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L’autobus, questo sconosciuto.
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di Paolo Ullo.

Nell’arco di tempo coperto dalla mia memoria, la sequenza storica del servizio dei trasporti pubblici della Città di Messina, si può rappresentare da una parabola, prima ascendente e poi in caduta libera.

A cavallo fra gli anni ’50 e ’60, se non ricordo male, la SATS, sigla che non sono riuscito mai a decifrare, metteva in circolazione i primi autobus; il mio villaggio, Santo Stefano di Briga, era collegato da tre corse giornaliere affollatissime: una la mattina, che portava varie categorie di lavoratori in Città, una nel centro della giornata e una nel tardo pomeriggio, che riportava a casa soprattutto gli addetti all’edilizia.

Per altre esigenze di spostamento, in orari intermedi o per evitare la ressa sui mezzi stracolmi fino all’inverosimile, c’erano le auto pubbliche, antesignane dei moderni e costosissimi taxi. Dagli anni ’70 agli ’80, quattro autobus hanno abbassato la frequenza fra una corsa e l’altra a soli 25 minuti…E questo è stato l’apice, prima di ridurre l’intervallo a un’ora con sole due macchine e giungere ai giorni nostri ad una frequenza di 120 minuti con il servizio espletato da un solo autobus, salvo guasti tecnici o carenza di personale.

Immagino che la stessa sorte abbiano subito gli abitanti degli altri villaggi e faccio riferimento al mio, solo per esperienza personale; quale abituale utente del servizio pubblico, offerto dall’A.T.M., ho le carte in regola per analizzare il fenomeno da un punto privilegiato di osservazione.

Per meglio identificarmi, sono titolare dell’Abbonamento Annuale ATM Serie SN n. 222, rilasciato l’11 Gennaio 2012 e valido fino al 10 Gennaio 2013; non per questo vanto maggiori diritti di lamentela rispetto al possessore di un biglietto ordinario di corsa semplice.  Non voglio apparire l’ennesimo cittadino piagnone, che punta l’indice contro il responsabile di turno; se colpa esiste, il degrado della Città ci coinvolge tutti e l’”Autobus “zero” è il frutto e la conseguenza di errati concetti di gestione dei bisogni di una Città civile.

Se questo grado di civiltà si misura dai servizi offerti ai cittadini, Messina potrebbe trovare un posto di bassa classifica, come si usa dire in termini sportivi; lascio agli amanti delle statistiche o delle indagini catastrofistiche, il macabro gusto di piazzare la nostra Città in infima ed umiliante posizione e riprendo un improvvisato ruolo di antropologo e studioso dell’”Autobus che non c’è”.

Ne sanno qualcosa i ragazzi che devono andare a scuola e tornare in un tempo decente prima di fare i compiti a casa, riposare e ripartire l’indomani; chi deve viaggiare per rifornirsi di generi di prima necessità, rinuncia ad uscire di casa, affidando la lista della spesa ad un benemerito parente motorizzato. Dall’alba al tramonto il “Totoautobus” o “Lotteria del mezzo pubblico” impegna i cittadini in attesa alle fermate, in animate discussioni; quanto prima, gli appassionati di scommesse, potrebbero mettere in gioco, quotando il passaggio del Bus di Mezzogiorno o quello del primo pomeriggio.

Altri tipi di cittadini, appartenenti alla categoria degli automobilisti, maledicono il transito dell’autobus in strade disegnate cento anni per i calessi ed i carri trainati dai buoi, imputando al suo passaggio i motivi dei quotidiani ingorghi ed il loro impedimento a procedere, in qualità di unici aventi diritto alla mobilità urbana. In un crescendo di errata valutazione del trasporto pubblico, una sempre più folta elite dell’”Auto, Furistrada, SUV o Utilitaria a tutti i costi” scorazza per la Città considerandosi padroni, ai quali anche i pedoni danno fastidio.

Per non parlare, ma ne parlo, di un mio conoscente, alto, ma piccolo di mente, funzionario in pensione, indignato che, per un guasto alla sua auto, sia stato costretto a scendere a piedi, da un quartiere elevato, per “prendere il Tram come un barbone”. A tutti noi che usiamo il Tram, l’”Autobus quando c’è”, andiamo a piedi e non siamo barboni, non ci toccano le farneticazioni di chi non ha saputo apprezzare una passeggiata da monte a mare, dai presunti lussuosi, agglomerati urbani della Panoramica dello Stretto; siamo preoccupati, gli unici ad esserlo, che la soppressione definitiva del servizio di trasporto pubblico, possa far godere gli amanti della Statistica, nel vedere Messina piazzata all’ultimo posto nella classifica di vivibilità.

A completamento del quadro verso lo spegnimento del motore dell’ultimo autobus, l’evoluzione del degrado, o involuzione, del trasporto pubblico attinge le radici nelle acque turbolente delle Amministrazioni e della Politica; pur non essendo nelle condizioni di fare i conti in tasca a nessuno, salta agli occhi, evidente, il disimpegno verso i trasporti nell’area dello Stretto di Messina, sia esso Bus, Treno o Navigazione.

In un viaggio a ritroso negli “uffici competenti”, alla ricerca della causa del dissesto, tutti allargano le braccia, invitando ad andare più avanti; stanchi di risalire la corrente, c’è da immaginare che al vertice della piramide ci sia qualcuno, talmente carico o oberato di responsabilità e fatica, che a raggiungerlo non serve a niente, tanto non darebbe retta a nessuno. “Non te intiendo”, diceva uno scrittore su una fontanella, sullo spartiacque fra il Mare del Nord ed il Mar Nero, alle sorgenti del Danubio; l’acqua che ne sgorga si divide su due versanti e da una parte origina il Grande Fiume e dall’altra un ruscello.

Considerando l’esempio poco appropriato, mentre altrove un processo evolutivo si mantiene inalterato nel tempo, qui da noi l’alimentazione al servizio di trasporto pubblico si è prosciugata; a chiedersi il perché, gli incompresi siamo noi che aspettiamo inutilmente l’autobus ed insistiamo nell’attesa. Siamo fiduciosi che il Gran Maestro che siede al vertice, prima o poi, si commuova e rimetta in moto la Città, come ammoniva un simpatico slogan dimenticato da tutti: “Chi non paga il biglietto ferma l’Autobus, chi ferma l’Autobus ferma la Città”.

 

Con un salto all’indietro nel tempo, era più sicuro il viaggio in Città e ritorno di mio nonno con il Tram cento anni fa; il territorio servito andava da Messina a Giampilieri e da Messina a Barcellona come descritto da seguente tabella, trascritta da Messina e dintorni; Guida a cura del Municipio, Messina 1902:

 

TRAMWAYS SICILIANI

LINEA MESSINA – FARO – P. GALLO

LINEA MESSINA - GIAMPILIERI

STAZIONI

Km.

1. Cl

2. CL

STAZIONI

Km.

1. CL

2: CL

C.O.

Messina

===

===

===

Messina

===

===

===

===

S. Francesco

2

0,20

0,15

S. Martino

===

0,20

0,15

0,10

Annunziata

3

0,25

0,15

Zaera

2

0,20

0,15

0,10

Paradiso

4

0,30

0,20

Gazzi

4

0,30

0,20

0,15

Contemplazione

5

0,30

0,20

Contesse

5

0,35

0,20

0,15

Grotta

6

0,40

0,25

Pistunina

6

0,40

0,25

0,20

Guardia

7

0,45

0,30

Tremestieri

7

0,50

0,30

0,20

S. Agata

8

0,50

0,35

Mili

10

0,70

0,40

0,25

Ganzirri

9

0,60

0,40

Galati

11

0,80

0,45

0,30

Granatari

12

0,70

0,45

S. Stefano

12

0,85

0,50

0,35

Faro

13

0,80

0,50

P. Schiavo

14

1,00

0,55

0,40

Mortelle

14

0,90

0,60

Briga

15

1,05

0,60

0,40

Tono

18

1,20

0,75

Giampilieri

16

1,10

0,65

0,45

Spartà

22

1,45

0,90

Biglietti di andata e ritorno (1)

Linea Messina-Giampilieri

Piano Torre

24

1,60

0,95

Stazioni

Km.

PREZZI

1. Cl

2.Cl

C. O.

S. Saba

27

1,75

1,05

Messina

===

===

===

===

Rodia

29

1,90

1,15

S. Stefano

12

1,35

0,80

0,55

Tarantonio

31

2,10

1,30

P. Schiavo

14

1,55

0,90

0,60

Orto

32

2,15

1,30

Briga

15

1,65

0,95

0,65

Ponte Gallo

33

2,25

1,40

Giampilieri

16

1,70

1,05

0,70

LINEA MESSINA - BARCELLONA

Biglietti di andata e ritorno ( 2 )

Linea Messina-Barcellona

Stazioni

Km.

1.Cl

2. Cl

C.O.

Stazioni

km

Prezzi

1.cl

2. cl

c.o

Messina

===

===

===

===

Messina

==

===

===

===

Divieto

34

2,30

1,40

0,80

Bauso

36

3,00

2,00

1,20

Bauso

36

2,50

1,55

0,80

Spadafora

41

3,50

2,40

1,60

Due Torri

37

2,50

1,55

0,90

Santa Lucia

46

4,00

2,60

1,80

Fondaconuovo

39

2,65

1,60

0,90

Archi-Corriolo

52

4,20

2,70

1,90

Spadafora

41

2,80

1,70

0,90

Olivarella

53

4,40

2,80

2,00

Scala

43

2,95

1,75

1,00

Barcellona

58

4,80

3,00

2,25

Casino

44

3,00

1,80

1,05

 Linee Giampilieri-Messina-Barcellona

 Biglietti per trasporto bagagli e cani

-----------

Bagagli fino a 3 Cg.          Lire   0,20

Bagagli da 3 a 10 Cg.       Lire   0,30

Bagagli da 10 a 20 Cg.     Lire   0,40

Bagagli da 20 a 50 Cg.     Lire   0,50

Biciclette o colli ingombranti “    0,50

Cane per qualunque persona  “

Santa Lucia

46

3,15

1,90

1,10

Archi

49

3,35

2,00

1,15

Corriolo

52

3,55

2,10

1,20

Olivarella

53

3,65

2,15

1,25

Merì

55

3,75

2,25

1,30

Poz. di Gotto

57

3,90

2,35

1,40

Barcellona

58

4,00

2,40

1,40

( 1 ) Valevoli per lo stesso giorno in cui vengono rilasciati, ed in caso di giorno festivo susseguente sino al “secondo” treno del giorno seguente al festivo.

( 2 ) Valevoli fino all’ultimo treno del giorno seguente a quello in cui vengono rilasciati. Se il giorno seguente sarà festivo la validità del biglietto di ritorno è protratta fino all’ultimo treno del giorno seguente al festivo.

Prima che si arrivi a dichiarare “sconosciuto” l’autobus dallo scenario cittadino e dopo la parabola discendente, dall’orlo del baratro, tutte le forze o le intenzioni, sbandierate ai quattro venti dagli aspiranti amanti di Messina e della Regione, che è di più attualità, diano una spinta verso l’alto a questa Città, che non merita di essere il fanalino di coda nella Hit Parade del vivere civile.

A noi che, pazienti, aspettiamo l’autobus o il tram, nessuno potrà dire di attaccarci ad un mezzo di locomozione che non c’è… E questo è un grande vantaggio, sempre meglio che essere classificati, anche se da un solo imbecille, barboni, questi ultimi degni di rispetto al pari di chi usa il trasporto pubblico. Con biglietto, abbonamento o altro titolo di viaggio, continueremo a far girare meglio la Città; se non ci sarà più consentito, si salvi chi può e Buon Kaos a tutti!..

Ullo Paolo

 


 

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