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Leandro Caselli, Ingegnere Capo del Comune di Messina
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Ingegnere Leandro Caselli
 

di Nino Principato

     La prima notizia relativa alla presenza dell’ing. Leandro Caselli (Fubine, Alessandria, 1854 – Messina, 1906) a Messina, la troviamo segnata nel diario manoscritto che il grande storico cittadino e studioso di patrie memorie, Gaetano La Corte Cailler, compilò dal 1893 al 1903. Per l’anno 1896, a proposito dei lavori di restauro del Teatro “La Munizione” che sorgeva nei pressi dell’attuale omonima via, nell’area oggi in parte occupata dalla Galleria Vittorio Emanuele III, il La Corte scrive: “L’Impresa del teatro “La Munizione”, sabato scorso 5, invitò le Autorità e la Stampa per far loro ammirare i lavori di restauro, di decorazione e di pittura eseguiti sinora. Fra gli intervenuti notammo il Pro-Sindaco, il Cons. Deleg. Cav. Buraggi, gli Assess. Simeone, Pollicino, Visalli, Portovenero e Maiolino, l’Ing. Capo Caselli e alcuni Ingegneri dell’Ufficio tecnico municipale, i rappresentanti di quasi tutti i giornali”.  

 
Collegio Militare in piazza Cavallotti
In primo piano la Fontana Nuova disegnata
da Leandro Caselli

     L’8 ottobre del 1897, nella “Gazzetta di Messina e delle Calabrie”, veniva pubblicata una lettera dell’ing. Lodovico Molino-Foti, diretta all’Ing. Capo Leandro Caselli che si era occupato della progettazione delle opere protettive dei torrenti Boccetta e Trapani.

     Il “diario” di La Corte, il 19 giugno 1898, riferisce di un sopralluogo  del Comm. Patricolo, Soprintendente ai Monumenti della Sicilia, insieme all’Ing. Capo Leandro Caselli e all’Ing. Santacatterina, nel convento di San Francesco d’Assisi all’Immacolata: scopo del sopralluogo è quello di visionare il chiostro dopo il devastante incendio del 1884.

     Il 6 agosto  1898 e nei giorni successivi, si verifica a Messina un forte terremoto. Danni gravi subiscono le caserme dei Regi Carabinieri alla Zaera e a S. Agostino, rese inabitabili; la Casa Pia dei Poveri; il Tribunale allocato nel convento di S. Andrea Avellino (vicino all’attuale Villa Mazzini); il Convitto Cappellini. Danni più lievi, invece, subiscono i palazzi del Municipio, della Provincia e del Prefetto. Alla riparazione dei danni provvede, in gran parte, l’Ingegnere Capo del Comune Leandro Caselli.


La fontana disegnata dll'Ing. Caselli

     Nel 1901 si lavora, su progetto dell’Ing. Caselli, alla realizzazione della nuova strada rotabile lungo il torrente Portalegni (oggi via Tommaso Cannizzaro), dall’Orto Botanico sino a “Gravidelle” (l’attuale Gravitelli). Lo stesso anno, il 9 novembre, il Sindaco Antonio Martino convoca alcuni storici della città (fra i quali l’Ing. Caselli) per incaricarli di redigere una guida di Messina. Ecco come riporta l’episodio, Gaetano La Corte Cailler, nel suo “diario”: “Gl’invitati del Sindaco Martino, ad onta del temporale curiosissimo, oggi alle ore 15 si fecero trovare nel Gabinetto del Sindaco. Eravamo io, Arenaprimo, Chinigò, Gaetano Oliva, Ing. Caselli… Il Sindaco espose che, dovendosi l’anno venturo riunire qui il Congresso dei Sindaci d’Italia, egli vorrà donare loro una “Guida” della Città fatta bene, con i criteri attuali, con fototipie dei monumenti ecc. L’idea, che molto gli fa onore, è stata accolta con entusiasmo e tutti ci porremo con alacrità all’opera”.


Sito attuale della fontana di Caselli in una foto anni '50

     E ancora, il 24 novembre 1901: “Oggi il Sindaco con Cannizzaro, l’Assessore Felice Siracusano ai Lavori Pubblici, il Segretario Capo,l’Ing Caselli e l’assistente Sidoti si recò al Museo ricevuti da tutti noi e deliberò il rifinimento della sala d’onore nonché il preventivo per completare la sala attigua e la strada d’accesso di via Lenzi” (il Museo sorgeva nella parte alta di via dei Monasteri, attuale 24 Maggio, nei locali del monastero di San Gregorio).

     Non manca, il La Corte, di raccontare qualche episodio ameno come quello di un simposio gastronomico avvenuto nel monastero benedettino di San Placido Calonerò (oggi sede dell’Istituto Agrario “Cuppari”), la domenica del 12 gennaio 1902, in compagnia dell’Ing. Caselli: “Si andò a Pezzolo coll’Assessore Cannizzaro e l’Ing. Caselli con la propria numerosa famiglia e si pranzò lautamente a S. Placido”.

     Nel settembre del 1902 l’Ing. Caselli si occupa dei lavori di rifacimento del timpano sul frontone del Duomo e il 24 dello stesso mese, ricorda La Corte Cailler: “[…] mi espose le sue idee di ridurre ad altra forma quel pezzo superiore costruendo una fabbrica la quale, pur essendo di momentanea decorazione, possa poi servir da ossatura al prospetto avvenire. Poi m’interessò di promuovere una riunione della Commissione d’Antichità e Belle Arti  per avere un parere sul proposito, ed io ne parlai subito ad Arenaprimo e Chinigò”.

      Nello stesso anno l’Ing. Leandro Caselli si interessa dell’ampliamento della città, i cosiddetti “Quartieri Nuovi” (la zona, praticamente, di piazza Cairoli e del viale San Martino) e ricorda, ancora La Corte Cailler, che il 10 novembre “Col Sindaco e l’Ing. Caselli si andò, alle ore 11,30 a fare una passeggiata nei Nuovi Quartieri ove si osservarono i nuovi lavori intrapresi”.

     L’intervento più impegnativo, nel 1902, fu senz’altro la realizzazione del primo, moderno civico acquedotto di Messina, insieme all’Ing. Pietro Interdonato direttore dei lavori. L’Ufficio Tecnico, infatti, venne incaricato alla fine del 1900 di redigere il relativo progetto particolareggiato.

A conclusione, l’Ing. Interdonato scriveva: “L’opera è tenue rispetto all’importanza della Città che, per quante ansie abbia provato, si mostra tuttavia larga d’incoraggiamento e promettitrice di gratitudine a chi realizzerà questa modesta aspirazione della sua cittadinanza. Hoc opus hic labor. Messina 14 Dicembre 1900 L’Ingegnere di Sezione PIETRO INTERDONATO L’Ingegnere Capo LEANDRO CASELLI Collaboratori: L. Borzì, Ing. di Sezione, A. Galbo, Ingegnere, A. Russo, Ingegnere.” Per l’occasione, Leandro Caselli disegnò la fontana celebrativa collocata in piazza Cavallotti, davanti al Collegio Militare (oggi in piazza Repubblica, di fronte alla Stazione ferroviaria).
                                                                                            

   La nuova palestra di ginnastica nel monastero di Santa Teresa (dove oggi sorge la Cattedrale dell’Archimadritato del SS. Salvatore) e i monumentali candelabri in ferro battuto installati, nel 1902, nella piazza del Palazzo Municipale, opere dei fratelli Gioacchino e Giacomo Celesti, furono fra i progetti dell’Ing. Leandro Caselli più apprezzati. A proposito di questi ultimi, infatti, il “Giornale di Sicilia” del 29-30 novembre 1902 ebbe a scrivere che i Celesti “[…] Ci raccontarono che si dedicarono a questo lavoro per la sollecitudine e gli insegnamenti avuti dal signor ingegnere Caselli, il capo del nostro ufficio tecnico comunale”. 

                                  Nino Principato 

 

 

 


 

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