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Le Targhe della Memoria della città di Messina
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La recensione di Antonino Sarica


“La memoria è il rombo sordo del tempo, scandisce il distacco dal passato per tentare di capire quel che è accaduto”.

E.Loewenthal

“La distruzione del passato, o meglio la distruzione dei meccanismi sociali che connettono l’esperienza dei contemporanei a quello delle generazioni precedenti, è uno dei fenomeni più tipici e insieme più strani degli ultimi anni del Novecento. La maggior parte dei giovani alla fine del secolo è cresciuta in una sorta di presente permanente, nel quale manca ogni rapporto organico con il passato storico del tempo in cui essi vivono. Questo fenomeno fa sì che la presenza e l’attività degli storici, il cui compito è ricordare ciò che gli altri dimenticano, siano ancor più essenziali alla fine del secondo millennio di quanto mai lo siano state nei secoli scorsi. Ma proprio per questo motivo gli storici devono essere più che semplici cronisti e compilatori di memorie, sebbene anche questa sia la loro necessaria funzione".

E. J. Obsbawm

Questo mio ultimo impegno sulle “Targhe della Memoria della città di Messina”, stampato dalla CISL di Messina ed edito dalla EDAS Messina, nasce per lasciare  un positivo messaggio  ai nostri giovani,  affinché possano avere un riferimento sicuro sulla memoria storica della città.
In questo volume, sono state rappresentate le targhe più importanti e significative sulla storia della città, tante altre non sono più patrimonio della collettività, poiché rimosse o andate distrutte durante ricostruzioni di case o palazzi.
Qualcuna, come quella di don Eustachio di Leviefuille,  collocata dopo il restauro del Palazzo INA in piazza Palazzo Reale, che è stata riportata al Museo Regionale. 
Mi rammarica il fatto che molte giacciono ancora nel piazzale e nei cantinati del Museo, comprese le targhe della facciata del Duomo di Messina,  quelle del Porto Franco, di Pozzo Leone e tante altre che, a mio parere, andrebbero ricollocate nei luoghi d’origine. Volutamente, inizio questo percorso storico-culturale dalla Madonnina perché per noi messinesi, é il simbolo della protezione, per poi proseguire con Forte Cavalli dal Villaggio Larderia al Villaggio Torre Faro.
Un percorso abbastanza vario che attraversando la città, viene rappresentato in 110 pagine con 260 fotografie.

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La recensione di Antonino Sarica


 

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