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Marmi Alati della Memoria
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 di Giuseppe Finocchio.

 

 

 

 

  • "Ella si va, sentendosi laudare,
  • benignamente d’umiltà vestuta;
  • e par che sia una cosa venuta
  • da cielo in terra a miracol mostrare.”

  • Dante Alighieri, Vita Nova

 

Il cimitero Monumentale si presta, per la sua ricchezza di messaggi e contenuti insiti e pregnanti, ad una serie di letture che posso seguire le più svariate angolazioni.

In questo senso l’angelo può essere un significativo filo d’Arianna che ci permette di districarci nella complessa simbologia che questo luogo mostra ed esprime.

Gli angeli annunciano ai pastori la nascita del Cristo

Particolare del presepe del maestro Trifirò in mostra al Palazzo arcivescovile

ma è sempre un angelo a consolarlo nel momento più difficile della Passion;

Antonello da Messina, Pietà del Prado (particolare)

e la morte e la vita sono così legati a doppio filo ed uno diviene specchio dell’altro.

Questo è uno dei motivi che ha spinto l’organizzazione del Comune di Messina ad inserire nel 2010, all’interno dell’operazione culturale natalizia Messina il Natale degli Angeli 2010 (Fig.3)

Logo della Manifestazione del comune di Messina         

anche il Cimitero Monumentale; in questa occasione io stesso, a titolo gratuito, ho ideato e portato avanti il progetto “Marmi alati, il Giardino scultoreo della Memoria: percorsi di riscoperta del Cimitero Monumentale di Messina.

I geni custodi delle tombe sono infatti molto presenti nell’articolazione delle tombe e nella decorazione architettonica del grande complesso, esempio di creazione mirabile per ellenica magnificenza, di Leone Savoja ufficialmente inaugurato, anche se incompleto, il 22 Marzo 1872 in occasione dell’arrivo della salma di Giuseppe La Farina da Torino.

Monumento a Giuseppe La Farina 

Sulla sommità dei cancelli dell’Eden due monumentali angeli oranti posti su are di gusto classico fungono da sentinelle, custodi della tranquillità e dell’incolumità delle tombe, l’angelo personifica l’aspetto incorporeo dell’anima elevata a Dio, la fedeltà e l’amore tra i congiunti, accompagna l’anima nella sua purificazione ed orna idealmente il capo di chi giace con una corona di fiori, spesso svela  il clipeo con l’effigie del defunto, o palesa con la sua malinconia il commiato dei congiunti.

Figure femminili senza ali, in chiave allegorica, personificano e simboleggiano sentimenti ed aspetti del trapasso; così come la clessidra alata, presente in molte tombe richiama il Tempus fugit.

Nel Monumento a Placido Patti, la figlietta Anita ed il cognato carissimo Angelo Raffa lo scultore  Gregorio Zappalà introduce un elemento classico come la clessidra alata ma con una variante; in questo monumento infatti la clessidra è affiancata rispettivamente da un’ala d’angelo ed da un’ala di pipistrello rimando, con ogni probabilità, ad elementi oppositivi come il bene ed il male, la notte ed il giorno, la luce e le tenebre.

Davanti al Monumento Patti Raffa

Un momento di cesura importante per la città che si legge chiaramente tra le pieghe dei monumenti funerari è il ricordo dello immane disastro del 1908. In questo contesto doppiamente luttuoso l’angelo diviene spesso emblema della memoria personale e collettiva come esemplificato nel monumento a Stellario Ciances 

Monumento a Stellario Ciances  

nel quale uno splendido angelo sospeso su una nuvola e dalle morbidissime ali, sopra eloquenti frammenti architettonici spezzati visione sintetica della città storica sepolta,  indica con un gesto delicato il clipeo con l’immagine del defunto.

Il Cimitero è un organismo architettonico vivo e complesso, specchio del sentire e del rappresentare la morte, eternata dalla potenza formale, secondo le vicende della città nel  gusto estetico e nel  tempo, ma anche èmblema delle complesse e martoriate vicende architettoniche di rinascita della stessa.

I monumenti funerari che lo compongono oltre ad offrire uno squarcio dell’attività scultorea a Messina tra Ottocento e Novecento ci permette di calarci negli aspetti di vita essenziali, eternati dagli epitaffi, delle persone nei fermenti culturali e commerciali della città che hanno vissuto.

Ricercare il motivo iconografico dell’angelo all’interno del Cimitero Monumentale da un lato ci permette di far luce sugli aspetti rappresentativi più importanti di questo antico motivo simbolico dall’altro diviene spunto per un momento importante di riscoperta della parte monumentale della città.

Avere avuto nuovamente la possibilità, in occasione della ricorrenza dell’01 e 02 Novembre ed il 28 Dicembre per i 105 anni dal terremoto del 28 dicembre 1908,  di porre l’attenzione su alcuni aspetti di questo patrimonio architettonico della memoria, contenuto da questo splendido monumento civico ed europeo,  ha ribadito il valore che una lettura più attenta e diversificata può svolgere per la comprensione, salvaguardia e valorizzazione della memoria stessa; memoria fragile e rigorosamente irripetibile

 

Giuseppe Finocchio


 

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