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La battaglia di Lepanto – 7 ottobre 1571
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di Italo Rappazzo.

La flotta della Lega  Santa, nata sotto gli auspici del papa Pio V, si raccolse a Messina.

La battaglia navale si svolse nel golfo di Patrasso (Grecia). Col favore del vento le galee turche comandate da Alì Pascià e Soraq (Scirocco), attaccarono rispettivamente al centro e sul lato sinistro, presidiato dal veneziano Barbarigo. Ma le sei galeazze allestite da Sebastiano Venier, poste come fortezza in avanguardia, con il fuoco d’artiglieria decimarono la flotta turca.

Il centro della flotta cristiana era presidiato  dalla “Reale” di don Giovanni d’Austria e dalle capitane di Sebastiano Venier e Marcantonio Colonna. Durante l’attacco Alì Pascià, che era riuscito a speronare la “Reale”, venne ucciso da un colpo sparato da un archibugiere spagnolo.

Inspiegabilmente Giannandrea Doria, che presidiava il lato destro dello schieramento  della Lega,  forse per il vento o per le correnti, prese il largo allontanandosi. Nella falla si incuneò Uluch Alì (Ucchiali) , che minacciò il centro da tergo. Il suo assalto venne fermato prima dai maltesi di frà Pietro Giustiniani e poi dalla galee siciliane guidate da don Giovanni Cardona, due delle quali erano del messinese don Vincenzo Marullo. Esse immolandosi diedero il tempo al Doria, cambiata la direzione del vento  e alla retroguardia cristiana di intervenire al centro. A questo punto il resto della flotta  guidata da Uluch Alì, battuta, fu costretta alla ritirata.

Il papa stabilì , da allora, che il suono delle campane di mezzogiorno fosse dedicato a quella vittoria.

  • Ventu ‘i livanti e focu di galiazza;
  • Scirò burdaggia ‘u latu venezianu;
  • Alì ‘a “Riali” spiruna i prima manu;
  • ‘N’archibugiata ‘n’occhiu ci scafazza.

  • Ucchiali lestu ‘u latu destru assali.
  • Lu ginuvisi allargu s’allaschìa;
  • Malta e Sicilia fannu paratia,
  • Sabbannu ‘u centru ch’era misu mali.

  • Lu ginuvisi , arrivotatu ‘u ventu,
  • Curri ‘n succorsu senza chiù dulliari.
  • A retruguardia ci si inzicca dentru.

  • E don Giuvanni pigghia supravventu:
  • Sparigghia, smazza, tinci i russu u mari.
  • Ucchiali vota i spaddi ‘nto’n mumentu.

  • Ranni a vittoria supra Alì Pascià;
  • Pi chisti gesta  s’intisiru sunari
  • Tutt’i campani da’ cristianità.

Italo Rappazzo


 
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