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La presenza straniera nell' 800 a Messina
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Tra il 1806 e il 1815 molte famiglie straniere hanno avuto ruoli importanti sia nell’economia che nella cultura e nella società messinese.

Messina ha ospitato inglesi, tedeschi, svizzeri, austriaci, danesi, svedesi, francesi, greci, statunitensi, russi,....
Queste presenze hanno inciso  nella vita economica,nel sociale e culturale di Messina che cercava di allargare i suoi orizzonti per avvicinarsi alla cultura europea.

La Messina del presente ha cancellato la sua memoria con l’alibi del terremoto del 1908 e non conosce più la sua storia né passata né recente.

Luigi Chiara,introduce in un suo intervento le vicende storiche che hanno favorito l'impiantarsi, nella città di  Messina, di numerosissime industrie straniere che hanno caratterizzato, in maniera rilevante, l a sua economia alla fine dell'800.

Agli inizi dell’Ottocento, per tutta una serie di condizioni delle quali in sintesi si tenterà di rendere conto nella parte iniziale di questo volume, Messina vedeva il suo porto incrementarsi di attività finanziarie e commerciali. Era questo il periodo storico durante il quale molti operatori di origine straniera si stabilivano nella città dello Stretto svolgendovi le proprie carriere professionali e attivandosi, assieme ai locali, in tutta una serie di iniziative che spaziavano dal settore mercantile a quello industriale in una linea di sostanziale continuità per tutto l’Ottocento. Essi incidevno in maniera significativa non solo sulla economia cittadina, ma anche sulle mode i costumi, le attività ricreative, i gusti culturali e lo stesso impianto urbanistico della nostra città.

Le testimonianze “fisiche” di queste intense presenze straniere del passato costituiscono l’oggetto del presente lavoro. Attraverso di esso, gli autori desiderano mettere a disposizione della comunità locale e degli studiosi i materiali che documentano il patrimonio che è appartenuto a questi nostri “concittadini” e che si è tramandato, per una buona parte, nel corso degli anni a dispetto degli eventi naturali e dell’incuria degli uomini.

Le residenze di città e di campagna, la statuaria e la produzione artistica a vari livelli, gli opifici industriali, le cappelle e i monumenti funerari, le fondazioni benefiche e religiose, le strutture fortificate nel territorio, che ancora oggi sono segni tangibili della presenza straniera nella Messina dell’Ottocento, sono state documentate attraverso l’occhio della machina fotografica, mentre è parso utile, là dove era possibile, documentare pure le testimonianze oggi non più esistenti attraverso le foto d’epoca e diversi altri documenti coevi (come locandine ed etichette pubblicitarie, carta intestata d’imprese e ditte commerciali).

Tutto ciò, oltre agli obbiettivi squisitamente culturali di studio e conoscenza, mira anche a costituire una sorta di “inventario” che, si spera, possa tornare utile anche ai fini degli auspicabili interventi mirati al recupero e alla salvaguardia (dove se ne presentassero le condizioni e la necessità) di queste significative testimonianze della storia di Messina.

Nino Principato rivisita i segni e le testimonianze ancora evidenti che la presenza straniera ha lasciato nel tessuto cittadino e ricorda le espressioni, forse meno tangibili, ma altrettanto efficaci, legate alle attività economiche, culturali e sociali svolte dagli stranieri in una Messina sicuramente diversa.

L'Architettura

Le ville

Villa Grill
Villa Peirce o “Pessi”
Villa Garnier
Villa Fog
Villa Marangolo-Falkenburg
Villa Pace, Sanderson-Bosurgi
Villa Dovez o Dovet (poi Sara)
Villa Sanderson (poi Di Natale)
Villa Bette o Isabella
Villa Ainis e Cappella padronale
Casina Marquett

Le fortificazioni

Le fortificazioni inglesi
Torre del Faro o “Peloro”
Torre Bianca o “Mazzone”
Torre “Saracena” di Ganzirri
Fortino di Pace

Fabbriche e opifici

Fabbrica Sanderson a Tremestieri
Opificio Weigert
Filanda Mellinghoff

I monumenti funerari al Gran Camposanto


 
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