(24/10/17) La Frutta Martorana

                    La...
Leggi tutto...

(24/10/17) La notte di Halloween

La notte del 31 ottobre si festeggia la notte di Hallowe...
Leggi tutto...

(24/10/17) Antiche tradizioni per la commemorazione dei defunti

La festa dei morti  è una ricorrenza della Chiesa catto...
Leggi tutto...

(24/10/17) C'era una volta...la Festa dei Morti

Nella nottata che passava tra il primo e il due di novemb...
Leggi tutto...
Messina o Roccacannuccia?
AddThis Social Bookmark Button


di Paolo Ullo.

I 31 abitanti di Roccacannuccia, piccolo abitato in Provincia di Lecce, non ce ne vogliano se anche noi, qui a Messina, ci serviamo del toponimo della loro località per mettere in risalto i disagi della nostra Città. Sia per la sua singolare fonetica, usata sotto forma di scherno, o come modo di dire, per indicare un luogo sconosciuto o inesistente, Roccacannuccia, anche in passato è servito da termine di confronto con Città o Comuni più blasonati, che vengono meno alle reali potenzialità e alle aspettative di chi ci abita.

Pur essendo intenzionati a non evidenziare alcuni aspetti, usi e costumi che sono sotto gli occhi di tutti, altri prima di noi hanno avuto da lamentarsi sull’uso improprio dei luoghi e, soprattutto, dell’immagine della Città offerta a chi è stato di passaggio o a chi ha avuto l’occasione di visitare Messina. Qui di seguito un “Manifesto Circolare” fatto affiggere sui muri della Città dal Sindaco, nell’imminenza del raduno, nella Primavera del 1902, dei Sindaci di tutta Italia, ed apparsa sulla “Gazzetta di Messina e delle Calabrie” del 12 Febbraio 1902”:


Messina - Strada Panoramica dello Stretto

Per la nettezza pubblica

Il Sindaco ha diramato il seguente manifesto circolare:

 “La pubblica nettezza, ch’è ritenuta a buon diritto l’indice principale del grado d’incivilimento di un paese, lascia purtroppo a desiderare nella nostra Messina che pur ha diritto di competere colle Città più civili del continente. L’Amministrazione Municipale ha rivolto ad essa tutta la sua attenzione, provvedendo con acconce misure ad eliminare gl’inconvenienti e migliorare il servizio, ma i suoi sforzi tornerebbero vani, se non venisse secondata dai cittadini nel raggiungimento del suo scopo. V’hanno ben vero delle sanzioni nel regolamento locale di Polizia Urbana che puniscono le contravvenzioni alla nettezza pubblica, ma se questa deve essere il risultato del rigore della legge, non si potrà mai imputare il sentimento di civiltà degli abitanti, sebbene al timore della pena cui si potrà incorrere. L’Amministrazione Municipale non è questo che si prefigge. Dessa intende invece che sia vivo nella coscienza dei cittadini il decoro di Messina, cui altamente giova la nettezza pubblica. Sono da smettere affatto viete usanze non comportabili nei costumi cittadini e col progresso dei tempi, delle quali torna meglio non tener parola per non ricordare che il buttar l’acqua sulle pubbliche vie o i detriti di ogni sorta, viene anche deplorato nei paesi più selvaggi del continente meno civile. Sia vigile ciascun cittadino della nettezza pubblica e rimproveri a chi mal sente questo dovere, la mancanza di affetto verso la propria città della quale si deturpa il decoro, con scandalo gravissimo del forestiero. E poiché la nettezza cittadina concorre grandemente alla salubrità del paese, gli rimproveri anche il pregiudizio gravissimo che vien recato alla sanità pubblica. L’Amministrazione Municipale, che ben conosce il sentimento cittadino, ha motivo per essere certo che non invano rivolge il presente appello ai suoi amministrati. Comunico intanto quanto sopra alla S. V. perché voglia cooperarsi sul proposito insieme con Autorità Comunale, nel migliore interesse della Città.

Il Sindaco
A. MARTINO

 
Messina - Chiesa dei Catalani

Ad oltre un secolo di distanza, altri sconci sono assimilabili ad un quadro poco edificante di una Città che non c’è più; tre anni dopo il “Manifesto Circolare” del 1902, per un migliore decoro ed una collaborazione fra cittadini ed istituzioni, la “Gazzetta di Messina e delle Calabrie” del 25 Agosto 1905”, metteva in risalto che, “Nonostante le ordinanze che vietavano il percorso, nelle vie principali il transito degli asini trasportanti immondizie; contro i venditori ambulanti di pesci, di frutta e di verdure; contro i fruttaroli, tenenti esposti le loro merci all’aperto, ingombranti il suolo pubblico; e contro l’abitudine delle donne delle botteghe, gittanti acque luride nelle pubbliche vie; e in tutti i giorni, in tutte le ore, si vedono per i corsi principali transitare indisturbati gli asini e i carretti, carichi d’immondizie, i pescivendoli a smerciare le loro merci, innaffiando le strade di acqua putrida, i fruttivendoli a far baccano e smerciare i loro meloni rossi, senza che gli agenti municipali si dessero conto di nulla, quasi che Messina fosse peggio di Roccacannuccia.”

Ho preso in prestito il titolo di questo scritto da un’epoca lontana, trovando di attualità la tiratina di orecchie che la Stampa cittadina rivolgeva ad Amministratori ed Amministrati nel 1905; occhi ed orecchie attente dei Cittadini di oggi potranno percepire scene e suoni, frammisti al traffico automobilistico, che squalificano la vivibilità della nostra Città. A ciascuno il suo degrado, secondo la propria sensibilità o predisposizione all’osservazione; ad elencarli tutti, come per un concentrato di fatti negativi, si potrebbe avvalorare il gusto perverso degli amanti delle statistiche, o classifiche di dubbia formazione, che piazzano Messina nei gironi di infima qualità.

Ciò non toglie che quello che, quotidianamente e nei luoghi più frequentati, ci tocca registrare, è un dato di fatto e non può e non deve lasciare indifferenti, soprattutto noi, gli stanziali, i residenti, se ci teniamo a non essere paragonati ad una frazione isolata con una sua Storia, certamente diversamente articolata da quella della Città di Messina. I motivi per paragonarci ad un’orchestra stonata e mal disposta, orchestrali e direttori, sono tanti e per non dare adito a denigratori per passione e cattiveria, nonostante tutto, siamo una grande, unica Città e non un agglomerato isolato di cui burlarsi immeritatamente, come non lo merita Roccacannuccia.

La dignità di un luogo e dei suoi abitanti non si misura con un gioco di parole; non ce ne vogliano i cittadini di Roccacannuccia se ci sta stretto quel “quasi che Messina fosse peggio di Roccacannuccia.”, detto e scritto oltre 100 anni fa e del quale, per farci perdonare, non saremo noi ad invertire i termini di paragone. Al peggio non c’è mai fine eppure, dai più devastanti della sua Storia, la nostra Città, Araba Fenice, è sempre risorta. I futuri uccellacci del malaugurio, compilatori di false graduatorie, se vedranno storto e distorto, tengano in considerazione i trucchi della Fata Morgana prima di esprime giudizi sommari sulla Città; come noi non definiamo nessuno peggio di altri, nessuno si permetta, neanche in tono canzonatorio, di definire un luogo “peggio di Messina”.

Ullo Paolo


 

AMAZON

copyright 2011 messinaierieoggi - Testi e fotografie di Pippo Lombardo
grafica sito web by mindtheSign

Utilizziamo i cookie per migliorare la navigazione sul nostro sito web. Continuando a navigare su questo sito web o cliccando su ACCETTO, acconsenti all'uso dei cookie. - Cookie Policy.

Accetto l'utilizzo dei cookies su questo sito.