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Villa Pace, Sanderson-Bosurgi
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Era il 1817 quando l’ufficiale della Marina di Sua Maestà britannica William Sanderson, agli ordini dell’ammiraglio Orazio Nelson, fondava a Messina una delle più antiche ditte agrumarie del mondo. Nel Casale di Pistunina, poi, realizzerà la prima fabbrica al mondo specializzata nella lavorazione degli agrumi.

Il figlio Robert, il 25 settembre 1850, acquistava un terreno nel Casale di Pace dando l’avvìo a tutta una serie di interventi sull’esistente che porteranno, nel 1853, alla realizzazione di una splendida residenza estiva cui sarà dato il nome di “Villa Amalia”, in onore della moglie Amalia Sarah Child sposata proprio in quell’anno.

Nel 1877 viene iniziato ad edificare il cosiddetto “Castelletto” o “Casa dei giovani” in stile neo-medievale, destinato ad ospitare la figlia primogenita Luisa Lella, il genero Franz von Wantoch Rekowski, giovane diplomatico tedesco, e i nipoti di Robert e Amalia.    

La villa dei Sanderson ospiterà, più volte, gli imperiali di Germania. Il 18 novembre 1898 sarà visitata, la prima volta, dalla moglie del Kaiser Guglielmo II imperatore di Germania e re di Prussia, Augusta Vittoria. Gaetano La Corte Cailler, nel suo “Diario”, così ricorderà l’evento: “20 novembre, domenica. L’imperatrice è andata alla villa Sanderson alla Contemplazione ove prese il the e restò quasi due ore. L’imperatore promise di tornare a Messina fra sei mesi” (7). Le successive visite si svolgeranno nell’aprile 1904, il 7 aprile 1905 e il 4 aprile del 1908. Il sisma del 28 dicembre 1908 distruggerà il “Castelletto” danneggiando, in maniera seria, “Villa Amalia”.

Sarà compito di William Robert Sanderson, erede del padre subentrato nella proprietà alla sua morte avvenuta nel 1907, ricostruire la magnifica residenza di Pace. Il progetto di riedificazione e restauro venne redatto dall’ingegnere Aristide Caneva di Rivarolo, su incarico dell’acquirente della villa, l’ingegnere modenese Emilio Enrico Vismara. I lavori, affidati all’impresa Saccà Lamberto & C., vengono ultimati nel 1915. Vengono realizzate la villa principale, nello stesso sito della crollata “Villa Amalia”; la sottostante Cappella; il Villino Mammuzzi sull’area del diruto “Castelletto”; le cosiddette “Ville Gemelle” e la “casa Marangolo”, al posto della crollata casa colonica.

Vengono restaurati, invece, alcuni fabbricati nella parte alta e tutto il complesso architettonico dell’ingresso con le scuderie, risparmiati dal terremoto del 1908. L’ingegnere Aristide Caneva sarà anche il progettista degli impianti della fabbrica Sanderson a Tremestieri.

Intanto, nell’estate del 1908 a pochi mesi dal sisma, l’industria di derivati agrumari “William Sanderson & Sons” viene rilevata dal chimico messinese Giuseppe Bosurgi e da Walter Oates, dando vita alla società in accomandita semplice “Sanderson & Sons, Oates e Bosurgi successori” della quale Emilio Enrico Vismara, direttore della Società Generale Elettrica della Sicilia (SGES), dal 1910 ne è tra i finanziatori. Nello stesso anno, l’ingegnere Caneva si trasferisce con la famiglia nella villa di via Consolare Pompea dove, nel 1918, si sposerà una delle figlie maggiori, Adriana, con Giuseppe Bosurgi che, nel 1921, acquisterà la villa (l’atto definitivo verrà stipulato il 25 novembre 1929).

Nel 1930 l’ing. Guido Viola, professionista di spicco ed uno dei maggiori protagonisti della ricostruzione di Messina dopo il terremoto, viene incaricato dai Bosurgi di redigere un progetto di ampliamento dell’intero complesso. Si costruiscono, fra gli altri, l’impianto termale mentre la grande piscina a forma di goccia, estrosa particolarità di tutta la villa, sarà realizzata negli anni ’60.


 
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