(24/10/17) La Frutta Martorana

                    La...
Leggi tutto...

(24/10/17) La notte di Halloween

La notte del 31 ottobre si festeggia la notte di Hallowe...
Leggi tutto...

(24/10/17) Antiche tradizioni per la commemorazione dei defunti

La festa dei morti  è una ricorrenza della Chiesa catto...
Leggi tutto...

(24/10/17) C'era una volta...la Festa dei Morti

Nella nottata che passava tra il primo e il due di novemb...
Leggi tutto...
Santi, Madonne ed il Calendario
AddThis Social Bookmark Button

di Paolo Ullo

Da semplici considerazioni, non quelle complicate degli analisti dei fenomeni sociali, si può mettere in evidenza come, a volte, il Calendario sia in contrasto con le esigenze di noi miseri mortali; con piccole correzioni di rotta, tutto si aggiusta ed il tornaconto è assicurato, soprattutto quando ci sono di mezzo Santi dal "Dies Natalis" fuori l'arco dei mesi estivi e Madonne di diversi titoli, quasi sempre collocate ad arte nell'anno solare. Prima di concentrare l'attenzione sulla Madonna, è bene sottolineare che Maria, madre di Gesù, è una, come ci è stato insegnato, ai più grandi, alla "Dottrina", adesso, ai più giovani, al Catechismo, ed i vari titoli le sono stati aggiunti da fedeli e comunità alla ricerca dell'esclusivo, prerogative che affondano nella notte dei tempi, al confine tra sacro e profano. Alla Madonna, più che ai Santi, proprio per averle incollato titoli di distinzione, sono dedicate Feste con più varia dislocazione  temporale, a lei, l'unica alla quale la Chiesa riserva il giorno della nascita, l'8 Settembre, come vero e letterale "Dies Natalis", mentre per i Santi sono ricordati e festeggiati nel giorno della morte.

Ci sono pochi casi di "Madonne" festeggiate nel giorno più conforme ai dettami religiosi, qualcuna, in deroga a regole liturgiche, quando l'8 Settembre cade di Venerdì, è festeggiata la Domenica successiva. Nel più recente passato il fenomeno si è ripetuto nel 1978, 1989, 1995, 2000, 2006; nell’immediato futuro all’8 Settembre, giorno della Natività della Santa Vergine, toccherà di cadere di Venerdì nel 2017, 2023, 2028, 2034, 2045, 2062. Sembra che le motivazioni che hanno portato a far diventare la festa per la Madonna una ordinaria festa da fine settimana, siano da ricercare in ragioni economiche come si conviene ad una operazione commerciale; la corsa all’accaparramento del maggior numero di pellegrini, nel nostro circondario, per non sconfinare altrove, dallo Jonio al Tirreno, è stato risolto facendo traslare le feste in onore della Madonna alla Domenica successiva all’8 Settembre, quando esso stesso non sia giornata domenicale. Mai nessuna statistica ha dimostrato che tale provvedimento da sagra paesana, abbia fatto affluire, in un villaggio o quartiere della Città una maggiore o minore folla di fedeli a rendere omaggio alla Madonna; a Lei chiedo perdono se dovesse avere, ma credo e spero che non lo avrà, il dubbio che la stiamo trattando come merce di scambio, Lei che ha da sempre avuto i suoi fedeli devoti, che le hanno riservato le stesse attenzioni. È irriguardoso nei suoi confronti, considerare la sua festa polo di attrazione per pellegrini disorientati; a maggior ragione, festeggiarla sempre l’8 Settembre, anche il Venerdì, sarebbe per tutte le comunità religiose motivo di vanto e vi affluiranno solo i devoti di Maria e non chi considera il giorno a Lei dedicato una fiera, un concerto o un avvenimento sportivo. A ciascuno la “sua” Madonna,  accoglierà sempre tutti con materno affetto e saremo sempre tantissimi in qualsiasi giorno della settimana. Lei non ha bisogno di togliere a nessuno mangiatori di calia, noccioline, carne infornata, gelati e bevitori di birra; Lei chiede devozione, preghiere e nulla più. A Lei non manca niente, il suo tempo è universale, non conosce il Calendario e, se mancanza c’è, solo a noi manca “un Venerdì”.

Per la schiera dei Santi, i grandi della Chiesa, non c'è posto per tutti nel Calendario, solo a pochi è toccato di essere ricordati nel giorno del loro trapasso o ingresso nella Casa del Padre ed in caso di contemporaneità, immagino che siano prevalsi diritti di precedenza; alcuni di essi, più conosciuti e con più devoti, hanno perpetuato il loro nome nei secoli, trasmettendolo, su espressa volontà dei genitori, ai nuovi nati per motivi di devozione o necessità anagrafiche. Gli altri, la maggioranza, appaiono sul Calendario, quasi in sordina, senza una numerosa folla di fedeli e presenza negli elenchi dello Stato Civile; verrebbe da pensare che siano anche senza tempio ad essi dedicato e senza relativi festeggiamenti in loro onore, Santi Patroni di nessuna comunità religiosa ed ai quali nessuno fa voto di preghiera o rivolge una supplica.

Ai Santi, o alle loro effigi, con più notorietà, acquisita per ragioni storiche o religiose, non mancano attenzioni particolari che fanno da cornice ai rigidi schemi di una celebrazione eucaristica ad essi dedicata; attraverso tutto un corollario di iniziative e manifestazioni civili, le feste dei Santi Patroni assumono sempre più i caratteri di una sagra paesana, lontana dai modelli di santità che ha caratterizzato la vita di insigni uomini e donne al servizio del prossimo e della Chiesa. Sul valore religioso di esternazioni popolari dedicate ai Santi, di recente si è alzata alta la voce di Monsignore Francesco Montenegro, Vescovo di Agrigento, sull’ usanza “barbara”, poco civile ed irriverente, per chi muore di fame, di buttare del pane al passaggio della statua di San Calogero per le vie della Città; potrebbe essere l’inizio per una inversione di tendenza, affidando alle Feste significati e simbolismi non in contrasto con lo Spirito Cristiano, ma di recente, in processioni con il simulacro di una delle tante “Madonne”, i portatori della vara hanno dedicato soste e movimenti equivoci a “fedeli” di dubbia religiosità. Sarà dura e lunga, forse battaglia persa, rivedere le nostre posizioni nei confronti dei Santi, soprattutto quando le manifestazioni civili associate alla festa religiosa devono tenere conto di vacanzieri di ritorno al paese natio, di non entrare in concorrenza con quelle programmate nel villaggio confinante; sotto questa ottica, ad un “Dies Natalis” che cade in Inverno, si aggancia una Festa in piena Estate, non per rendere omaggio al Santo festeggiato, ma per garantire trattenimento a fedeli stagionali in lunghe notti, possibilmente in Agosto. I Santi e la Madonna, sempre una, sotto qualsiasi titolo, non hanno bisogno di Fedeli che fanno a gara a chi spara di più botti, inventano Sagre del peperoncino o di altro prodotto agricolo, si stordiscono con alcolici o si abbuffano di carne infornata, come tema dominante nelle serate in preparazione alla Festa Religiosa; i Santi e la Madonna, ripeto, sempre una ed unica, mi perdoneranno se sto mettendo in dubbio la bontà di alcuni effetti collaterali alla festa ad essi dedicata, ma ritengo una mancanza di riguardo nei loro confronti, inventarsi un Calendario che vada bene solo alle nostre esigenze festaiole. Il fenomeno è troppo complesso, roba da strizzacervelli, ed io non sono nel ruolo giusto per altre valutazioni; quel che mi andava di dirlo l’ho detto e, comunque, buone feste a tutti ed il mio profondo rispetto per i Santi e la Madonna, sempre una, la stessa sotto qualsiasi titolo.

 

Ullo Paolo

 


 

AMAZON

copyright 2011 messinaierieoggi - Testi e fotografie di Pippo Lombardo
grafica sito web by mindtheSign

Utilizziamo i cookie per migliorare la navigazione sul nostro sito web. Continuando a navigare su questo sito web o cliccando su ACCETTO, acconsenti all'uso dei cookie. - Cookie Policy.

Accetto l'utilizzo dei cookies su questo sito.