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Torre Bianca o “Mazzone”
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Denominata anche Torre “Scollato”, è di forma tronco-conica, alquanto tozza per l’interramento che ha subito, negli anni, il piano terra che adesso è diventato sotterraneo. Rivestita di un intonaco sul bianco, presenta una porta protetta da un’inferriata sul lato est ed una finestra a lunetta su quello opposto, oltre a feritoie verticali dislocate ad intervalli regolari.

La Torre “Mazzone” era utilizzata, anticamente, anche quale base d’appoggio intermedia per il trasporto di viveri. Nel volume “Governo generale di Sanità e istruzioni del Lazzaretto della città di Messina”, stampato a Palermo nel 1749, fra le disposizioni contenute, infatti, si legge: “Intorno alla provigion di Messina…il pane e altre provvisioni si mandino…da Milazzo nella Torre del Mazzone nel mezzo delli Mortilli e del faro”; e, ancora, “…una o due [feluche] servano per portar li viveri da Milazzo alla Torre del Mazzone, e scaricarli sulla palizzata”.

Questa “Torre Bianca” è simile nella forma e nella composizione architettonica a quella esistente sul lungomare di Ganzirri, oggi interna al tessuto urbano. Adibita a stazione telegrafica, oltre che essere stata il supporto per antenne radiotrasmittenti e televisive ed ingresso di cavi sottomarini, presenta interessanti soluzioni strutturali quali l’imponente pilastro centrale che sostiene il piano intermedio e la volta di copertura e la scala per il terrazzo, che si sviluppa a curva ricavata nello spessore murario.

Da una botola a pavimento si intravedono tracce di una più antica costruzione, in materiale diverso dal resto della torre. L’aspetto attuale della costruzione è quello assunto in funzione all’utilizzo militare agli inizi dell’800, durante l’occupazione inglese.

E’ da presumere che l’originaria torre, forse di fondazione pre-rinascimentale, sia stata radicalmente modificata adottando la tipologia delle cosiddette “Torri Martello” (le “Martello Towers”) che furono erette lungo la costa meridionale inglese, nel corso delle guerre napoleoniche, per prevenire eventuali sbarchi francesi dal 1805 al 1812.

Tutto ciò si evince dall’anno 1811 che è stato graffito sul muro della Torre Mazzone, a colpi di baionetta, da uno sconosciuto soldato inglese.


 
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