(24/10/17) La Frutta Martorana

                    La...
Leggi tutto...

(24/10/17) La notte di Halloween

La notte del 31 ottobre si festeggia la notte di Hallowe...
Leggi tutto...

(24/10/17) Antiche tradizioni per la commemorazione dei defunti

La festa dei morti  è una ricorrenza della Chiesa catto...
Leggi tutto...

(24/10/17) C'era una volta...la Festa dei Morti

Nella nottata che passava tra il primo e il due di novemb...
Leggi tutto...
La Trovatura di via Cardines
AddThis Social Bookmark Button

di Nino Principato   

Abbastanza diffusa è in Sicilia la credenza popolare di favolosi tesori nascosti o incantati da oscuri sortilegi, e, per impossessarsene, occorre superare prove difficoltose e impegnative (“’a truvatura”). Esempio famosissimo è la trovatura di Monte Scuderi in provincia di Messina, ma, prima del terremoto del 1908, anche la città dello Stretto aveva la sua trovatura: in via Cardines, infatti, poco prima del “Ponte della Giudecca”, sulla facciata di una casa contrassegnata col numero civico 150 era murata e protetta da una grata metallica un’antichissima lapide marmorea con iscrizione osca. Attorno a questa targa fiorì la curiosa leggenda, dal popolino tramandata per secoli, che chiunque fosse passato dinnanzi alla lapide con un berretto rosso in testa, montando un cavallo in corsa e riuscendo a leggere l’indecifrabile iscrizione, avrebbe avuto il tesoro in quel sito nascosto.

     Il testo dell’epigrafe, il cui oscuro ermetismo favorì la diffusione di questa favolosa credenza, tradotto in latino diceva:

ANGUSTE’ AEDICULA CONSTITUTA, JURE QUIDEM MANUS

DEDUCTIUNCULAM MAGNI FACIEBAS:

VERE’ CLAMORE QUAERCRE ID POSSET.

MEDDIX UPSENS,

ILLE IPSAM SUSTOLLIT ITA MAMERTINUM TEMPLUM, QUOD JURE

QUIDEM EST NOVUM GERMEN

     Secondo Cajo Domenico Gallo che scriveva nel 175, la lapide proveniva dal Tempio di Marte ed  “Ella per quanto all’antichità si appartiene, dimostra essere del tempo, che i Mamertini abitavano in Messina, deducendsi ciò dal nome del Magistrato, e di colui, che l’amministrava, poiché “Meddix” come notò da Ennio il Gualteri, è nome osco de’ Magistrati di quella nazione”.

     La targa, che oggi si trova conservata nel Museo Regionale, spinse molti storici ad avanzare proposte diverse di interpretazione. Secondo Teodoro Mommsen, che l’aveva tradotta, proveniva da un tempio pagano ad Apollo che era stato eretto dai Mamertini (sorgeva sul sito dell’attuale Università degli Studi) con due ingressi recanti la medesima iscrizione. Scrive Pippo Martino: “I Mamertini erano dei mercenari campani, che così si facevano chiamare da Mamerte, nome osco di Marte, dio della guerra, allontanati da Siracusa dopo l’assassinio di Agatocle nel 289 a.C. con l’offerta di stabilirsi nella zona portuale di Messana. Secondo il costume dei mercenari di ovviare alla disoccupazione in tempo di pace con saccheggi e rapine, si impadronirono della città, uccidendo ed esiliando gli uomini validi, dividendosi le ricchezze, le donne e i bambini. Tommaso Fazello così ricorda l’avvenimento: “In questa città però, secondo quanto riferisce Strabone, questi immigrati fin dal primo arrivo giunsero a tanta potenza che ben presto la città stessa prese il nome di Mamertina, i suoi cittadini furono chiamati non più Messeni, come prima, ma Mamertini e mamertino fu detto ben presto anche il loro vino”” (Pippo Martino, Caccia al tesoro col cappello rosso, in “Centonove” , 14 agosto 1993).

     Gaetano La Corte Cailler riferì, a proposito di questa “trovatura”, che un vecchio murifabbro gli raccontò che da giovane era sceso in un pozzo, “in una delle case terrane” dove si trovava la lapide, e a metà discesa vide una grande galleria la cui volta era sostenuta da un possente pilastro. Non potè esplorarla a causa della fitta oscurità.

     Fra le interpretazioni più strampalate, la più fantasiosa è senz’altro quella per cui l’iscrizione non sarebbe altro che la ricetta di un gustoso e prelibato dolce mamertino.  

 Nino Principato

 

 


 

AMAZON

copyright 2011 messinaierieoggi - Testi e fotografie di Pippo Lombardo
grafica sito web by mindtheSign

Utilizziamo i cookie per migliorare la navigazione sul nostro sito web. Continuando a navigare su questo sito web o cliccando su ACCETTO, acconsenti all'uso dei cookie. - Cookie Policy.

Accetto l'utilizzo dei cookies su questo sito.