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Equilibri vecchi e nuovi.
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di Paolo Ullo.

Con la serenità di giudizio su avvenimenti già accaduti da più tempo, le riflessioni che seguono sono state derivate dalla tragica alluvione del 1 Ottobre 2009; a quattro anni di quei drammatici avvenimenti, questo scritto si aggiunge ad altre considerazioni già espresse, come segno di memoria per chi ha pagato un prezzo smisurato.

 

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La mela in testa ad Isac Newton non cadde inutilmente; oltre ad un piccolo bernoccolo, nella mente del grande scienziato ispirò l’elaborazione delle sue teorie sulla Forza di Gravità. Senza dover andare a sfogliare Trattati di Fisica, anche la caduta di un oggetto dalle mani o la fatica a scalare una montagna sono la dimostrazione che perennemente, da che mondo è mondo, la nostra esistenza è in stretta relazione con quella forza invisibile che manda tutto giù, non solo la frutta matura.

 


La satzione ferroviaria di Giampilieri

E’ sufficiente una ordinaria pioggia “a ‘zzuppa viddanu”, forse un po’ più intensa e duratura nel tempo, a far applicare regole e rigide formule matematiche ai fianchi delle colline in forte o leggera pendenza. Equilibri vecchi di decenni o secoli possono essere spezzati da un elevato valore di imbibizione e conseguente appesantimento di fette di territorio in cerca di una migliore stabilità. In parole povere, è dalle frane e con le frane che, nel tempo, lunghissimo, immemorabile, si sono modellate tutte le vallate di origine alluvionale.


Questo processo di “scultura” non si è esaurito, né avrà mai fine, seguendo ritmi e tempi che sfuggono ad ogni calendario. Con l’arrivo della Primavera e le infuocate vampate dell’Estate, nuovi equilibri saranno ristabiliti, fino ai successivi Autunno ed Inverno, in un continuo altalenarsi di forze in gioco. Noi, gli inquilini sempre più esigenti, incuranti dei fenomeni evolutivi, di rifacimento delle sembianze di facciata dei luoghi, vorremmo non pagare mai lo scotto delle conseguenze fisiologiche di un’alluvione o di qualsiasi altro fenomeno della natura.

Come se non bastasse, abbiamo la presunzione di prendercela con il padrone di casa, questo nostro pianeta, che si è dato, fin dalla sua origine, direttive di comportamento applicate sempre, con gli uomini della preistoria e con noi, attuali e non ultimi suoi affittuari.A differenza di chi ha abitato i luoghi prima di noi con timore, riverenza e rispetto, noi, ultimi locatari, sostenuti da un pizzico, forse troppo, di onnipotenza, non solo non temiamo il bagliore di un fulmine, il frastuono di un tuono, l’urlo del mare, il ruggito di un torrente in piena, ma ne dimentichiamo presto l’energia manifestata ed applicata sul territorio. Noi, abitanti dalla corta memoria, cambiamo le carte in tavola, bariamo, fingendo di dimenticare fondamenti di Fisica ed elementari principi di buonsenso, alterando gli ultimi equilibri, anche se nuovi, già diventati vecchi, sfidando le leggi di gravità. Sulla traiettoria di possibili franamenti, corsi d’acqua impazziti o di onde di energia spaventosa, ci abbiamo costruito di tutto; sui fianchi di colline di fragile compattezza, appesantendoli, oltre ogni limite, di cemento, sono spuntate come funghi casette in campagna belle e graziose del tipo “la casetta in Canadà”, baita alpina, dacia nella campagna russa o ranch americano.

Dovendo uscire dallo stato di nomadismo e da una precaria ed indecorosa residenza, i nostri antenati hanno messo su casa, timorosi di rispettare confini invalicabili, con un più forte senso di convivenza con la forza degli elementi, con maggiori e prudenti margini di sicurezza da energie incontrollabili. Sul nostro territorio e circondario mai nessuna alluvione aveva chiesto in sacrificio tanti, troppi, morti, sicuramente conseguenza di un equilibrio al quale non abbiamo dedicato la necessaria cura. Se a Isac Newton è bastata una mela per capire meglio un fenomeno da sempre sotto gli occhi di tutti, c’è da sperare che i prossimi, a venire, disagi ambientali, facciano rinsavire tutti noi, inquilini impazziti, per un miglior rapporto con il padrone di casa. 
Ullo Paolo

Dedicato a quelli di Giampilieri di Paolo Ullo.

Le fotografie della tragedia per non dimenticare il 1 ottobre 2009.


 

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