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L'Agosto Messinese
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C'era una volta... l'Agosto Messinese 31 giorni di allegria e spensieratezza.

Una imponente macchina da spettacolo voluta da un  tipografo messinese l'assessore Cav. Lucio Speranza, attorniato da massimi e autorevoli operatori dello spettacolo. Il primo settembre si ricominciava a lavorare per l'anno successivo per programmare e impegnare gli artisti.

 


Il comitato dei festeggiamenti del 1896

Ogni manifestazione di carattere collettivo, che non si esaurisca nell'atto stesso in cui  si  effettua,  ha  bisogno perché  possa consolidarsi nel tempo, di particolari condizioni di natura, talvolta storica, ambientale o dell'una e dell'altra insieme. L'Agosto Messinese,nelle sue origini apparteneva alle tradizioni di avvenimenti remoti, sacri o profani; così si affermano e si perpetuano feste e ricorrenze, intimamente connesse a spontanee e ricorrenti manifestazioni della natura.

La Città del Peloro, dolcemente adagiata su una delle spiagge più ridenti del mondo, protetta dalle lussureggianti colline che vanno verso i Monti Peloritani, accarezzata dal soffio costante e profumato dello Stretto, ha il privilegio, difficilmente riscontrabile altrove, di godere, particolarmente nel mese di agosto, di un clima quanto mai temperato. Messina è la città della delizia estiva per i suoi freschi venti di gregale. Qui un incantevole mondo di sogno prende sostanza e si materializza in un susseguirsi di panorami sempre belli e originali. E'un dono, che la natura ha voluto elargire, ma che i messinesi hanno saputo valorizzare, facendo cadere proprio in quel periodo dell'anno la loro festa principale.

L'origine di questi festeggiamenti? Greca, mamertina, calcidese? Ci porterebbe troppo lontano. Sta di fatto che, in tempi meno remoti, con l'affermazione del Cristianesimo, i festeggiamenti subirono una decisiva evoluzione, assumendo, in preponderanza, un carattere religioso. Sembra comunque certo che, sotto il pontificato di Sergio I (687-701) vennero disposte, nei giorni 13, 14 e 15 agosto, solenni annuali manifestazioni, in onore dell'Assunta. Da ciò,l'antica denominazione dei tre giorni del festino.

L'Agosto Messinese abbracciava un ciclo ininterrotto di festeggiamenti, della durata di 31 giorni, i quali, pur conservando un preminente carattere religioso, folcloristico e popolare, audacemente si proiettava anche nel campo dell'arte, della cultura e dello sport.

Messina in agosto si trasformava, assumendo un aspetto fiabesco e fantasmagorico, sembrava mutare volto e dimenticare sé stessa.

Il rinnovarsi di antiche usanze, l'osservanza delle più care tradizioni, cui il decorso del tempo ha imposto inevitabili varianti evolutive, la diligente ricostruzione di fatti ed avvenimenti che affondavano le loro più profonde radici nelle dominazioni che nei secoli si susseguirono, sembravano contrastare, a prima vista, con l'aspetto e lo spirito della Città, dalle case modernissime, dalle strade spaziose e luccicanti di asfalto.
Armonia di contrasti, che assumeva aspetti indefiniti, figure soffuse di una magica luce di acquario!


I Giganti Mata e Grifone in una stampa d'epoca

I giganti "Mata e Grifone" simboleggiano,  nella  credenza  popolare,i mitici fondatori dell'antica  città di Zancle, oggi  Messina.  Mata rappresenta la razza autoctona e,nella sua regale ed aggressiva bellezza, l'espressione più viva dei caratteri fisici e psichici del popolo peloritano. Grifone raffigura l'elemento straniero, con cui armonicamente si fuse, in tempi remoti, il nucleo originario indigeno. La testa del gigante è opera di Andrea Calamech. I colossi,alti, dal suolo, metri 9, nei giorni   13 e  14 agosto vengono trainati   per  le  principali  vie  cittadine,   con   grande   concorso   di pubblico e di forestieri, per i quali costituiscono   motivo   di   curiosità. Enormi nella loro mole di cartapesta e nel significato trascendentale che assumono per il popolo, sembrano, contro le facciate degli edifici,fantasmi di un tempo, ritornati nella realtà di tutti i giorni, per trasfigurare il volto del tempo stesso, per riportare nel presente un passato di centinaia e centinaia di anni. Tutto questo in una armonia di colori tra cui si faceva spazio "U Cammiddu" (il Cammello) condotto scherzosamente tra la gente, i bambini e affacciandosi dentro i bar e le botteghe.


Una cartolina d'epoca con la Vara e le migliaia di fedeli fino a piazza Castronovo

Il 15 agosto si svolgeva la processione della Vara con centinaia di migliaia di fedeli giunti da molti centri della Sicilia, della vicina Calabria e di ogni altra regione della penisola. Tutta questa gente si riversava a Messina fino a tarda notte dopo lo sparo a mare dei fuochi pirotecnici. Era il periodo che gli emigranti ritornavano in città o in paese per godersi la festa.  Migliaia di tiratori, rigorosamente a piedi nudi, si contendevano il posto per il traino della Vara sulle due corde lunghe 100 metri che facevano e fanno ancora per voto o ex voto alla Madonna Assunta . Al grido di Viva Maria i due capi-corda davano lo strappo iniziale partendo da piazza Castronovo e per arrivare a sera inoltrata in piazza del Duomo. Qui dopo l'omelia e la benedizione  dell'Arcivescovo avveniva la spartizione dei fiori e delle corde tra i tiratori.


Illuminazione straordinaria durante l'Agosto Messinese

Ogni anno quando la Vara arrivava in piazza Municipio la rinomata "Ditta Rappazzo" dalla via Cardines lanciava dei palloni aerostatici tutti colorati e nelle forme e misure più strane. Era un momento particolare che adulti e bambini aspettavano con ansia. Ad ogni lancio di pallone si alzava un grido gioioso  che accompagnava il volo dei palloni e che durava fino al passaggio della Vara.

In agosto Messina non aveva giorno né notte, viveva una vita intensa continua e rumorosa, nell'ininterrotto alternarsi dei festeggiamenti. La città si trasformava assumendo un aspetto fiabesco e fantasmagorico, sembrava mutare il volto e dimenticare se stessa.


La gara delle barche nel Porto di Messina

La Città non sostava un attimo, nel turbinio della sua vita, satura di aria e di sole, di mille suggestive luci notturne.


Il Teatro dei Dodicimila in piazza Municipio

Piazza Municipio, ogni sera, con il suo Teatro dei dodicimila, diventava una visione di sogno. Concerti bandistici, opere liriche, raduno internazionale delle bande musicali militari, raduno di zampogne, rappresentazioni teatrali, concerti per fisarmoniche, opere, operette, teatro dei pupi, rassegna per i dilettanti, compagnie di riviste, raduno internazionale del costume con la partecipazione di complessi italiani ed esteri, teatro dei piccoli, festival della canzone (il Festival di Sanremo non era ancora nato). Questo il programma che vertiginosamente si svolgeva su quel palcoscenico e che veniva offerto non soltanto a coloro che riuscivano a trovar posto nel capace recinto del teatro, ma anche ad altre migliaia di persone, che venivano sistemate, attraverso opportuni accorgimenti, sulle tribune con una perfetta visibilità ed un facile ascolto.


La scena di un'operetta

I messinesi amano la musica, la lirica l'arte del  bel  canto.  Ne custodiscono il culto, la passione, l'entusiasmo perchè così era nel passato, prima che il terremoto del 1908 segnasse la fine di tante virtù dei messinesi. Allora il severo, giusto inequivocabile giudizio ed il verdetto  dei Messinesi, intenditori d'arte lirica, era il migliore, il più ambito banco di prova per gli artisti. Se Messina applaudiva il successo era assicurato.


Veduta panoramica del Teatro dei Dodicimila

II pubblico che affollava il magnifico teatro Vittorio Emanuele e quello della Munizione decretò, quasi sempre, il trionfo, il più grande successo di quegli artisti che poi affrontarono con sicurezza il pubblico della Scala di Milano e del San Carlo di Napoli. Questo ho voluto ricordare per dare atto alla Giunta Esecutiva dell'Agosto Messinese che bene ha fatto ad inserire nel programma delle manifestazioni la Stagione Lirica e Operettistica.


Il soprano Anita Cerquetti interprete di Aida

La mancanza di un grande teatro cittadino per la rappresentazione di spettacoli lirici, di spettacoli d'arte in genere, di grandi concerti è stata fortemente sentita in tutti gli strati della popolazione perché a tutti è comune l'amore e la passione per il bel canto e la musica. Tenendo conto di ciò la Giunta Esecutiva dell'Agosto ha voluto, decisamente andare incontro a questo generale desiderio per cui ogni anno assistere ad un ciclo di importantissimi spettacoli lirici e di arte varia a prezzi assai modesti, quasi popolari proprio perché si voleva raggiungere l'intento di fare godere il popolo, di concedergli la possibilità di un sano godimento dello spirito con quelle manifestazioni artistiche di maggiore gradimento. Per questo non si è badato mai a spese; per questo ogni anno venivano reclutati i migliori artisti.


Il tenore messinese Franco Corelli nell'Aida

Anche per questo è stato progettato ed attuato un nuovo sistema del Teatro dei Dodicimila nella meravigliosa piazza Municipio trasformata in una grande arena dove era possibile ad ognuno di avere il suo posto ed assistere comodamente agli interessanti spettacoli. Come la lirica anche la prosa e l'operetta aveva in cartello i suoi grandi spettacoli.

Altro Cinema-Teatro funzionava nell'atrio interno del Palazzo Municipale, a prezzi popolarissimi, in modo che tutte le classi sociali potevano godere di tali festeggiamenti senza o con pochissima spesa.


Grande rilievo avevano, dopo le manifestazioni religiose, quelle sportive: dal ciclismo alle gare veliche, dal canottaggio alla motonautica, dal pugilato al tennis, dal pattinaggio a rotelle alle corse di auto e motociclistiche cittadine.


Partenza della prima "10 Ore Notturna". Le vetture disposte a spina di pesce 
e i piloti schierati dall'altra parte, scattano verso le auto al segnale di via

Fra esse assumevano carattere di particolare risonanza ed importanza internazionale la "10 ore Notturna Automobilistica"che si svolgeva all'interno di uno stupendo circuito cittadino ed il torneo internazionale di pallacanestro "Cesare Lo Forte".


Processione a Mare. In primo piano Mons. Paino Arcivescovo di Messina

Ed ancora la processione a mare del Vascelluzzo, le gare di barche, la simulazione all'interno del Lago Grande di Ganzirri della pesca del Pesce Spada con i caratteristici "luntri e feluche".


Il Vascelluzzo a mare in una rara fotografia

Dall'1 al 17 agosto la Fiera Campionaria Internazionale con il suo sfavillio di luci, parco divertimenti, punti di ristorazione con i primeggianti pidoni,arancini e focaccia, riempiva le serate dei messinesi che godevano dello spettacolare panorama dello Stretto con la sua Madonnina. Oggi la Fiera Campionaria non si effettua più, i viali della Fiera sono stati aperti alla cittadinanza ma il degrado è totale, non è più il "Giardino a Mare" di un tempo. Il quotidiano locale Gazzetta del Sud lo ha giustamente definito un "ghetto da risanare".


L'ingresso dell Fiera Campionaria Internazionale

Quasi tutte le sere, inoltre, venivano eseguiti concerti sinfonici e bandistici da parte dei più rinomati complessi italiani. Non si può  trascurare la parte culturale, con concorsi letterari, di pittura, giornalistici e convegni vari.


Le mascotte dei Canterini Peloritani dell'ENAL di Messina che organizzava il Raduno

Il Raduno Internazionale del Costume, organizzato dall'ENAL, era fra le più importanti manifestazioni dell'Agosto messinese, per lo sfarzo e l'originalità dei gruppi partecipanti, di anno in anno sempre più numerosi e importati. Moltissime regioni italiane e numerose nazioni sono state rappresentate in questa rassegna che, con sempre maggiore ampiezza, si svolgeva negli ultimi tre giorni del mese di agosto, a coronamento dei festeggiamenti, appunto per il carattere internazionale delle manifestazioni stesse. Messina è stata la prima città italiana ad ospitare un gruppo folkoristico di colore del Gabon.


Gare motociclistiche in circuito cittadino

Ciascuno poteva godere lo spettacolo o la manifestazione che più gli aggradava. Il turista sapeva, inoltre, di trovare lussuosi dancing all'aperto con terrazze sul mare, attrezzatissimi stabilimenti balneari, luoghi di ritrovo lungo la splendida riviera, sui vicini laghi di Ganzirri e nelle colline dei Peloritani; sapeva di trovare panorami di incomparabile bellezza, che mai avrebbe potuto dimenticare.


 

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