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Villa Fog
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Di origine danese, la famiglia Fog era attiva a Messina nel settore dell’esportazione di derivati agrumari, cremore di tartaro, zolfo e vari prodotti agricoli tra i secoli XIX e XX (nel 1902 la ditta “Fog Emilio & Figli” esportava olio d’oliva, pistacchi, mandorle e nocciole). Una componente della famiglia, Emilia Vera Fog (la cui sepoltura si trova al Cimitero degli Inglesi), si distinse nella sua attività di infermiera volontaria nella Croce Rossa messinese.

La villa di famiglia, ancora esistente nel Villaggio Paradiso, è costituita da un massiccio edificio a due elevazioni fuori terra e rappresenta un emblematico esempio di architettura neoclassica tardo-ottocentesca (1880) ripresa, nei motivi decorativi post-floreali, agli inizi del Novecento (1915).

Dell’originaria conformazione ottocentesca conserva il caratteristico colore giallo paglierino e la composizione architettonica che si informa all’eleganza compassata tipica del periodo. Gli stilemi del Liberty, anche se tardo, sono presenti nella serie di decorazioni fitomorfiche rilevate sulle quattro paraste che scandiscono il ritmo delle aperture di facciata, con i tipici “bottoni” terminali da cui si sviluppano, in basso, arabeschi lineari di differente altezza. E’ la risposta del “Modernismo” architettonico in opposizione all’eclettismo degli “stili storici”.


 
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