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Guerre vere e guerre finte
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di Paolo Ullo.

Cinque anni fa, nel Marzo 2009, come Domenica 13 Aprile 2014, in Via Taormina, la Valle Santo Stefano ha vissuto uno scenario di guerra per il disinnesco ed asporto di una bomba testarda; con le opportune varianti dei luoghi, i mie interrogativi e le mie valutazioni di allora valgono anche per l’operazione che ha interessato la zona Sud della Città. Per tutte le persone impegnate nell’operazione di bonifica, molto di più per gli artificieri che sono stati in trincea, in prima linea, nel luogo del pericolo, vada il riconoscimento di tutta la cittadinanza.

“C’è voluto il ritrovamento di un residuato bellico ed una mobilitazione generale di tutte le forze civili, militari e di varia competenza, per la sua rimozione in sicurezza, affinché la nostra vallata vivesse un altro momento di attenzione. Io che ho paura anche dei botti di Capodanno, mi sono sentito protetto da colline e montagne, passeggiando sulla Fiumara del Soprano, lontano dal teatro dell’operazione di brillamento nella Fiumara del Menzano. Nessun eco di esplosione di ordigni di guerra mi è giunto all’orecchio per sancire la positiva riuscita dell’operazione di bonifica del territorio.

L’acqua del fiume, che tornava al mare, avrà impedito che ascoltassi un rumore mai sentito; che ne so io dei botti di guerra?!… Sono un figlio del dopoguerra, come tanti altri, testimoni viventi della voglia di rivalsa della vita sulla morte, e rivolgo un pensiero di ammirazione verso gli artificieri che rischiano ancora di morire per queste mostruose testimonianze di follia. Che si sbrighino presto e la pace ritornerà nella valle!…Tiro un sospiro di sollievo assistendo ad una variopinta sfilata di auto di servizio dirette, percorrendo la “strada di Mangani”, verso un punto panoramico dal quale assistere all’atto finale di quella guerra finta, originatasi da una guerra vera. Con un simile spiegamento di mezzi e di forze, uomini e donne, c’è veramente da stare tranquilli; presto la quiete ritornerà, anche se non c’è stata tempesta, bonaccia inamovibile sulla Valle Santo Stefano.

Dopo il passaggio della coda del corteo, almeno dieci equipaggi tutti in divisa del corpo di appartenenza, mi sorgono degli interrogativi. Che ci vanno a fare tutte quelle autorità preposte verso “Mangani”?…Ho pensato ad un raduno pacifico, sui monti, dei vari, sicuramente troppi, corpi di polizia operanti sul territorio; a quelli vecchi, istituzionali, se ne sono aggiunti altri… Sarà che sono necessari, ed io, che non me ne intendo di guerra, vera o finta che sia, non posso valutare l’importanza di quella massiccia presenza nel pieno esercizio delle loro funzioni. Raggiungo il massimo del disorientamento quando incontro una unità di intervento per lo spegnimento degli incendi in territorio montano. Sarò spratico, anzi ignorante, di strategia militare e civile applicata al territorio ma non ho mai visto bruciare le “mie” montagne d’Inverno…Boh?…

E chi ci capisce niente?!… Comunque sono sicuro che tutto andrà bene, nulla togliendo ai rischi connessi al disinnesco di una bomba testarda, che si è rifiutata di esplodere quando doveva. Se non altro la nostra Vallata è servita come banco di prova di una efficienza organizzativa, pronta ad essere applicata e verificata meglio in situazioni più tragiche e drammatiche, se e quando capiteranno. Forse è meglio che la smetta di scervellarmi, altri enigmi mi sorgono spontanei ai quali io non potrò dare risposta… Passeggiando sul fiume mi chiedevo come si saranno mossi tutti quei custodi della sicurezza di cose e persone nel groviglio di insicurezze ed inagibilità presente sul territorio che ci tocca usare maggiormente…Boh?…

Aspettando il prossimo “occhio di riguardo” alla Valle Santo Stefano…e che non sia un’altra bomba, per carità!…, salvo eventi di imprevista eccezionalità, probabilmente le prossime, ordinarie, ennesime, quasi noiose, elezioni popolari, mi verrebbe da chiedere, ma non lo faccio e mi fermo qui…Un’ultima considerazione, quasi un postulato: le guerre, quelle false, come le false verità, non esistono. Chi come me non ha visto o sentito nessun botto non si è perso niente e può dormire sonni tranquilli.”

 


 

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