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Monumento ai Marinai Russi
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La nave Azov (A30B), della Marina russa

Messina rende omaggio alla Marina Russa

Si è svolta oggi, 24 aprile 2013, la cerimonia di intitolazione di Largo dei Marinai Russi, tra via Vittorio Emanuele e Viale Boccetta accanto al monumento dedicato all'opera di soccorso della marineria russa prestato ai messinesi superstiti dopo il luttuoso terremoto del 28 dicembre 1908.

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Nello stesso pomeriggio è stato scoperto il busto dedicato all'Ammiraglio russo Fëdor Fëdorovič Ušakov ( 1745-1817), padre spirituale dei marinai russi  e che nel maggio 1802 assunse il comando della flotta del Mar Baltico la stessa che un secolo dopo, nel 1908, venne a portare aiuto alla città di Messina, subito dopo il terremoto. Presenti  alla cerimonia, insieme al Prefetto Trotta, al commissario Croce e al presidente della provincia Ricevuto, c’erano anche il Presidente della Fondazione di Sant'Andrea Vladimir Yakunin, l'incaricato d'affari ad interim dell'Ambasciata russa in Italia Dmitrij Shtodin, e il Console generale della Russia a Palermo, ministro plenipotenziario Vladimir Korotkov. Le Bande Musicali della Marina Russa e del Reggimento Aosta hanno intrattenuto gli intervenuti suonando musiche italiane e russe.


Fëdor Fëdorovič Ušakov ( 1745-1817)

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Chi era Fëdor Fëdorovič Ušakov

Nato nel villaggio di Burnakovo nell'allora gubernija di Jaroslavl', da una famiglia di modesta ricchezza appartenente alla nobiltà minore, il 15 febbraio 1761, non ancora diciassettenne, si arruolò nella marina imperiale russa a San Pietroburgo. Dopo un breve addestramento, iniziò la sua carriera militare su una nave della flotta del mar Baltico. Nel 1768 fu trasferito nella flottiglia del Don, che faceva capo alla flotta del Mar d'Azov a Taganrog nella quale combatté nel conflitto russo-turco del 1768-1774.

Le sue capacità di stratega e marinaio lo portarono presto a cariche di prestigio, come il comando dello yacht della zarina Caterina II e, successivamente, la difesa dei traffici navali russi nel mar Mediterraneo, messi in pericolo dagli attacchi dei pirati al soldo della Gran Bretagna.

Dopo l'annessione della Crimea da parte dell'Impero russo, Ušakov si occupò personalmente, in qualità di supervisore, della costruzione della base navale di Sebastopoli e del porto di Cherson. Durante la seconda guerra russo-turca sconfisse brillantemente l'impero ottomano nelle battaglie di Fidonisi, Stretto di Kerč, Tendra, e Capo Kalakria, dimostrando l'efficacia delle sue innovative tecniche di strategia negli scontri navali.

Nel 1799, Ušakov fu promosso ammiraglio supremo della flotta russa e fu inviato nel Mediterraneo al fine di supportare la campagna militare di Suvorov in Italia. Durante la sua spedizione collezionò molti successi quali la sconfitta dei francesi nelle loro roccaforti di Corfù e delle isole ioniche, gli assedi delle basi militari di Ancona e Genova e l'assalto via mare, coronato dal successo, delle città di Napoli e Roma.

Lo zar Paolo I di Russia, nella sua qualità di Gran Maestro dell'ordine di San Giovanni, ordinò a Usakov di assaltare l'isola di Malta, nodo strategico del Mediterraneo, che era da tempo inefficacemente assediata dalla marina inglese. L'ammiraglio Horatio Nelson, comandante di quest'ultima, sapendo che in caso di intervento dei russi si sarebbe dovuto piegare agli ordini di Ušakov, suo superiore in grado, suggerì allo zar di far posizionare la flotta russa a guardia delle coste egiziane, provocando una forte tensione con il comandante della flotta russa.

Il conflitto tra i due ammiragli fu però breve poiché Ušakov fu richiamato in patria nel 1801 dal nuovo zar Alessandro I, che era succeduto a Paolo, il quale lo sostituì alla guida della flotta del Mediterraneo. Amareggiato dalla scelta del suo sovrano, probabilmente posta in essere per non far avvenire uno scontro politico e diplomatico tra Russia e Gran Bretagna, allora alleate contro Napoleone, Ušakov rassegnò il comando nel 1807 e si ritirò nel villaggio di Alekseevka nel Distretto di Temnikov nell'odierna repubblica russa della Mordovia soggiornando spesso nell'Abbazia di Sanaksar, di cui era stato superiore suo zio, Ivan Ušakov. Nel 1812 gli fu offerto il comando della milizia locale durante la guerra contro le truppe di Napoleone ma rifiutò l'incarico, conducendo, fino alla morte, vita monastica di preghiera.

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E' stato inaugurato il monumento dedicato ai "Marinai Russi" per i soccorsi prestati alla popolazione durante il terremoto del 28 dicembre 1908 che ha distrutto Messina.

L'opera di Vassily Selivanon è stata realizzata sul modello che nel 1911 aveva ideato lo scultore Pietro Kufferle è stato posto di fronte la Madonnina del Porto, dinanzi quel tratto di mare ove, nel dicembre del 1908, all'indomani del sisma che distrusse la città, tre unità della squadra navale russa, l'incrociatore "Makaroff" e le corazzate "Slava" e "Tzésarévitch", e poi anche l'incrociatore "Bogatyr", gettarono le ancore per prestare soccorso con i loro equipaggi alla popolazione terremotata, già dall'alba del 29 dicembre 1908. A queste navi battenti la bandiera imperiale russa si unì anche il vascello di linea della flotta del Baltico Gloria, che trasportò feriti e superstiti da Messina a Napoli.

Per testimoniare il legame con la città nei mesi scorsi il sindaco Buzzanca ed il presidente della Provincia regionale, Nanni Ricevuto, si erano incontrati con il vice presidente del centro per la National Glory of Russia e della Fondazione Sant'Andrea, Michail Yakushenv, con il quale si era definita l'intesa per realizzare l'iniziativa, assunta direttamente dalle due Fondazioni di cui è presidente, il ministro della Protezione civile del Governo di Mosca, Vladimir Yakunin, che è anche a capo delle Ferrovie russe.

Il monumento donato al Comune di Messina dal Centro per la Gloria nazionale russa,dal Fondo Sant'Andrea Apostolo di Mosca, dal Fondo Internazionale per la cultura e le belle lettere slave, con la partecipazione del Ministero per la Protezione Civile e del Ministero della Difesa della Federazione Russa. Progetto del 1911 dello scultore P.Kufferle, realizzato con il pagtrocinio di V.I.Voskresensky e dall'ing.progettista V.Meshangin. Installato con l'assistenza dell'Amministrazione e della popolazione della città e della Provincia di Messina e del Consolato Generale russo a Palermo.

Messina non li dimentica e questo monumento conserverà per le future generazioni, quel ricordo e quelle memorie che ancora oggi vivono nel cuore e nei ricordi dei messinesi.
Il ricordo di un russo di quel 1908, Maxime Gor'kij, che fece appello per la rinascita della città distrutta, alla “energia del pensiero e della volontà”. Spasba, Marjaki ! Grazie uomini di mare!

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