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Torre del Faro o “Peloro”
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A Capo Peloro sorge, imponente, la medievale “Torre del Faro”, rinserrata in una cinta muraria bastionata databile tra il XVI ed il XVII secolo. Di origine antichissima, “…trovandosene memoria nella Geografia di Strabone [secolo I  a. C.] quantunque rifatta secondo la moderna architettura”, scrive Giovanni Andrea Massa nel 1709; sembra che anteriormente al 1165 un pontefice celebrò la messa in un tempio, detto di “Santa Maria” e quindi “San Domenico”, proprio vicino alla torre.

Francesco Maurolico, nel 1546, dà testimonianza della funzionalità della torre come lanterna e, dalle “Norme del governo generale di sanità” del 1749, si apprende che in quell’anno vi “…risiedon 24 [piloti] nella torre del Faro incontro de’ Bastimenti fino a tre miglia di là dalla torre, per condurli in porto o per il canale”.

Nel 1884 Salvatore Lanza riferisce che “…non sono che pochi giorni che vi fu inaugurato il nuovo faro”.

Vito Amico, nel 1757-60, ci dà notizia che “…attaccata alla torre [era] una fortezza fornita di artiglierie e custodita da presidio di soldati sotto un prefetto”. Nel 1773, l’ingegnere colonnello Don Pedro Bardet de Villanueva propose un suo progetto di ulteriore fortificazione inserendola in una cortina muraria rettangolare bastionata agli angoli e terrapienata. Il progetto, dal titolo “Plano de la Tore del Faro y Sus Profiles con el Proyeto para assigurarla Contra una Sorpresa”, non ebbe però realizzazione.

L’antica torre, oggi, risulta alquanto distante dal mare e già nel 1793-94, come annotava Gastone Carlo Rezzonico, mentre in precedenza “…bagnava il suo piede nelle acque, ora se ne ritraeva distante un quarto di miglio”.

Leggermente scarpata con varie pendenze, evidenzia le sostanziali modifiche apportate nel periodo della presenza inglese a Messina agli inizi dell’Ottocento, con una estesa fronte muraria curvilinea con “orecchiette” alle estremità.


 
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