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Per non dimenticare la tragedia del "Segesta"
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Il rientro in porto del Segesta alle ore 00:50 del 16 gennaio 2007

Alle 17:54 del 15 gennaio 2007, al largo di San Raineri la nave Susan Borchard ha squarciato la fiancata del Segesta jet di Bluvia prendendo in pieno la plancia di comando.

Nel braccio di mare che divide Sicilia e Calabria si scontrano il monocarena veloce "Segesta Jet" della Bluvia e la portacontainer "Susan Borchard" di una compagnia tedesca. Il monocarena era partito come tutti i giorni alle 17:30 da Reggio Calabria ed era diretto a Messina carico di pendolari e studenti, ben 151, ansiosi di far ritorno a casa dopo una lunga e stressante giornata, mentre la portacontainer transitava nello Stretto in direzione Nord-Sud con il suo carico proveniente da Salerno e diretto al porto israeliano di Ashdod. La "Susan Borchard" si conficca nella fiancata destra del monocarena che si squarcia profondamente, subendo la totale distruzione della plancia di comando.

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I passeggeri entrano nel panico, ritrovandosi in un inferno di sangue, urla e oscurità. Il comandante della portacontainer rallenta, ma continua la sua marcia fino all'arrivo dei primi soccorsi, per evitare che il mezzo veloce si disincastri dalla prua della nave con il rischio di affondare. In città scatta subito l'emergenza e una marea di ambulanze si precipita sulle banchine del porto peloritano mentre il luogo dell'incidente viene raggiunto dai Vigili del Fuoco, dalla Guardia Costiera, dalla Guardia di Finanza e dai rimorchiatori, che incominciano a prestare i primi soccorsi ai tantissimi feriti. Il monocarena viene imbragato per evitare il rischio che affondi, mentre la portacontainer, con alcuni feriti a bordo, si sposta verso il porto di Messina, dove arriva verso le 21:00.

Nella collisione a circa un miglio, dal porto di Messina, morirono 4 marinai e rimasero feriti  80 passeggeri su 154.
La collisione fra un mezzo veloce di Bluvia, il "Segesta jet", e una nave portacontainer battente bandiera di Antigua, la "Susan Borchard". Due delle vittime, il comandante dell'aliscafo, Sebastiano Mafodda di 54 anni e il direttore di macchina, Marcello Sposito di 41 anni sono rimaste incastrate tra le lamiere nella cabina di pilotaggio.

I cadaveri di altri due membri dell'equipaggio, Lauro Palmiro di 50 anni, e Domenico Zona, 42 anni, motorista, sono stati recuperati in mare.


 
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