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Il treno a Ponte Santo Stefano 33 anni dopo.
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di Paolo Ullo.

Nel Giugno 2009, e per pochi mesi, fino ai tragici sviluppi dell’alluvione del 1° Ottobre, sullo scenario della mobilità cittadina, è apparsa, benvenuta, la Metroferrovia; imperfetta, ma perfettibile, come una meteora evanescente, quattro anni dopo è andata ad ingolfare il lungo elenco delle incompiute o dei servizi abbandonati in corso d’opera. Prima di mettere in evidenza la mancata opportunità di rendere più fluida la circolazione sul territorio, propongo alla lettura le note di soddisfazione con le quali avevo accolto l’attivazione del servizio:

E’ proprio vero che certi avvenimenti servono ad avvalorare i corsi ed i ricorsi della Storia. Niente di nuovo in questo mondo; tutto si ripete in una replica senza fine. Niente guerre, per carità!.. Ma se il bis viene concesso per la riedizione di un servizio pubblico di trasporto viene da esultare senza esitazione.

Lunedì 15 Giugno 2009, 33 anni dopo la cancellazione della fermata dei treni a Ponte Santo Stefano, con la messa in funzione della “Metroferrovia”, in perfetto orario alle ore 8,33, alla “Marina” si è fermato il primo “Minuetto” proveniente da Messina e diretto a Giampilieri; di ritorno, diretto in città, la prima partenza alle ore 9,20. Nel timore che al primo viaggio non ci sarebbero stati viaggiatori in arrivo ed in partenza, io e mio figlio Rosario non abbiamo mancato l’appuntamento e siamo stati i primi e gli unici ad arrivare a e partire da Ponte Santo Stefano.

Al macchinista ed al capotreno ho sottolineato la “storicità” del loro servizio con una augurale stretta di mano. Alle ore 12,35 mi servo della “Metroferrovia” per andare a lavorare e, nell’attesa che passi il treno, ripercorro col pensiero fatti avvenuti in quella fermata, nell’arco di tempo coperto dalla mia memoria, e di altri che mi sono stati raccontati. Subito dopo il Terremoto del 1908, su quel Ponte sono transitati i convogli del triste esodo diretti a Catania. Durante le due Guerre Mondiali si sperava di vedere tornare vivi i parenti impegnati sui fronti bellici.

Il Regime Fascista costrinse in una lunga e inutile attesa migliaia di nostri paesani per acclamare al passaggio mai avvenuto di Mussolini. Nel dopoguerra, fra il 1946 e il 1950, prima dell’attivazione del servizio degli autobus, c’è ancora chi ricorda la lunga processione di persone che, a piedi, scendevano a Ponte Santo Stefano e si recavano in treno in città per i lavori di ricostruzione. Da una conta approssimativa più o meno 500 lavoratori, “quelli di Santo Stefano”, affollavano il marciapiede della Stazione in attesa del primo treno del mattino.

In tempi più recenti, la Stazione è stata testimone, muta e silenziosa, di un tragico incidente o dramma di vita, non si è mai saputo. Si racconta anche dell’ossessiva cantilena, quasi a “tribolo”, di una anziana donna balbuziente che annunciava ai passanti, esternando chissà quale incompletezza di effetti ed affetti: “…’Sta maìna, a nostra maìna, passau ‘na traotta…”, che stava per “Questa mattina, alla nostra Marina è passata una Tradotta Militare”… Il mio ricordo più vivo va sul frivolo e sull’irrilevante con l’arrabbiatura che presi dopo aver dimenticato sul treno un ombrello, di ritorno da scuola.

Al di là dei giudizi sulla perfettibilità di questa strana “Metroferrovia”, a ciascuno il suo treno, con l’uso che meglio calzerà per le proprie esigenze. Sull’esempio di altre aree urbane o metropolitane, stamattina sul primo treno per e da Ponte Santo Stefano mi sono sentito un po’ più europeo di prima, fruitore di un servizio che, se meglio espletato, ci eleverà di rango sul fronte dei servizi sociali. Il treno a Ponte Santo Stefano non è un ritorno al passato, ma una proiezione verso il futuro. La necessità della mobilità per i più svariati bisogni, con la “Metroferrovia” ha una nuova soluzione alla quale, chi vuole e può, ci si deve abituare.

Dopo l’alluvione, anzichè alleviare i disagi di una zona disastrata, il servizio della Metroferrovia è ripreso timidamente con solo due corse giornaliere; è da parecchio tempo che, quasi tutti i giorni, le corse previste sono soppresse ed il servizio viene affidato a treni provenienti e diretti a Catania. Tutti in ritardo a scuola o al lavoro o di ritorno a casa; sui treni che sostituiscono il servizio mancante della Metroferrovia non si respira certamente aria Europea.

 

Ullo Paolo


 

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