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Bus da ballo.
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di Paolo Ullo.

Fra le ultime innovazioni, per dare maggiore fluidità alla circolazione stradale, l’autobus della notte sulla Riviera Nord della Città, non si riesce a capire a chi sia destinato; vista la fascia oraria, non certo per chi va a fare la spesa, né per gli studenti, in tempi di chiusura delle scuole.

Forse ne potrebbe beneficiare qualche lavoratore, ma sarà difficile fidarsi di un bus per nottambuli con il dichiarato scopo di portarli a ballare e riportarli a casa sani e salvi, dopo una notte da sballo; l’intento altamente umanitario, verso utenti di una forma personale di divertimento, risulta discriminatorio nei confronti di categorie che, per svagarsi, preferiscono macinare chilometri per un gelato o la brezza marina, come la corrente, montante o calante, sulle sponde dello Stretto di Messina. Ad essere imparziali, ci vorrebbe un autobus per ogni tipo di divertimento o, suprema forma di civiltà, tutti sullo stesso autobus in viaggio verso Cariddi e ritorno; la Riviera e lo scenario, senza il traffico caotico ed impazzito, diventerebbe un fiore all’occhiello nell’Estate dei Messinesi.

Fra gli intenti secondari, i bus della notte sono stati messi a disposizione di garbati giovani che, per motivi di risparmio o ecologici, vogliano andare a ballare, rinunciando a viaggiare in automobile e lasciare spazio a chi la usa per altre scorrerie notturne…E qui casca l’asino!... Fra gli effetti collaterali del Bus da ballo e antisballo è che è destinato a chi è sprovvisto di auto, pochi, pochissimi giovani o coppie in cerca di vita notturna, con nessuna conseguenza sul traffico di ordinaria follia; la Riviera Nord, e questo è sotto gli occhi e le orecchie di chi ci abita o transita per i propri scopi, è prigioniera di una circolazione estiva che nessuno sforzo o agevolazione riuscirà a risolvere.

Altra nota discriminante è che la Riviera Sud non subisce lo stesso trattamento per mancanza di locali da ballo stanziali, al pari della Nord, eccetto quelli installati in baraccopoli da spiaggia per varia umanità con la stessa qualifica; a parità di condizioni, se tentativo, vano, deve essere fatto di liberare la Città dal Kaos del popolo della notte, andrebbe applicato a tutto il territorio comunale.

Nasce spontaneo il confronto con le attenzioni che sono riservate agli utenti del servizio di trasporto pubblico di giorno, il popolo che si reca ai mercati rionali o usa l’autobus per qualsiasi attività essenziale, di ordinaria quotidianità; suona come una beffa l’autobus che, per tutto il mese di Agosto, scorazza quasi vuoto fino alle ore 3,00 del mattino, quando, sul far del giorno, le attese alle fermate fanno imprecare a denti stretti. Esaudito il diritto alla mobilità della cittadinanza nell’arco della giornata, in modo impeccabile, non è cattiva l’idea di continuare la prestazione, per gentile concessione, a chi vuole fare le ore piccole per scelta personale; in un contesto sociale diverso dal nostro, un servizio offerto deve avere un tornaconto economico e di migliore vivibilità e non è il caso di puntare su una utenza che fa uso ed abuso dell’auto per scopi ricreativi.

A differenza e a sostegno delle necessità dell’utenza di giorno, dietro il “non necessario” dell’utenza di notte non c’è e non c’è stata una pressante richiesta a furor di popolo; chi, come un vizioso, si mette in auto per comprare i carciofi al chilometro otto, il pesce fresco (forse) al chilometro nove ed il pane fresco al chilometro dieci, il tutto sul ciglio della strada, non andrà in cerca di avventure romantiche e da sballo con l’autobus di mezzanotte.

Volendo riderci sopra, potremmo paragonare le sparute coppie o singoli di entrambi i sessi, sul Bus da ballo, a Cenerentola, con un margine di tempo di tre ore in più, prima che la carrozza si trasformi in zucca trainata da topi; in situazioni più recenti e reali di una favola, neanche in una canzonetta è previsto che il Sabato sera si vada a ballare con l’autobus e, a conclusione frizzante della serata, un compiacente autista faccia finta che, in un luogo al buio ed appartato, finisca il carburante.

Da utente, per scelta e necessità, dei mezzi pubblici di trasporto, aggiungo una nota su un sospetto di chi ha avuto modo di verificare l’applicazione del servizio notturno verso e dalla Riviera Nord; sottolineo che è solo un sospetto, non accompagnato da prove schiaccianti, ma per più sere la corsa delle 21,30 di un autobus diretto verso la Riviera Sud è mancata, che sia questo il prezzo da pagare per consentire di andare a ballare sulla Riviera Nord? 

Ullo Paolo

 


 

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