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L'automobile dal 1769 a oggi
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La prima auto elettrica italiana del 1941

 

 


Farder de Cugnot, carro del 1771

La prima volta che l'uomo si è fatto trasportare da un mezzo la cui forza propulsiva non era fornita da altri uomini od animali è stato nel 1769 quando Joseph Nicolas Cugnot, ingengere militare francese, ideò e costruì un mezzo semovente alimentato da un motore bicilindrico a vapore di 50 cc che movimentava un carro di ben 4/5 tonnellate.
Il problema principale si identificò immediatamente non nel far muovere il "Carro di Cugnot", ma ... nel farlo fermare. Infatti il primo esemplare è andato distrutto in sede di collaudo contro un muro che si rivelò molto più efficiente ... del freno di bordo.
Tuttavia il cocciuto inventore ne costruì un secondo nel luglio del 1771 che ottenne lo sperato risultato. Adesso il Carro di Cugnot è conservato al Conservatoire National des Arts e Métiers di Parigi ed una replica si può ammirare presso il Museo dell'Automobile Biscaretti di Torino.

In Italia inizia l'ufficiale dell'esercito sardo Virginio Bordino costruendo alcuni prototipi azionati da motore a vapore. 
Mandato a Londra per studiare la possibilità di realizzare mezzi per l'Esercito Sardo al suo ritorno costruì una vaporiera di cui non rimane traccia alcuna. Dopo ripetute prove, utilizzando alcuni elementi della precedente realizzazione, costruì un calesse con tre ruote, ma alla sua morte ne fu persa ogni traccia. La sua più importante costruzione fu un enorme carrozza che portava sul retro la caldaia e sotto i sedili quattro serbatoi per l'acqua. Aveva una autonomia di circa due ore consumando quasi 60 kg di carbone avendo fatto scorazzare i passeggeri alla velocità di 6/8 kmh. E' esposta al primo piano del Museo dell'Automobile Biscaretti di Torino.

Il motore a scoppio era nei sogni di molti ma nessuno riuscì mai a realizzarlo fino al 1841 quando vi riuscì De Cristofaris e fu brevettato da Barsanti e Matteucci solo nel 1854. Furono gli stranieri ad iniziarne la utilizzazione.


Benz Patent Motorwagen

Benz nel 1886 lo applicò per la prima volta nella storia dell'uomo sul un triciclo seguito dopo poco dalla Daimler, specialista nella costruzione dei motori a ciclo Otto. La Francia lancia l'automobile con la manifestazione sportiva Parigi-Rouen del 22 luglio 1894 ove si iscrissero ben 100 partecipanti. All'estero il veicolo a motore ebbe grande diffusione e fece fare lauti guadagni ai costruttori sopratutto tedeschi e francesi.


La FORD del 1928

La storia dell'auto ha caratteristiche uniche. Per la sua complessità, la sola essenza dell'automobile racchiude in sé decine di invenzioni, scoperte fatte in epoche diverse, a volte non brevettate, spesso riconosciute postume. Limitiamoci alla macchina a vapore, al motore a scoppio, al carro di Cugnot, al cambio di velocità: queste sole quattro scoperte occupano un arco temporale vastissimo, dal I Sec. D.C. della pila eolica di Erone, fino al 1853, passando per il rinascimentale variatore di velocità, ipotizzato da Leonardo. Per questo non esiste una "vera e propria" data di nascita dell'automobile, ma ve ne sono molteplici. Tuttavia, il più attivo contributo tecnico alla nascita e allo sviluppo dell'auto è venuto dal tedesco Karl Benz, dal suo motore a scoppio e dal suo triciclo.

"Papà" BENZ
Nato a Karlsruhe nel 1844, Benz si diplomò ingegnere a vent'anni. Dopo le prime esperienze lavorative, iniziò a lavorare in proprio al suo progetto di motore a combustione interna. Già nel 1853 Barsanti e Matteucci fecero girare il primo motore a scoppio e nel 1876 August Otto brevettò il primo motore a quattro tempi, ma nonostante tutto, Benz portava avanti il suo sogno. Dopo anni di lavoro, alla fine del 1879 egli potè avviare - e brevettare - il suo motore a due tempi. Alcuni anni dopo, nel 1882 era tra i soci fondatori, a Mannheim, della A.G. Gasmotorenfabrik: ne acquisì le redini dell'ufficio tecnico, ma la collaborazione durò circa un anno. Già nel 1883 era fuori dalla compagine societaria e con Rose ed Esslinger fondò, sempre a Mannheim, la Benz & Cie. Rheinische Gasmotorenfabrik, per la produzione dei monocilindrici a due tempi brevettati da Benz.

L'idea di espandere la produzione ad interi veicoli venne di lì a breve: due anni dopo la fondazione della Benz & Cie., Karl Benz era al lavoro su un veicolo automobile a tre ruote, spinto dal suo "amato" due tempi: il prototipo fu ultimato nel 1885 e brevettato il 29 gennaio del 1886 con il nome di "Patent Motorwagen". Il veicolo di Benz, noto anche come Velociped, aveva tre ruote ed un monocilindrico posteriore di 577 cm3 per una potenza di circa 3/4 di CV. Il veicolo tuttavia ebbe diverse difficoltà di sperimentazione. Iniziò a marciare, materialmente, solo nell'estate del 1866 e la prima vera uscita durò pochissimi metri. Nel successivo inverno la Velociped migliorò sensibilmente l'affidabilità, coprendo un circuito di qualche decina di chilometri.

All’esposizione Universale di Parigi del 1867, August Otto ed Eugen Langen ottennero la medaglia d’oro per la costruzione di un motore molto simile a quello dei toscani Barsanti e Matteucci. Nel 1872 nasce la Gasmotoren Fabrik Deutz: Otto, Langen, Gottieh Daimler e Wilhelm Maybach producono in serie il motore a ciclo Otto. Il motore subì notevoli modifiche; fu costruito un motore che funzionava a quattro tempi, uno dei quali era di compressione.


La Mercedes Benz  540K W29 del 1936

Gli sviluppi successivi furono tutti incentrati intorno a questo nuovo motore; Maybach (insieme a Daimler aveva aperto una propria officina) diminuì il rapporto peso/potenza, aumentò il numero di giri, adottò l’alimentazione a carburante liquido.

Nel 1879, Carl Benz costruì il suo primo veicolo azionato da un motore a ciclo Otto.

Siamo ancora molto lontani dall’automobile vera e propria; tutti gli esperimenti finora effettuati usano veicoli leggeri (soprattutto il velocipede, inventato nel 1861 dal carrozziere parigino Pierre Michaux) per trasportare motori molto pesanti e poco potenti. Maybach e Daimler concentrano i loro sforzi intorno al motore e ai suoi differenti usi; Benz è sempre più intenzionato ad applicare un motore su un veicolo robusto e stabile per il trasporto di persone (i materiali usati sono soprattutto legno e metallo).

Nel 1890, i francesi Panahard e Levassor realizzarono un quadriciclo con motore anteriore, albero di trasmissione longitudinale e trazione sulle ruote posteriori: era nata la prima automobile. I veicoli successivi continuarono a montare motori sempre più potenti e performanti su telai ricavati principalmente dalla carrozza.


Mercedes-Benz 300SL Coupe 1955 1956 "Ali di Gabbiano"

Dal 1936, la Mercedes Benz iniziò la produzione della 540 K W29 (406 esemplari in versione coupé e spider), la prima vettura a motore con un telaio prettamente automobilistico.

In Italia molti erano interessati al nuovo veicolo, ma tantoi erano i timori e le perplessità. In molti preferivano acquistare le vetture all'estero e rivenderle in Italia.

Michele Lanza giovane imprenditore torinese, titolare di una fabbrica di sapone, da cui deriverà Mira lanza, si appassiona all'invenzione dell'automobile. Ne acquista una nel 1894, importandola dalla Francia. Poi decide di costruirne un'altra per conto proprio e, con l'aiuto di un carrozziere e di un tecnico disegnatore, progetta e realizza una "wagonnette" a quattro ruote e sei posti, mossa da un piccolo motore a due cilindri. Era l'anno 1895.  Vettura tutta italiana ma che evidenziava molti limiti artigianali.


Enrico Bernardi, l'ingegnere veronese sul suo triciclo

Il vero primo esemplare è del 1884 ed è opera del veronese Zeno Enrico Bernardi (1841-1919), professore di costruzioni meccaniche all'Università di Padova che ideò un triciclo cui fece seguito una vettura a quattro ruote che poteva vantare soluzioni geniali ed innovative tenendo conto dell'epoca. Il motore ideato e realizzato dal Bernardi era all'avanguardia. Alimentato a benzina, a quattro tempi, valvole in testa, regolatore centrifugo, il carburatore a livello costante ed era dotato di un filtro per l'aria. L'esperimento industriale del prof. Bernardi che, non essendo un manegment industriale, fu soccombente. Il triciclo è oggi conservato presso l'Automobil Club di Verona.


Il primo stabilimento FIAT del 1899

La richesta di veicoli in Italia era aumentata a dismisura per cui le importanzioni non riuscivano più a far fronte alla crescente domanda costringendo tanti piccoli artigiani ed importatori ad improvvisarsi industriali con le fortune che era facile prevedere.
All'orizzonte automobilistico si affacciò improvvisamente un ufficiale di cavalleria di Villar Perosa, Giovanni Agnelli, che ebbe il merito di intuire che bisognava stringere i tempi se si voleva conquistare una grossa fetta di questo nascente mercato.
Il primo luglio 1899, nel palazzo Bricherasio di via Lagrange a Torino furono buttate le basi per la creazione di una vera fabbrica di automobili e l'11 luglio nel salone del Banco Sconto e Sete di via Alfieri un notaio stilò l'atto costitutivo della Fabbrica Italiana Automobili Torino che vantava ottocentomila lire di capitale sociale. Era nata la F.I.A.T.!


La prima autovettura FIAT 3,1/2 HP

Agnelli intuì che non si potevano perdere mesi per progettare una nuova vettura, per cui convinse i soci a rilevare gli studi, le officine ed i brevetti della Giovan Battista Ceirano. La prima vettura che fu costruita in corso Dante, sotto la guida dell'ingegner Aristide Faccioli (che l'aveva brevettata per Ceirano) nacque a cavallo fra il 1899 ed il 1900. La macchina, poco più che una carrozza cui mancavano i cavalli, fu denuminata 3,1/2 HP. La nascita della F.I.A.T. incoraggia gli industriali per cui fabbriche nascono a Milano, Firenze, Genova, Napoli e nella stessa Torino.


Il primo e l'ultimo marchio FIAT

Nel 1906 la Fiat realizza ed esporta negli Stati Uniti d’America e nelle capitali europee vetture per il trasporto pubblico; in Italia la Società aumenta il numero dei dipendenti, arrivati a 2.500, rileva l’azienda Ansaldi ed inizia la produzione di vetture leggere a 4 cilindri, brevetta la trasmissione cardanica, da vita alla Fiat Lubrificanti, diversifica la produzione creando anche tram, autobus, autocarri, motori aeronautici e marini. E’ solo grazie alla recente rivoluzione se nel 1911 la Fiat 300 HP Record batte il record di velocità a Long Island, raggiungendo i 290 km/h sul miglio.

Tra il 1915 ed il 1919 la Fiat compie un importante passo tecnologico, creando l’azienda Magneti Marelli che permise successivamente l’introduzione di rilevanti modernizzazioni elettroniche ai motori, introducendo il controllo centralizzato del motore; l’anno dopo nasce lo stabilimento del Lingotto, con cinque piani sviluppati su 153.000 mq ed una pista di collaudo realizzata sul tetto. Durante la seconda Guerra Mondiale, Fiat si dedica solamente alla produzione di carri armati , motori marini e aeroplani svolgendo un significativo passo a favore dell’Italia e delle truppe alleate. Nel 1945, Fiat perde il suo Senatore "Giovanni Agnelli Senior".Vittorio Valletta passa alla guida della società riprendendo la produzione di veicoli civili, realizzando vetture di gran successo ed elevate prestazioni rinomate in tutto il mondo come ad esempio la Fiat Compagnola. Nel 1947 nasce la Topolino.


La famosa FIAT Topolino 500  c.c. convertibile del 1947

A partire dal 1953 Fiat compie un ulteriore sviluppo tecnologico, iniziando la produzione di motori diesel; la prima vettura realizzata fu la 1400 diesel. Il 1966 fu un anno molto importante per Fiat, che vide un cambio di gestione passando sotto il controllo dell’avvocato Gianni Agnelli. Nel 1969 Fiat si vede coinvolta in un’importante progetto ferroviario, la realizzazione del Pendolino, il primo treno al mondo con assetto variabile; negli stessi anni nascono nuovi stabilimenti in Jugoslavia ed Argentina.


La FIAT 600 del 1956

Nel 1970 (anno che segna l’ampliamento della ditta) essa realizza numerose innovazioni tecniche e nuovi stabilimenti nel Sud Italia. Ben otto anni dopo, entra in funzione nello stabilimento di Cassino il primo sistema robotizzato di assemblaggio, il Robogate, che segna uno dei più importanti, significativi e discussi passi della storia.


La FIAT 500

Successivamente, nel 1979 ,Fiat rileva parti del capitale di Lancia, Ferrrari, Abarth e Autobianchi, dando vita a Fiat Auto S.p.A. . Nei successivi anni Fiat si cimenta nella produzione di mezzi ferroviari e nella rivoluzione delle proprie fabbriche e dell’acquisizione di altre.


La FIAT 1100 D

Il 1984 fu uno degli anni più importanti per Fiat che acquisì Alfa Romeo ,portando dieci anni più tardi la fondazione del marchio Maserati.

Solo nel 2002 il gruppo Fiat entra nel “mercato dell’energia” con Italenergia. Dopo la scomparsa dell’avvocato Giovanni Agnelli, si sono succeduti alla carica di presidente dello storico marchio torinese Umberto Agnelli e, per ultimo, Luca Cordero di Montezemolo.

Pippo Lombardo


 

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