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Storia senza replica
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di Paolo Ullo

Non avevo mai affrontato l’argomento con uno scritto perché non avrebbe aggiunto niente di nuovo a quanto è stato detto in 70 anni; i fatti parlano da soli e le immagini non sono da meno. Per ultima arriva anche la televisione e mi ritrovo con il gravoso impegno di spiegare a mio figlio Rosario, non senza imbarazzo, cosa è successo ad una ragazzina che scriveva un diario, perché lo scriveva e poi non lo ha fatto più.

Dopo aver puntualizzato che Anna e la sua famiglia non sono stati puniti perché la ragazza annotava le sue impressioni su quanto stava succedendo, non riesco a distogliere la sua attenzione dall’evolversi degli avvenimenti narrati. Per smussare la drammaticità di alcuni momenti fingo di essere interessato alle sorti di una volgarissima partita di calcio, tanto per cambiare programma, ma non riesco a vincere lo sbigottimento di mio figlio di fronte a comportamenti imposti e subiti dei quali non aveva mai avuto notizia o la capacità di comprenderli prima.

A differenza di altri prodotti della cinematografia, per i quali spiegavo che erano trucchi o storie inventate, ho dovuto confessare che la storia raccontata era veramente successa tanto tempo fa e che non accadrà mai più. Quando anch’io ho cercato di capire il più grande e grave delitto dell’umanità attraverso le pagine del “Diario di Anna Frank”, mi sono solo fermato sulla soglia dell’immaginabile, oltre, verso l’inimmaginabile, ci è andato solo chi ha varcato i cancelli dei campi di concentramento e non ne è più uscito, senza la possibilità di raccontare, e chi, in pochi, ne è uscito vivo nel corpo ed ha avuto modo di testimoniare.

La spettacolarità ed il clamore, certamente un atto dovuto per non dimenticare, della “Giornata della Memoria” è meno efficace di una lezione scolastica sul rispetto dei diritti e della dignità di ogni uomo, che deve essere martellante, con riferimento al passato ma anche riversato sul presente. Letti dalle nostre generazioni, gli avvenimenti che hanno originato la più grande aberrazione della Storia sembrano sempre più incredibili, ma conoscendoli servirà a che non si ripetano. A tutti noi è capitato, durante il progredire degli studi, a vari livelli scolastici, sulla storia dell’umanità, di valutare come alcuni episodi di questo lungo cammino siano scaturiti da necessità di sopravvivenza ed evoluzione del genere umano; altri, soprattutto quelli legati al dominio sul territorio e alla sopraffazione dell’uomo sull’uomo, hanno indotto il genere umano a macchiarsi di atrocità non degne di esseri provvisti di intelligenza.

Guerre, rivoluzioni e quant’altro ha segnato il difficile rapporto di convivenza fra gli uomini non hanno mai raggiunto il livello di degrado toccato dalle persecuzioni razziali culminate con il genocidio in nome della “purezza della razza”, come si trattasse di incrociare cavalli da corsa o galli da combattimento. Un giorno anche mio figlio leggerà sui libri di storia che, per combattere e debellare questo bubbone o cancro ideologico, è stata “necessaria” un’azione chirurgica dentro una Guerra divenuta Mondiale, numerata Seconda, scatenata da menti ispirate dal Male.

Sotto la lente della Storia, tutte le Guerre segnano una sconfitta per tutta l’umanità e, dopo essersi leccate e curate le ferite, il genere umano ha trovato migliori soluzioni nel risolvere i problemi di coabitazione su questo mondo.

Ogni epoca ed ogni generazione ha avuto il suo problema di condominio; se la Storia, nel tempo, ha dovuto registrare, restando in epoca recente, la “Rivoluzione Francese” o la “Rivoluzione di Ottobre” come espressione di disagio e di impossibilità a coabitare, sul suolo sacro del Vecchio Continente  ha dovuto liberarsi e guarire dalla malattia infettiva dello sterminio e soppressione di individui per motivi etnici. Forse, e sottolineo forse, molte Nazioni o popoli potranno perdonarsi di aver praticato lo Schiavismo o altri metodi di sopraffazione sui propri simili, ma resterà macchia indelebile in chi ha concepito l’”Olocausto” o “La Soluzione Finale” o i Campi di Concentramento o i forni crematori, che sono tutti la stessa cosa.

Sono tendenzialmente ottimista e sono convinto che certe storie non si ripeteranno più, in barba al detto che “la Storia si ripete”, come una recita senza replica, un incidente di percorso nella Storia dell’Umanità.

Ullo Paolo

 


 

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