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Quei russi che salvarono tante vite tra le macerie
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di Nucclo Anselmo

La pagina della nostra memoria collettiva si arricchisce di nuovi importanti documenti sul terremoto del 1908 e su un filo ormai indistruttibile tra Messina e la Russia.

Dagli archivi di Stato russi arrivano infatti nuovi documenti sul sisma che distrusse Messina.

Il materiale è stato messo a disposizione dal console generale della Federazione russa a Palermo, Vladimir Korotkov.

Si tratta di rapporti, relazioni, resoconti fin nei minimi dettagli delle operazioni di soccorso dei marinai, tra i primi a intervenire dopo il sisma.
I comandanti e gli equipaggi delle navi "Bogatyr" e "Cesarevic" forniscono il numero esatto di persone estratte dalle macerie e di ogni salvato forniscono dati generali ma a volte anche qualche dettaglio personale.

In un caso anche il nome, come quello di Carolina Sicardi, "artista di una compagnia drammatica" che in quei giorni si esibiva in un teatro della nostra città.Uno dei caposquadra, Steblin Kamenskij, che successivamente diventerà sacerdote e poi fucilato, ha salvato "una ragazza di 17 anni, figlia di un generale".



Una lettera del 1 gennaio 1909 del console danese a Messina al ministro russo della Marina racconta il salvataggio di una donna e cita la squadra dei soccorritori proveniente della nave "Slava".
Nella relazine del 6 gennaio 1909 il vice-console di Catania scrive: Bisogna notare anche l'opera dei marinai inglesi delle navi Sutley e Minerva che hanno aiutato i nostri.

Invece noi nonostante la presenza a Messina di tre sue navi militari, il Governo Italiano, fino al 1 gennaio, non ha fatto nulla per prestare soccorso alle vittime e non ha neanche adottato alcuna misura per porre fine allo sciacallaggio.

In un passo della relazione dell'incaricato di affari russo in Italia, M.N. Korf, si cerca di spiegare anche le ragioni della straordinaria simpatia degli italiani per i marinai russi: "Ho avuto modo di sentire che essi hanno suscitato la simpatia generale non soltanto per l'impavido ed esemplare adempimento del dovere ma soprattutto perché i nostri hanno mostrato una sensibilità che gli altri marinai non hanno avuto.

A conferma di tal fatto mi hanno portato esempi dell'attiva e cristiana partecipazione dei nostri marinai nei confronti delle vittime; così, ad esempio, durante una sepoltura nelle fosse comuni di una donna sconosciuta, uno dei marinai si è calato nella tomba per coprirne il corpo nudo. Nella distribuzione dei viveri essi non si imitavano come gli inglesi alla secca consegna di una razione severamente ponderata e precisamente definita, ma davano tutto ciò che avevano, con generosità e amore.
Per tutto questo i messinesi, grati, hanno deciso di intitolare in loro onore la piazza princinpale  della  città  che  risorgerà".


Nuccio Anselmo

II materiale è stato messo a disposizione dal console generale della Federazione russa a Palermo, Vladimir Korotkov

tratto da Gazzetta del Sud del 1 Agosto 2012


 

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