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Vincenzo Nibali, un messinese doc ai vertici del Ciclismo Mondiale.
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Vincenzo Nibali il ragazzo di Gravitelli definito"lo Squalo dello Stretto"
bacia la coppa del suo trionfo al Giro d'Italia 2013

Vincenzo Nibali un ragazzo nato e cresciuto a Messina nel Rione Gravitelli, in una città che dal lato sportivo non offre niente, oggi mi ha fatto piangere di gioia.

Vederlo salire con quella forza nelle gambe, non comune, mi ha fatto pensare quanta forza di volontà deve avere avuto questo ragazzo per arrivare a questo punto. 

La sua generosità l'abbiamo vista quando ha fatto segno a Mauro Santambrogio di andare via per vincere la tappa e prendersi il secondo posto senza fare la volata finale.

E' il nuovo mito del ciclismo mondiale. E' entrato nella storia in punta di piedi chiedendo quasi permesso e chiedendo scusa agli avversari...


Un momento difficile con i tifosi

Le Tre Cime di Lavaredo che c'erano ma non si vedevano lo hanno consacrato degno successore di Bartali, Coppi, Adorni e Gimondi.
 
I fari delle auto e delle moto tagliavano la nebbia, e in quella nebbia fredda, abbiamo visto Nibali tra due ali di scatenati e irruenti tifosi accanto a lui per sostenerlo e incitarlo, li ha dovuti spostare con le mani lasciando il manubrio per evitare problemi.


Dopo essersi tolto i guanti bacia la fede e taglia lo striscione d'arrivo

In mezzo alle nuvole, e con la neve che picchia in faccia, spunta la sagoma di Vincenzo Nibali, lo "Squalo dello Stretto" che dopo essersi tolto i guanti per potersi baciare la "fede" dedicando quella vittoria alla moglie alza il pugno e supera il traguardo nella tormenta.

A Nibali dico grazie per averci fatto tornare a sognare e a portare così in alto la Sicilia e Messina in momenti così tristi e desolanti.

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                                           Il giorno del trionfo e il podio di Bergamo 

Pippo Lombardo

Chi è Vincenzo Nibali

Tratto da Wikipedia

Nibali  nasce a Messina il 14 novembre 1984.

Corridore da corse a tappe, ha vinto la Vuelta a España 2010, due edizioni della Tirreno-Adriatico, ed è salito sul podio di tutti e tre i Grandi Giri. È soprannominato "Lo squalo dello Stretto" fin da dilettante, per via del suo modo di correre sempre all'attacco.

Nella categoria Allievi ottiene ben 7 successi, e nel 2001 al primo anno da Juniores si aggiudica 5 corse che saranno 19 insieme alle 14 ottenute nel 2002 sempre nella stessa categoria, ed inoltre conquista una medaglia di bronzo a cronometro ai campionati del mondo di Zolder.

Il 2003 è l'anno del passaggio alla categoria Under-23 ma i successi non mancano, 7 in totale, tra cui due tappe al Giro d'Austria ed un secondo posto finale; i risultati gli valgono anche la chiamata ai campionati d'Europa e del mondo. Nel 2004, ancora da Under-23, ottiene 12 vittorie, ed è nuovamente convocato per il Campionato europeo, ma si fa notare dall'attenzione del grande pubblico soprattutto ai mondiali di Verona, durante i quali è quinto nella prova in linea e terzo in quella a cronometro di categoria.

2005 - 2007: i primi anni da professionista Risultati e qualità gli valgono nel 2005 la chiamata nel mondo del professionismo con la Fassa Bortolo di Giancarlo Ferretti. Subito è protagonista, classificandosi secondo nella sesta tappa del Giro di Svizzera, sesto nella Milano-Torino e quarto nella prova a cronometro del campionato italiano.

Nel 2006 entra a far parte della Liquigas di Danilo Di Luca. È una stagione positiva per Nibali: ottiene due successi, tra cui il prestigioso Grand Prix de Ouest-France, e la convocazione al mondiale nella prova a cronometro (risulterà 16º), oltre a diversi piazzamenti all'Eneco Tour, al Giro di Polonia ed al Giro di Danimarca. L'anno dopo si mette in luce anche al Giro d'Italia nelle vesti di gregario di Danilo Di Luca, arrivando diciannovesimo, ed ottiene nuovamente la convocazione per il mondiale a cronometro.

Apre la stagione 2008 aggiudicandosi la classifica finale ed una vittoria di tappa nel Giro del Trentino, e si prepara ad affrontare il Giro d'Italia, che fra l'altro parte dalla sua Sicilia, come capitano della squadra insieme a Franco Pellizotti. Durante la gara si dimostra però non ancora abbastanza pronto e infatti accusa diversi ritardi dai migliori nelle tappe di montagna più dure; si conferma comunque a cronometro, con ottime prestazioni, e si mette in luce come eccellente discesista. Si ricordano le tappe della Marmolada, dove attacca in discesa andando a riprendere i fuggitivi nella discesa del Falzarego, e quella del Monte Pora, in cui segue nell'attacco Paolo Savoldelli e Danilo Di Luca nell'impegnativa discesa del Vivione. Concluderà la corsa rosa in undicesima posizione.

Dopo il Giro decide di partecipare al Tour de France per fare da spalla al più giovane compagno Roman Kreuziger, fresco vincitore del Giro di Svizzera. Nella dodicesima tappa, anche in seguito alla squalifica per positività al CERA di Riccardo Riccò che lo precedeva in entrambe le classifiche, entra nella top ten della classifica generale della corsa e diventa leader nella classifica dei giovani, indossando quindi la maglia bianca, distintivo che perderà, per soli 6", il 22 luglio a vantaggio del lussemburghese Andy Schleck. Il giorno successivo, all'Alpe d'Huez, arriva 41º a 17'21" dal vincitore Sastre, scivolando in classifica al ventesimo posto a 25'39" dalla maglia gialla. Scavalcato anche da Roman Kreuziger, è comunque terzo nella graduatoria dei giovani. Durante la Grande Boucle viene peraltro annunciato come sesto uomo della spedizione olimpica in sostituzione di Riccardo Riccò.

Apre il 2009 con qualche incertezza, svanita però dopo l'ottima prestazione al Giro del Delfinato (concluso settimo) e la vittoria al Giro dell'Appennino. Prosegue la stagione con un'altra buona prestazione al Tour de France (settimo) dove dimostra le sue qualità di scalatore riuscendo spesso a stare a ruota di Contador, Armstrong e dei fratelli Schleck. Dopo una breve sosta torna alle corse ed al successo in agosto vincendo il Gran Premio Città di Camaiore. Il 23 agosto, durante una tappa dell'Eneco Tour in cui era in fuga, cade rimediando una frattura scomposta della clavicola che gli impedisce di partecipare al campionati mondiale di Mendrisio.

Inizia il 2010 con la partecipazione al Tour de San Luis, dove si aggiudica la vittoria nella quarta tappa, una cronometro individuale, e la vittoria finale della corsa. A causa della defezione di Franco Pellizotti, fermato per valori ematici sospetti, viene chiamato all'ultimo momento a sostituirlo al Giro d'Italia 2010: qui esordisce con un undicesimo posto nella cronometro d'apertura. Nella quarta tappa, la cronosquadre di Cuneo vinta dalla sua Liquigas-Doimo, è abile a recuperare i 5" di ritardo dalla maglia rosa Aleksandr Vinokurov e a sfilargli il simbolo del primato: lo terrà per tre giorni, perdendolo poi a seguito di una caduta ed a favore dello stesso Vinokurov. Conquista quindi la vittoria nella 14ª frazione, la Ferrara-Asolo: primo in vetta al Monte Grappa, salita sita a 25 chilometri dall'arrivo, stacca i tre compagni di fuga (Evans, Scarponi e Basso) in discesa e si invola verso il traguardo; in questo modo riesce anche a inserirsi all'ottavo posto in classifica generale, a 6'51" da David Arroyo. Dopo la successiva cronoscalata di Plan de Corones risale fino al sesto posto della generale, mentre con la terzultima tappa (Brescia-Aprica), in cui al traguardo è terzo, battuto da Scarponi e Basso, risale in terza posizione generale con un ritardo di 2'30" da Ivan Basso. Deve però difendere il piazzamento: nella penultima frazione, la Bormio-Ponte di Legno, perde 18" dal rivale per il terzo posto Michele Scarponi, mantenendo in tal modo un margine di appena 1" sul ciclista marchigiano; nell'ultima tappa, la cronometro di Verona, precede tuttavia Scarponi di 12" e può così salire sul terzo gradino del podio finale del Giro d'Italia 2010. È peraltro terzo anche nella classifica a punti.

In seguito partecipa al Giro di Slovenia: qui riesce ad imporsi nelle terza tappa, da Bled a Krvavec, e a prendere la leadership nella classifica generale provvisoria; l'indomani mantiene la posizione potendo aggiudicarsi la vittoria della corsa. Dopo aver rinunciato al Tour de France, in agosto, in preparazione alla Vuelta a España, corre e vince il Trofeo Melinda, in Trentino.

Prende quindi il via alla Vuelta, con ambizioni di classifica. Fin dalle prima tappe lotta per il vertice della classifica, sfiorando la maglia rossa di leader della generale in diverse occasioni. Nell'undicesima frazione perde una ventina di secondi dal vincitore e nuovo capoclassifica Igor Antón; tre giorni dopo si rifà, si piazza secondo alle spalle di Joaquim Rodríguez e, complici la caduta ed il ritiro di Antón, conquista per la prima volta la maglia rossa, anche se con soli 4" su Rodríguez. La maglia la perde nella sedicesima tappa, con l'arrivo in salita a Cotobello, a favore di Rodríguez, che va ad acquisire un vantaggio di 34", ma già l'indomani, nella cronometro individuale di Peñafiel, riesce, nonostante una foratura, a riguadagnare il simbolo del primato con un vantaggio di 39 secondi su Ezequiel Mosquera e di 1'58" sul vincitore di tappa Peter Velits, mentre Rodríguez scende a quasi quattro minuti. Nella penultima tappa, quella decisiva con arrivo sulla Bola del Mundo, è piazzato subito alle spalle del rivale Mosquera, vincitore di giornata, mantenendo così il primo posto nella generale,[9] per un successo finale che il giorno dopo a Madrid è ufficiale. Dopo 20 anni la vittoria della corsa iberica torna quindi ad un ciclista italiano. Oltre alla maglia rossa Nibali fa sua anche la maglia bianca della classifica combinata, arrivando inoltre terzo nella classifica a punti e quinto in quella di montagna.

MNel 2011 dopo un ritiro di due settimane con la squadra a Tenerife, Nibali fa il suo debutto stagionale il 22 febbraio in occasione del via del Giro di Sardegna. In marzo è sulle strade della Tirreno-Adriatico, e, pur rimanendo sempre in gioco per la vittoria finale, conclude quinto; pochi giorni dopo, alla Milano-Sanremo, gareggia da protagonista – sulla salita del Poggio lavora per riprendere il fuggitivo Greg Van Avermaet e nei chilometri finali prova l'attacco solitario – ma al traguardo deve accontentarsi dell'ottavo posto, a chiudere il gruppetto di testa. La preparazione in vista del Giro d'Italia si conclude in aprile al Giro del Trentino, ove è ventiquattresimo, e alla Liegi-Bastogne-Liegi, nella quale si classifica ottavo.

A maggio prende il via della "Corsa Rosa" da capitano della Liquigas-Cannondale con ambizioni di vittoria, dopo il successo ottenuto alla Vuelta l'anno precedente. Durante le tre settimane di gara, nonostante il terzo posto di tappa sullo Zoncolan e il secondo a Nevegal, non riesce a contrastare il dominio del più quotato Alberto Contador: chiude la corsa sul terzo gradino del podio di Milano, a quasi sette minuti dallo spagnolo e superato in classifica anche da Michele Scarponi. In seguito alla squalifica per doping di Contador il messinese guadagna tuttavia il secondo posto finale alle spalle del solo Scarponi e il successo nella sedicesima tappa, la cronometro di Nevegal. Ottiene così il terzo piazzamento sul podio consecutivo negli ultimi tre grandi Giri cui ha partecipato.

Ritorna poi alla Vuelta a España, dopo la vittoria dell'anno precedente, ma non riesce a ripetersi. Chiude la corsa spagnola al settimo posto, a 4'31" dal vincitore Juan José Cobo.

Nel 2012 Nibali inizia la stagione con il Tour de San Luis arrivando al quinto posto finale. Conquista la prima vittoria dell'anno nella quinta tappa del Tour of Oman, concludendo al secondo posto nella classifica generale della corsa arabica ad un secondo dal vincitore Peter Velits.

Partecipa alla Tirreno-Adriatico, arriva terzo nella quarta tappa, superato al traguardo finale di Chieti dal compagno di squadra Peter Sagan e da Roman Kreuziger, si riscatta nella tappa successiva, vincendo per distacco sulla salita di Prati di Tivo. Nella penultima tappa marchigiana arriva secondo dietro lo spagnolo Joaquin Rodriguez guadagnando sei secondi di abbuono che lo avvicinano al leader della generale Christopher Horner. Grazie ad una discreta crono finale, in cui conclude al nono posto, guadagna venti secondi sull'atleta americano, scavalcandolo nella generale e portando a casa la corsa.

La settimana successiva si classifica terzo alla Milano-Sanremo vinta da Simon Gerrans. In aprile è secondo alla Liegi-Bastogne-Liegi conquistata da Maksim Iglinskij.

Non si presenta al Giro, rinunciando alla Corsa Rosa per meglio preparare il Tour de France, che lo vede ai nastri di partenza con ambizioni di classifica. Alla Grande Boucle, Nibali ben figura nonostante un percorso poco adatto alle sue caratteristiche, rendendosi protagonista nelle tappe alpine e concludendo la corsa francese al terzo posto finale, diventando il secondo italiano dopo Felice Gimondi ad essere salito sul podio di tutti i tre Grandi Giri[25]. Dopo il Tour viene convocato nella selezione che partecipa alla prova in linea dei Giochi della XXX Olimpiade di Londra, terminando poco oltre la centesima posizione.

Il 3 agosto viene ufficializzato il suo trasferimento all'Astana per la stagione ciclistica 2013.

Il 6 settembre, dopo quasi sei mesi senza successi, torna alla vittoria imponendosi per distacco nella quarta tappa de Il Padania, conclusa sull'arrivo in salita del Passo della Bocchetta. Il giorno successivo si aggiudica la classifica generale della breve corsa a tappe.

Il 23 settembre, ai mondiali su strada sulle strade di Valkenburg, Nibali è il capitano della nazionale azzurra: all'ultimo passaggio sul Cauberg, che decide la corsa, prova l'attacco senza fare la differenza, ma lanciando invece il belga Gilbert che sfruttando lo scatto del siciliano, va a vincere in solitaria; Nibali chiude 23º.

Nel 2013 Nibali cambia squadra e passa all'Astana di Aleksandr Vinokurov. Nel passaggio di squadra, dalla Liquigas lo seguono i gregari Valerio Agnoli e Alessandro Vanotti.

La stagione si apre a fine gennaio, in Argentina, dove corre il Tour de San Luis, ottenendo il quarto posto davanti a molti specialisti nella cronometro di 19,2 km. A febbraio corre il Tour of Oman piazzandosi sempre fra i migliori e riuscendo a chiudere settimo nella classifica generale; prende poi parte al Gran Premio Città di Camaiore e, nei primi giorni del mese successivo, partecipa alla Roma Maxima mettendosi in evidenzia con un'azione poco fortunata nel finale.

Sempre a marzo si presenta al via della Tirreno-Adriatico, con ambizioni di classifica: nella sesta tappa di Porto Sant'Elpidio a 16 km dal traguardo, insieme a Peter Sagan e Joaquim Rodriguez, attacca sul terribile muro di via dei cocciari riuscendo a staccare gli avversari diretti per la vittoria finale. Nel tratto conclusivo di pianura riesce ad incrementare il proprio vantaggio sugli inseguitori, balzando così in testa alla graduatoria generale, posizione che mantiene anche dopo l'ultima cronomentro. Si aggiudica così per la seconda volta in carriera la "corsa dei due mari", precedendo sul podio il britannico Chris Froome e lo spagnolo Alberto Contador.

Dopo pochi giorni si presenta come uno dei favoriti alla Milano-Sanremo, ciò nonostante a causa delle avverse condizioni meteo (neve e temperature invernali), preso dal freddo è costretto al ritiro. Nel mese di aprile è al via del Giro del Trentino: nella quarta frazione, quella con l'arrivo in salita a Sega di Ala, stacca sia Bradley Wiggins che Mauro Santambrogio, vincendo in tal modo sia la tappa che la classifica generale della corsa. Terminato il Trentino vola in Belgio per disputare la Liegi, ma non riesce a fare la differenza a causa del cambio di percorso (reso meno duro rispetto l'anno precedente) e della mancanza di esplosività necessaria in questa corsa. Tuttavia chiude a ridosso dei migliori evidenziando una buona forma.

A maggio si presenta come uno dei principali aspiranti alla vittoria del Giro, assieme a Bradley Wiggins, Michele Scarponi, Cadel Evans e il vincitore uscente, Ryder Hesjedal. Dopo la cronometro a squadre chiusa al terzo posto e una prima settimana di controllo, al termine dell'ottava tappa, una cronometro di 54,8 km da Gabicce a Saltara, indossa dopo tre anni la maglia rosa. Nella decima tappa, al primo vero arrivo in salita sull'altopiano del Montasio, si classifica terzo dimostrando di controllare con relativa facilità gli avversari per la vittoria finale. Nel weekend della seconda settimana sull'arrivo di Bardonecchia attacca a 2 km dall'arrivo riuscendo a staccare tutti, meno che Mauro Santambrogio che gli soffia la vittoria nello sprint conclusivo. Il giorno dopo sull'arrivo del Colle del Galibier mantiene il vantaggio in classifica nei confronti degli inseguitori. Nella diciottesima tappa, la cronoscalata da Mori a Polsa, si aggiudica la vittoria staccando di 58" il secondo della tappa Samuel Sánchez e di 2'36" il secondo della classifica generale Cadel Evans. Si ripete nella ventesima frazione, l'ultima di montagna, con arrivo alle Tre Cime di Lavaredo, staccando gli inseguitori e giungendo al traguardo in solitaria.


 

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