(24/10/17) La Frutta Martorana

                    La...
Leggi tutto...

(24/10/17) La notte di Halloween

La notte del 31 ottobre si festeggia la notte di Hallowe...
Leggi tutto...

(24/10/17) Antiche tradizioni per la commemorazione dei defunti

La festa dei morti  è una ricorrenza della Chiesa catto...
Leggi tutto...

(24/10/17) C'era una volta...la Festa dei Morti

Nella nottata che passava tra il primo e il due di novemb...
Leggi tutto...
Esplorando l'Isola Bella
AddThis Social Bookmark Button

di Paolo Ullo

Nell’Aprile 2003, a seguito di una Escursione della Sezione di Messina del Club Alpino Italiano, ho vissuto una fantastica esperienza con i miei figli Cettina e Rosario; le stesse emozioni le abbiamo ripetute Sabato 3 Settembre 2011 in una simile escursione del Cai Messina:


 
      

Esplorando l'Isola Bella

Fra i luoghi eccelsi inseriti nel circuito del turismo  internazionale non manca, né poteva mancare, Taormina. Dai suoi affacci panoramici su tutta la costa jonica salta agli occhi l’imponente visione dell’Etna, edificio vivente costruito dal respiro del nostro Pianeta, e quel minuscolo gioiello che è l’Isola Bella, figlia del Mare e della Terra e resa ancora più bella da mani sapienti e rispettose del territorio. Da poco dichiarata Riserva Naturale Protetta, il WWF e la Regione Siciliana sono impegnate a mantenere intatto il fascino e la bellezza che l’hanno resa famosa in tutto il mondo, l’Isola, anche se a cantiere aperto per la realizzazione di un Centro di Cultura Ambientale, può essere visitata contattando il WWF Italia, Riserva “Isola Bella”, via San Pancrazio, 25 Taormina, Tel. 0942-628388.

Durante una visita guidata, un numeroso gruppo di escursionisti, del quale facevamo parte io e miei figli, del Club Alpino Italiano, Sezione di Messina, ha potuto constatare con gli occhi, non toccare con mano, le meraviglie di un luogo unico nel suo genere. “Si guarda ma non si tocca; niente foto…”, sentenziava la nostra guida, come fossimo davanti ad una esposizione di fragilissimi e preziosi cristalli. Confesso che non ho potuto resistere di fronte a tanto raffinato buongusto che ha trasformato un informe ammasso di scogli, il più “bello” abuso edilizio mai concepito, in un luogo da favola: qualche immagine sono riuscito a rubarla imprimendola su una pellicola per diapositive. Non ho saputo cogliere, fotografandolo, il momento di stupore ed incredulità dei miei figli, quando ho rivelato loro che a rendere incredibilmente bella l’Isola Bella, hanno contribuito la maestria, l’arte ed il lavoro di un nostro paesano di Santo Stefano di Briga, il signor Biagio Andriolo. I miei figli lo hanno voluto conoscere ed intervistare-

- Ci può dare le notizie storiche dell’Isola?
- Inizialmente appartenuto ai Borboni, lo scoglio è andato in eredità ad un giardiniere di un componente la Famiglia Reale rimasto senza discendenti diretti. Il povero contadino, improvvisamente travolto da tanta fortuna e ricchezza, si è subito liberato dall’enorme impegno di gestire un’isola, vendendola ad una Nobile Inglese, a cavallo fra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale. La Nobildonna visse alloggiando in una grotta dello scoglio da eremita e senza famiglia fino a che, presagendo i venti di guerra, nel 1940, ha venduto l’Isola alla Famiglia Bosurgi, per la quale lavoravo.
- Per quanto tempo è stato alle dipendenze dei Bosurgi?
- Nel 1955 ho cominciato a lavorare nella loro Fabbrica di Derivati Agrumi; divenuto persona di loro fiducia, ho curato e sono stato impegnato nei lavori, durati fino al 1980, sull’Isola Bella. In 25 anni ho sempre assecondato ed apprezzato le soluzioni tecniche dei miei datori di lavoro che hanno costruito su uno scoglio sul mare nel più assoluto rispetto dell’ambiente. L’Isola, da lontano, appare selvaggia perché tutte le modifiche apportate nel tempo sono state mimetizzate con materiale e vegetazione che, anziché deturparla, l’hanno resa un angolo di Paradiso.
- Come veniva trasportato il materiale da costruzione?
- La scalinata che dalla S.S. 114 porta giù alla spiaggia non c’era ancora; al suo posto una ripida ed inaccessibile scogliera non consentiva neanche il trasporto con muli o a spalla e ci siamo serviti di barche che, da Giardini, raggiungevano l’Isola via mare. Nei vari momenti dei lavori, hanno prestato la loro preziosa opera alcuni nostri paesani, la cui esperienza è stata particolarmente apprezzata dalla Famiglia Bosurgi.
- Ha qualche ricordo particolarmente bello da raccontarci?
- Come in tutte le esperienze di lavoro, sarebbe troppo lungo spulciare nell’album dei ricordi; in 25 anni ne sono successe di cose!… Conservo care nella mia memoria le storie belle. Ho lavorato con serietà alle dipendenze della Ditta Bosurgi e ne ho ricevuto, e continuo a ricevere, stima e riconoscenza, oltre che con il mio lavoro ho dignitosamente portato avanti la mia numerosa famiglia. Mi auguro che il WWF e la Regione Siciliana mantengano le promesse e non vanifichino quanto è stato fatto di bello sull’Isola Bella. Chi andrà a vederla, si renderà conto che l’Isola si racconta da sola. E’ toccato a me lavorarci e, adesso che è diventata patrimonio di tutti, mi sento maggiormente premiato e soddisfatto.

L’Isola Bella, negli anni ’80, è stata oggetto di sequestro giudiziario per la cattiva gestione patrimoniale e conseguente fallimento delle attività imprenditoriali della Famiglia Bosurgi. Sottoposta ad asta fallimentare, in attesa di un acquirente, l’Isola è stato ghiotto piatto per i vandali, saccheggiatori, moderni pirati del mare, rubagalline ed opportunisti. Negli anni ’90, di fronte alla temuta minaccia di subentro del nuovo, ennesimo, ricchissimo proprietario privato di turno, le nostre Istituzioni di Governo Regionale si sono fatte avanti, finalmente, per restituire alla collettività un luogo universalmente conosciuto e apprezzato. I ricchissimi nababbi, ce ne sono tanti a questo mondo, aspiranti regnanti sull’Isola Bella, sono rimasti con un palmo di naso ed esclusi dall’asta giudiziaria. E’ giusto così: l’Isola Bella è patrimonio universale, come il Colosseo, le Piramidi o la Torre Eiffel. Al WWF e alla Regione Siciliana auguriamo buon lavoro ed al nostro paesano, il signor Biagio Andriolo, diciamo GRAZIE per essere stato protagonista, con altri, di un’opera d’arte di valore mondiale.”

Questo scritto valga a memoria ed omaggio del Signor Biagio Andriolo, morto il 2 Settembre 2003.

Ullo Paolo

 


 

AMAZON

copyright 2011 messinaierieoggi - Testi e fotografie di Pippo Lombardo
grafica sito web by mindtheSign

Utilizziamo i cookie per migliorare la navigazione sul nostro sito web. Continuando a navigare su questo sito web o cliccando su ACCETTO, acconsenti all'uso dei cookie. - Cookie Policy.

Accetto l'utilizzo dei cookies su questo sito.