrebbe comportato un vantaggio: i briganti e i malfattori sarebbero stati arrestati dalla loro stessa gente e la popolazione avrebbe collaborato con i propri concittadini piuttosto che con truppe considerate, per lungo tempo, invasori.

In questo Corpo prestò servizio dal 1860 al 1864 il noto scrittore Giovanni Verga 

Queste idee presto sfumarono quando emerse che, più che vere unità, la Guardia in molte zone erano composte da bande al comando di uomini di dubbia moralità, se non ex briganti, passati al soldo del nuovo Stato Italiano. La pessima dimostrazione del Corpo, seguita dall’attenuarsi del fenomeno del banditismo nel corso degli anni, assieme ad altre considerazioni di carattere prettamente politico e sociale, evidenziarono la sua inutilità, la pericolosità e l’insostenibile peso economico del suo mantenimento.

Con l’Istituzione della Milizia Territoriale, la Guardia Nazionale venne quindi sciolta, con la Legge n. 160, nel 1876.

 


Villa Mazzini. Marmo commemorativo a ricordo del passaggio della Guardia Nazionale di Palermo.14 agosto 1861

La Guardia Nazionale di Messina

A Messina, questa Milizia cittadina, viene descritta nelle cronache del tempo, come costituita da “retti ed onesti cittadini” a cui veniva affidata la sicurezza della città. Non vi era individuo d’alte sfere, impiegato, professore che non avesse imbracciato il fucile, insieme alla gioventù più agiata ed educata, con l’intento di far parte di questo Corpo al servizio dell’ordine civico.

Dalla sua costituzione, la Guardia Nazionale di Messina raggiunse in poco tempo la quota di 4.000 uomini, divisi in due Legioni a capo delle quali era posto un Comandante.


Villa Mazzini, Casotto

Assunse il Comando della Legione “Arcivescovado” il Cavaliere Carlo Collima Novi, mentre per quella del “Priorato” il Cavaliere Giuseppe Ottavini. Le due Legioni sottostavano entrambe ad un Comando Superiore affidato al liberale Pietro Landi.

I servizi resi da tale Milizia a Messina si resero ancor più evidenti durante l’assedio della Cittadella, avvenuto tra febbraio e marzo 1861.

“Destava ammirazione nel vedere i suoi soldati impegnati nelle manovre, negli interventi nei quartieri o nei posti di vigilanza e nello sfilar per le vie durante le cerimonie”.

Ai reparti a cavallo, comandati da Agostino Alessi, fu affidato il controllo e la sicurezza delle campagne. Tra i loro tanti interventi si ricorda quello del 22 marzo 1861 quando, preventivamente avvisati, i militi riuscirono a sventare un furto presso l’abitazione attigua all’Eremo degli Angeli e la chiesetta, cogliendo i malfattori in flagranza di reato.


Villa Mazzini. Marmo commemorativo: iscrizione

La visita a Messina della Guardia Nazionale di Palermo

Nel mese di agosto dello stesso anno, la Guardia Nazionale di Palermo decise suggellare un gemellaggio con quella di Messina. Il 13 agosto la città del Peloro si apprestò ad accogliere la Milizia del Capoluogo siciliano.

“L’accoglienza fatta dai Messinesi ai cittadini del suolo dei Vespri, non è facile narrare e nemmeno descrivere. Il popolo, accalcato dall’alba sulle vie, mostrava con che ansia attendesse l’eletto drappello di quei generosi.

La Guardia Nazionale di Palermo era condotta dal Generale Carini, uno dei Mille sbarcati a Marsala. Fu scena commoventissima quando le due Milizie eseguirono il defilé (la parata).

I petali di fiori lanciati dai balconi sul Generale Carini e sui militi di Palermo; i suoni delle bande musicali; gli Evviva Palermo, Evviva Messina, Evviva il Generale Carini, evviva i fratelli, formarono uno di quegli spettacoli ai quali non è dato assistere senza versare lacrime di tenerezza.

In teatro poi l’entusiasmo divenne delirio. All’Italia, al Re e a Garibaldi furono fatte dimostrazioni più clamorose di letizia che giammai le stesse. In questa occasione, dalla Guardia Nazionale di Messina, fu donata una ricca bandiera a quella di Palermo”.

La notte del 14 agosto un elegante buffet venne offerto al drappello ospite nella Villetta Mazzini; tra canti, balli e brindisi composti dal poeta Felice Bisazza l’intrattenimento si protrasse fino a notte inoltrata.  La comitiva scese quindi sul lungomare dove i fuochi d’artificio conclusero la festa d’onore.

Il giorno seguente ebbe luogo una regata nel porto. La solennità dell’evento fu ancor più evidenziata dall’arrivo in città del Luogotenente Generale Della Rovere.

Al tramonto di giorno 16 agosto, la Guardia Nazionale di Palermo ripartì per il Capoluogo.

A imperitura memoria del gemellaggio avvenuto, fu collocata nel casotto della Villa Mazzini un marmo commemorativo che ancora oggi può essere ammirato.

Poco tempo dopo, il Comando della Guardia Nazionale di Messina venne assunto dal Colonnello Brigadiere Amato Poulet, ben noto in città per aver comandato nel 1848 il battaglione dei “Camiciotti” nello scontro con le truppe borboniche.

                       Vincenzo Caruso

Bibliografia

G. Rol - Ricordi Messinesi dal 1860 al 1875, Messina, 1877


 

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