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La navetta dei fantasmi.
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di Paolo Ullo.

Drammatiche circostanze hanno ispirato la cinematografia per “La nave dei fantasmi”; per due volte, nel 1962 e nel 2002, sono stati realizzati due film.

Nella nostra Città, “La navetta dei fantasmi” suona come una pantomima o un teatro dell’assurdo, con pochissimi attori protagonisti e qualche cittadino, distratto, occasionale, spettatore, mentre aspetta l’autobus per andare a casa, al Terminal di Piazza Cavallotti.

Nel Dicembre scorso, senza peli sulla lingua, l’avevo classificata, con uno scritto, “La navetta dei miracoli”; concepita malamente, più che un aborto di servizio pubblico, la “navetta” continua a fare la spola da Cavallotti a Piazza Cairoli e ritorno, in un percorso demenziale, come se ne vedeva nel cortile di un ospedale psichiatrico.

Avanti e indietro, con un carico di fantasmi, ai quali è stata riservata una sala d’attesa, come la “Sala Blu” o la “Sala Vip”, che altri fornitori di servizi di trasporti dedicano alla loro clientela, un Bus Atm non serve a niente e a nessuno, frutto marcio, dedicato ad una cittadinanza sorda a qualsiasi rivoluzione di costumi.

Imperterrito, un pulmino, di quelli predisposti per il trasporto di non deambulanti con sedia a rotelle, mantiene un ossequio ai potenziali automobilisti, diretti nel cuore della Città, che si servono del parcheggio Cavallotti, ormai fuori tempo massimo e lontano dagli obiettivi per i quali è stato messo in atto.

Non mettendo in discussione la bontà degli ideatori e gestori del servizio, viene il dubbio che un provvedimento “natalizio” sia stato dimenticato o volutamente mantenuto per diventare “pasquale” o permanente, per soddisfare una clientela raffinata, implorante ed esigente.

Sicuramente fa comodo ad autisti impegnati in un facile percorso, il tempo di partire che si è già di ritorno, in perfetta solitudine, senza fermate intermedie; fin che dura, dura, visto che viene comandato dall’Azienda o da chi per essa.

Gesti di stizza ed imprecazioni a denti stretti, impronunciabili, accompagnano la mancanza dell’autobus per cittadini normali, mentre viene assicurata a cittadini fantasmi, la corsa veloce ( veloce?! ) e gratuita per Piazza Cairoli.

In questa società scialacquona, l’irrisorio consumo di carburante in un tragitto da “giro del palazzo”, mi scandalizza enormemente perché la mia Città non ne trae nessun beneficio; ai cultori dello spreco, quelli che dicono “tanto non pago io”, come per una lampadina lasciata inutilmente accesa, non farà nessun effetto, ma chiedo ai gestori della “cosa pubblica” di ricordarsi di “spegnere” quella “navetta dei fantasmi” e di utilizzarne le energie impiegate per scopi migliori.

 

Ullo Paolo

 


 

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