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Sergio Mattarella, da ordinario di Diritto costituzionale a presidente della Repubblica Italiana
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Sergio Mattarella è il dodicesimo presidente della Repubblica Italiana. Oggi 3 febraio 2015 alle ore 10:03 ha giurato fedeltà alla Camera. E' il primo siciliano presidente della Repubblica Italiana.

I filmati della elezione e della cerimonia di insediamento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella


Sergio Mattarella è il nuovo presidente della Repubblica italiana con 665 voti. Il giudice costituzionale è stato eletto capo dello Stato alla quarta votazione nella quale il quorum necessario scende a quota 505. E' il dodicesimo presidente, il primo siciliano. Raggiunta la soglia utile, l'Aula della Camera è esplosa in un applauso corale durato oltre 5 minuti. "L'ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rientra nell'aula della Camera poco prima che nello spoglio dei voti venga raggiunto il quorum per l'elezione di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica. A chi gli domanda se sia contento, Napolitano risponde: assolutamente sì".

Le prime parole da Presidente: "Il mio pensiero va alle speranze e alle difficoltà dei cittadini" queste la prima frase di Sergio Mattarella da capo dello Stato.

Dal 1983 al 2008 è stato deputato, prima per la Democrazia Cristiana e poi per il Partito Popolare Italiano e la Margherita, e più volte ministro. Dal 2011 è giudice costituzionale di nomina parlamentare. È stato eletto presidente della Repubblica il 31 gennaio 2015 al quarto scrutinio ed entrerà in carica dopo il giuramento, previsto il 3 febbraio 2015.

Sergio Mattarella è il quarto figlio di Maria Buccellato e di Bernardo, politico democristiano più volte ministro tra gli anni cinquanta e sessanta, e fratello minore di Piersanti, che nel 1980 fu assassinato da Cosa Nostra mentre era presidente della Regione Siciliana. Suo padrino di battesimo fu Salvatore Aldisio. In gioventù ha militato tra le file della Gioventù Studentesca di Azione Cattolica, del quale fu responsabile come delegato studenti di Roma e poi della regione Lazio dal 1961 al 1964,e della Federazione Universitaria Cattolica Italiana.

Nel 1964 si laureò in giurisprudenza presso l'università La Sapienza di Roma con una tesi su "la funzione dell'indirizzo politico".
Intraprese sia l'avvocatura che la carriera accademica presso l'Università di Palermo, dove fu assistente di Diritto parlamentare e poi professore associato. Chiuse la carriera da ordinario di Diritto costituzionale, essendolo diventato dopo l'ingresso in politica.

È stato sposato con Marisa Chiazzese (morta nel 2012) figlia dell'ex rettore dell'università di Palermo, e docente di diritto romano, Lauro. Il fratello Piersanti aveva sposato la sorella di lei, Irma.


I tre figli del presidente Sergio Mattarella: Laura, Bernardo e Francesco.

Vicino per tradizione familiare alla corrente morotea della Democrazia Cristiana, in seguito all'assassinio del fratello nel 1980, fu spinto nel 1982 dal neo-segretario DC De Mita ad un impegno politico attivo. In quell'anno, Cosa nostra era stata artefice degli omicidi del segretario regionale del PCI Pio La Torre e del prefetto di Palermo Carlo Alberto dalla Chiesa, che seguivano di appena due anni l'uccisione di Piersanti Mattarella. Questi eventi tragici scossero la credibilità del sistema politico regionale ponendo la DC di fronte alla necessità di una reazione nei confronti del fenomeno mafioso.

La risposta iniziò dal congresso regionale di Agrigento del febbraio 1983, nel quale fu eletto segretario regionale Giuseppe Campione, di area Zac, che si impose sulla corrente di Salvo Lima. In quella circostanza, fu proprio Mattarella a porre la condizione che per l'elezione del Comitato Regionale del partito avvenisse con liste contrapposte.

Tale misura, accompagnata dalla presenza di una soglia di sbarramento, inibì alla piccola corrente dell'ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino, ritenuto contiguo ad ambienti mafiosi, di trovare rappresentanza nel massimo organo regionale del partito. Quell'anno, alle elezioni politiche di giugno fu eletto alla Camera dei Deputati nella circoscrizione della Sicilia occidentale.

Nel 1984 De Mita, rieletto segretario, maturò l'idea di agire più incisivamente sulla via del rinnovamento e di azzerare i vertici palermitani del partito. A tale scopo, il 30 ottobre, cinque giorni prima della sua visita a Palermo, diede a Matterella l'incarico di commissario straordinario. In veste di commissario straordinario nel 1985 Mattarella si fece promotore della formazione a Palermo di una giunta comunale di rinnovamento guidata da Leoluca Orlando, che era stato tra i collaboratori di suo fratello Piersanti alla Regione Siciliana.

La giunta Orlando fu uno degli elementi distintivi della cosiddetta primavera palermitana. Mattarella restò commissario della DC palermitana fino al luglio 1988.

Rieletto alla Camera nel 1987 si mantenne vicino alle correnti di sinistra del partito ed in particolare al segretario De Mita ed ai suoi collaboratori, come Roberto Ruffilli. Nello stesso anno fu nominato ministro dei rapporti con il Parlamento nel governo Goria e confermato nell'incarico nel 1988 con il governo De Mita.

Nel 1989, con la formazione del governo Andreotti fu nominato ministro della Pubblica Istruzione. Si dimise dall'incarico il 27 luglio 1990, insieme ad altri ministri della corrente di sinistra della DC, per protestare contro la fiducia posta dal governo sul disegno di legge Mammì di riassetto del sistema radiotelevisivo, che venne soprannominato sarcasticamente legge Polaroid in quanto, a detta dei detrattori, si limitava a fotografare la condizione esistente legittimando la posizione dominante del gruppo televisivo di Silvio Berlusconi.

Rimasto privo di incarichi di governo, a dicembre 1990 divenne uno dei due vicesegretari della Democrazia Cristiana durante la segreteria di Arnaldo Forlani, in quota alle correnti di sinistra del partito. Mantenne l'incarico fino al 1992, quando gli fu affidata la direzione del quotidiano democristiano Il Popolo.

Alle elezioni del 1992 venne rieletto alla Camera.

Nel corso della XII legislatura Sergio Mattarella fu relatore delle leggi di riforma del sistema elettorale della Camera e del Senato che, recependo l'esito del referendum del 1993, introducevano una preponderante componente maggioritaria sia pure mitigata dall'attribuzione, con il sistema proporzionale, del 25% dei seggi. La legge Mattarella, alla quale il politologo Giovanni Sartori diede l'appellativo di Mattarellum,fu impiegata per le elezioni politiche del 1994, del 1996 e del 2001.

Solo sfiorato dalle inchieste su Tangentopoli – venne assolto dall'accusa di un imprenditore siciliano di aver ricevuto 50 milioni di lire e dei buoni benzina – Mattarella fu uno dei protagonisti del rinnovamento della DC che avrebbe condotto nel gennaio 1994 alla fondazione del Partito Popolare Italiano, nelle cui liste sarebbe stato eletto alla Camera nel 1994 e nel 1996.

Al congresso del luglio 1994, insieme alla componente più di sinistra dei popolari, si oppose alla candidatura di Rocco Buttiglione alla segreteria del partito, in sostituzione del segretario dimissionario Martinazzoli. Con l'affermazione congressuale di Buttiglione, di cui non condivideva la linea politica orientata ad un'alleanza con il Polo delle Libertà di Silvio Berlusconi, Mattarella si dimise dalla direzione de Il Popolo, che dopo lo scioglimento della Democrazia Cristiana era diventato il giornale di riferimento del PPI, e continuò la battaglia politica interna.

Nel 1995, al culmine dello scontro interno al PPI, apostrofò il segretario, che pervicacemente cercava l'alleanza con la destra, "el general golpista Roquito Butillone..." e definì "un incubo irrazionale l'ipotesi che Forza Italia potesse essere accolta nel Partito Popolare Europeo.

Sostenitore, sin dal 1995, della candidatura di Romano Prodi alla guida di una coalizione di centrosinistra (L'Ulivo) comprendente, tra gli altri, il PPI e il PDS, fu confermato alla Camera alle elezioni del 1996 e venne eletto capogruppo dei deputati popolari. Dal 1997 al 1998 fece parte dell'ufficio di presidenza della Commissione parlamentare per le riforme costituzionali presieduta da Massimo D'Alema.

Caduto il primo governo Prodi, Mattarella assunse la carica di vicepresidente del Consiglio durante il governo D'Alema I, con delega ai servizi segreti. Tenne invece il ministero della Difesa nei successivi Governo D'Alema II e Governo Amato II, sino al 2001. L'incarico di Mattarella al ministero della Difesa seguì la delicata partecipazione dell'Italia all'operazione Allied Force, con la quale la NATO era intervenuta nella guerra del Kosovo, e coincise con l'approvazione della legge di riforma delle Forze Armate che aboliva di fatto il servizio di leva obbligatorio.

Nel 2001 Mattarella fu rieletto alla Camera dei deputati nelle liste de "La Margherita", che comprendeva l'intera componente dei popolari e nella quale pochi mesi dopo il PPI si sarebbe fuso. A differenza delle elezioni precedenti, non fu candidato in Sicilia ma in Trentino-Alto Adige. Nominato, su iniziativa del presidente della Camera, componente del Comitato per la legislazione, ne fu vicepresidente sino al 2002 e presidente fino al 2003.

Alle elezioni politiche del 2006 fu candidato nella lista dell'Ulivo e venne eletto deputato per la settima volta.

Nel 2007 fu tra gli estensori del manifesto fondativo dei valori del Partito Democratico, ma con lo scioglimento anticipato della XV legislatura il 28 aprile 2008, non si ricandidò.

Il 22 aprile 2009 è stato eletto dalla Camera dei Deputati componente del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa.


Mattarella presta giuramento come giudice costituzionale
dinanzi ai presidenti della Repubblica, del Senato e della Camera

Il 5 ottobre 2011 il Parlamento in seduta comune lo ha eletto giudice della Corte costituzionale alla quarta votazione con 572 voti, uno più del quorum richiesto.

In occasione dell'elezione del presidente della Repubblica Italiana del 2013 il suo nome era nella rosa dei candidati che Pier Luigi Bersani sottopose a Silvio Berlusconi, ma gli fu preferito Franco Marini, che poi non venne eletto.

L'applauso dei grandi elettori al raggiungimento del quorum di 505 voti

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Presidente della Repubblica



Con le dimissioni di Giorgio Napolitano e la necessità di una nuova elezione, il nome di Mattarella è stato nuovamente al centro delle trattative tra le principali forze politiche.

Il 29 gennaio, su proposta del segretario Matteo Renzi, l'assemblea degli elettori del PD ha deciso all'unanimità di votare Mattarella nella quarta votazione senza attendere che gli altri partiti consultati sciogliessero le riserve sulla candidatura.

Il 31 gennaio, al quarto scrutinio, il Parlamento in seduta comune, integrato dai delegati regionali, lo ha eletto presidente della Repubblica Italiana con 665 voti, con l'esplicito sostegno dei partiti dell'area di governo e di Sinistra Ecologia Libertà.

Consegna del verbale al Presidente eletto

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Il presidente della Camera Laura Boldrini e il Presidente vicario del Senato Valeria Fedeli si sono recate immediatamente come vuole la prassi costituzionale dal Presidente eletto per consegnarli il processo verbale della seduta. In tale occasione il presidente ha rilasciato la sua prima dichiarazione alla stampa affermando: "Il pensiero va soprattutto e anzitutto alle difficoltà e alle speranze dei nostri concittadini. 

La sera dell'elezione si è recato, per una visita privata, a rendere omaggio alle vittime delle Fosse Ardeatine, dichiarando: "L'Europa e il mondo siano uniti per battere chi vuole trascinarci in una nuova stagione di terrore".

Le dichiarazioni:

Giorgio Napolitano, Mattarella saldo riferimento per riforme

L'elezione di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica rappresenta "sicuramente un punto saldo di riferimento molto alto per le riforme anche della Costituzione, in coerenza con la Carta".

Matteo Renzi, abbiamo detto a Mattarella buon lavoro, insieme al Presidente Napolitano. Sembra riduttivo, ma 'buon lavoro' lo stanno dicendo tutti gli italiani.

Matteo Renzi al PD: grazie per serietà, sono orgoglioso del pd e di ciascuno di voi".

Silvio Berlusconi, a quanto si apprende, ha inviato un telegramma di congratulazioni al neopresidente della Repubblica Sergio Mattarella

Matteo Salvini: "Oggi è una pessima giornata, il centrodestra è morto"

"Mattarella non è il nostro presidente. Noi chiamiamo tutti gli italiani a Roma in piazza del Popolo il prossimo 28 febbraio per manifestare contro questa sinistra che occupa tutte le poltrone e per rilanciare un centrodestra che in Parlamento non esiste più e che oggi ha dimostrato di essere morto. Oggi è una pessima giornata per l'Italia". Così Matteo Salvini sull'elezione di Mattarella.

Massimo D'Alema, buon lavoro a Mattarella, punto di riferimento.

"Esprimo un augurio affettuoso di buon lavoro a Sergio Mattarella". Così Massimo D'Alema. "Conosco il suo rigore politico e morale, il suo attaccamento ai valori della Costituzione e della democrazia. Sono certo che in un momento di difficoltà del nostro Paese sarà un punto di riferimento fondamentale ed autorevole", ha aggiunto.

Romano Prodi, auguri, saprà unire Paese

"Conosco,apprezzo e stimo Mattarella. Sono certo saprà unire il Paese, rappresentarlo in tutte le sedi al più alto livello.La sua esperienza e competenza istituzionale unite alla sua rigorosa onestà e al senso etico, sapranno essere apprezzate in Italia e nel mondo". Lo dice Romano Prodi rivolgendogli "con grande amicizia l'augurio di buon lavoro".

Beppe Grillo, Mattarella persona rispettabilissima

"Per la verità, l'esito non è affatto Negativo e mattarella è una persona rispettabilissima e, per certi versi, migliore anche di prodi. Forse è troppo signore e non ha la rudezza che sarebbe necessaria con un inquilino di palazzo chigi come renzi". Così sul blog di beppe grillo in un post firmato aldo giannuli, dal titolo '#mattarellapresidente, 50 sfumature di grigio'. Per il resto, aggiunge, "è un candidato sicuramente migliore rispetto a quello che potrebbe offrire questo parlamento: Veltroni? Pinotti? Franceschini? Fassino? addirittura... Grasso? Non ne parliamo".

Fucksia (M5S), sbagliata linea; meglio Mattarella

"Avremmo dovuto fare qualcosa di diverso, magari sostenendo Prodi. Imposimato non era adatto a fare il presidente della Repubblica, a questo punto meglio Mattarella".

Filmati dela cerimonia di insediamento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella - diretta RAI NEWS -

Trasferimento dal palazzo della Corte Costituzionale a Palazzo Chigi 
diretta RAI News

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Giuramento in Parlamento- diretta RAI News

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Prima parte del discorso del Presidente- diretta RAI News

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Seconda parte del discorso- diretta RAI News

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Terza parte del discorso - diretta RAI News



Omaggio al Milite Ignoto - diretta RAI News



Arrivo al Quirinale - diretta RAI News




La Visita virtuale del Quirinale

I PRESIDENTI EMERITI DAL 1948 AL 2015. La loro biografia dal sito del Governo Italiano

Giorgio Napolitano  
2013-2015 /  2006-2013


Carlo Azeglio Ciampi
1999-2006


Oscar Luigi Scàlfaro
1992-1999


Francesco Cossiga
1985-1992


Sandro Pertini
1978-1985


Giovanni Leone
1971-1978


Giuseppe Saragat
1964-1971


Antonio Segni
1962-1964


Giovanni Gronchi
1955-1962

Luigi Einaudi
1948-1955


Enrico De Nicola
1948

Visita virtuale del Quirinale
La ricchezza artistica del Palazzo del Quirinale, sede della Presidenza della Repubblica, anche attraverso una visita virtuale realizzata con immagini "immersive" (come se il visitatore fosse nelle sale o nei corridoi) ad alta definizione.

Fonte: Wikipedia, Governo Italiano.

Filmati Diretta RAI NEWS

A cura di Pippo Lombardo



 

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