(24/10/17) La Frutta Martorana

                    La...
Leggi tutto...

(24/10/17) La notte di Halloween

La notte del 31 ottobre si festeggia la notte di Hallowe...
Leggi tutto...

(24/10/17) Antiche tradizioni per la commemorazione dei defunti

La festa dei morti  è una ricorrenza della Chiesa catto...
Leggi tutto...

(24/10/17) C'era una volta...la Festa dei Morti

Nella nottata che passava tra il primo e il due di novemb...
Leggi tutto...
La Città degli Ex.
AddThis Social Bookmark Button

di Paolo Ullo.

Da semplice preposizione multiuso, particella grammaticale di svariati significati e applicazioni, nella nostra Città, l’Ex suona sempre più lugubre e sinistro, nel senso più assoluto e definitivo di “condizione precedente, cessata carica, dignità, attività e funzione”.

In poche circostanze, a precedenti utilizzazioni di aree, edifici e luoghi, è seguito un cambio di destinazione d’uso ed alla nuova dicitura è rimasta appiccicata l’antica, preceduta dall’ex, forse per nostalgia del passato o mancanza di volontà a voltare pagina; sorvolando sulla ambigua e contemporanea presenza di nomi vecchi e nuovi, viene comunque da esultare perché, almeno, qualcosa si è fatto…

E, come l’abito, il nome non fa il monaco, una Scuola Materna è derivata da un ex macello; un Liceo ha soppiantato un ex Ospizio. Che tristezza, quando gli ex non vengono sostituiti da qualcosa di diverso, di più moderno o, sulla scia dell’antico, oggetto di restauro e mantenimento della originaria destinazione!...

L’elenco è lungo ed ognuno faccia mente locale a quante trasformazioni, nel tempo, ha subito il territorio nella assegnazione dei toponimi; per alcuni luoghi, la preoccupazione maggiore e che restino dimenticati per sempre, come per un mancato avanzamento nella condizione sociale o una modifica dello stato civile, eterni scapoloni o zitellone ai quali nessuno farà mai la corte.

L’ultimo ingresso nella numerosa famiglia degli Ex, nonostante la pronta assegnazione di una nuova denominazione, sulla scia dell’antica, l’area che nella Storia recente ospitava la Fiera di Messina, ha già le sembianze di una “sedotta ed abbandonata”; non sarà sufficiente la lodevole animazione stagionale nel nuovo Quartiere Fieristico a ridare l’aspetto da gran dama ad una area che, in passato, ha raggiunto i fasti delle luci della ribalta.

Dal Teatro, agli scatoloni chiusi, c’è aria di smobilitazione permanente, dopo che la cittadinanza, da sempre, l’ha utilizzata solo per attività estive, come i Lidi di recente istituzione; finito l’Agosto Messinese, la chiusura dei cancelli, rimandava alla prossima Estate, evento ciclico per non stravolgere più di tanto la quiete di una Città sonnacchiosa.

Ha certamente meravigliato l’abbattimento, simbolico, delle barriere attraverso le quali siamo stati abituati a passare pagando il biglietto; sarà, speriamo, l’inizio di una cessata clausura e riconquistata libertà di movimento e fruizione, quotidiana, di uno spazio di tutto prestigio.

In un assolato mezzogiorno di fine Agosto, ho varcato il cancello, ultima frontiera fisica di un’epoca già archiviata, ed i miei passi erano accompagnati dallo sciabordio del Mare; non m’aspettavo certo, nell’ora più sbagliata, il vociare allegro che avrà preceduto la proiezione di un film per il Festival del Cinema, ma, mi ha assicurato il gestore del bar, che stava chiudendo per andare a riposare, la sera è tutta un’altra musica. Mi è venuto spontaneo augurargli buon riposo, lui che, nel suo piccolo, sta contribuendo, in modo pionieristico, a ridare anima ad un Ex ritrovo, a far sì che la Città di Messina risalga la china.

Ullo Paolo


 

AMAZON

copyright 2011 messinaierieoggi - Testi e fotografie di Pippo Lombardo
grafica sito web by mindtheSign

Utilizziamo i cookie per migliorare la navigazione sul nostro sito web. Continuando a navigare su questo sito web o cliccando su ACCETTO, acconsenti all'uso dei cookie. - Cookie Policy.

Accetto l'utilizzo dei cookies su questo sito.