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Il Natale non sia esteriorità e consumismo
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di Francesca Vitale.

Il Papa ha detto:"il Natale non sia esteriorità e consumismo".

Con la crisi imperante sarà, per molti, una necessità seguire questo incitamento. Quello che appare in controsenso è che venga da una figura rivestita di paramenti preziosi, anelli e crocifissi d'oro, che abita in appartamenti adornati da statue e dipinti di valore inestimabile.

Una figura che ricopre una carica in cui gli orpelli dell'esteriorità, vedi i vari protocolli per qualsiasi circostanza, la fanno non solo da padroni,ma sono imprescindibili per esercitare le sue normali funzioni.Il bello ( si fa per dire) di tutto ciò è che la maggior parte del "gregge" non se ne accorge. Sapete perchè? perchè l'abitutidine, crea asservimento alle regole a cui tutti finiscono con l'uniformarsi. Se tutti coloro che ci circondano dicono che va bene, anche noi addormentiamo il nostro senso critico e chi vuole, chi può, ne approfitta per creare forme di potere, suggestionando i nostri comportamenti, le nostre coscienze e, persino, i nostri pensieri.

Badate, per me la Chiesa ha dei meriti che sono sotto gli occhi di tutti sotto svariati aspetti, ma ha anche dei demeriti che parimenti sono sotto gli occhi di tutti. Quello che non mi piace è che ci si comporti come quelle madri che pensano che volere bene ai propri figli significhi metterne in risalto i pregi e ignorarne i difetti ,anche se macroscopici.

Il primo dovere di ogni essere umano, verso sè stesso e verso gli altri, verso la società tutta è di mantenere attivo il proprio senso critico personale. E' la vera garanzia contro tutte le forme di prevaricazione, accorgersi che le cose non sono sempre come altri vorrebbero che le vedessimo.

La Chiesa ha un'arma particolarmente potente, essendosi in toto fattasi mediatrice del nostro rapporto col divino, per cui, "scavalcarla" è di per sè,da molti, considerato peccato, criticarla lo stesso, vedere con i propri occhi, un "fai da te" per il quale alcuni prelati spesso tuonano dai loro pulpiti.

Se la realtà si facesse largo e additasse gli errori, gli abusi, se la gente, specie quella più devota, smettesse di essere "gregge" e diventasse consapevole dei valori di cui Dio ha dotato ogni uomo, tempio d'amore,ma anche d'intelletto, anche la Chiesa ne trarrebbe beneficio.

I proprietari di tante case di Dio dove non si esercita il culto, ma si promuovono affari, in quanto si pagano rette sostanziose, farebbe bene a pagare le tasse, per esempio. Non è stato Gesù a dire diamo a Cesare quel che è di Cesare? Eppure... Non è stato Gesù a nascere e vivere in povertà? Eppure...Non è stato Gesù a cacciare i mercanti dal tempio?...eppure.

Francesca Vitale


 

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