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1 ottobre 2009, una data da non dimenticare.
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Video di Francesco Micali girato la notte dell'alluvione,
20 secondi di terrore che difficilmente potrà dimenticare.

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Radio Televisione Peloritana
Una Tragedia nel Fango
Servizio di Orazio Raffa
Immagini di Giuseppe La Fauci
Montaggio di Rossana Salvini

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Le trentasette vittime dell'alluvione:

Monica Balascuta, Carmela Maria Barbera, Santi Bellomo, Carmela Cacciola, Giuseppa Calogero, Concetta Cannistraci, Roberto Carullo, Luigi Costa, Ketty De Francesco, Elena De Luca, Francesco De Luca, Ilaria De Luca, Agnese Falgetano, Letterio Laganà, Maria Li Causi, Francesco e Lorenzo Lonia,Teresa Macina, Leo Maugeri, Christian Maugeri, Letterio Maugeri, Francesca Micali, Simone Neri, Carmela Olivieri, Katia Panarello, Santina Porcino, Maria Restuccia, Carmelo Ricciardello, Martino Scibilia, Bartolo Sciliberto, Maria Letizia e Salvatore Scionti, Alessandro Sturiale, Onofrio Sturiale, Giuseppe Tonante, Salvatore Zagami.
La 37esima salma non è mai stata identificata.


La lapide che ricorda i 37 morti

 

L'alluvione di Messina del 2009, contrariamente a quanto dichiarato dalle televisioni e dalla stampa nazionale che hanno addebitato il disastro ad abusi edilizi , è stata una calamità naturale verificatasi in un'area ristretta della Sicilia nord-orientale causata da un violento nubifragio, iniziato nella serata del 1° ottobre 2009 e durato tutta la notte fino al mattino del giorno successivo.Secondo il Dipartimento della Protezione Civile, in alcune delle zone colpite sono caduti fino a 220/230 millimetri di precipitazioni nell'arco di 3-4 ore

Il nubifragio ha provocato lo straripamento dei corsi d'acqua e diversi eventi franosi, a cui è seguito lo scivolamento a valle di colate di fango e detriti.

L'evento ha colpito una zona immediatamente a sud della città di Messina, lungo la costa ionica, che, malgrado la difficile orografia dei terreni, risulta fortemente antropizzata. I centri più colpiti sono stati Scaletta Marina, nel comune di Scaletta Zanclea e diverse località del comune di Messina: Giampilieri Superiore, Giampilieri Marina, Altolia, Molino, Santo Stefano di Briga, Briga Superiore e Pezzolo. Si sono avuti anche ingenti danni nella frazione di Guidomandri Superiore e nelle altre località del comune di Scaletta Zanclea e nel comune di Itala.

Il disastro è avvenuto in una zona a elevato rischio idrogeologico, già colpita nel 2007 da eventi franosi e alluvionali.

In seguito all'evento franoso, che ha investito anche la Strada statale 114 Orientale Sicula, l'autostrada A18 e la ferrovia Messina-Catania, numerosi paesi e frazioni sono rimasti totalmente isolati mentre si interrompevano anche le comunicazioni d'ogni tipo, con Messina e il resto del Paese, di tutta l'area orientale e ionica della Sicilia. Per qualche giorno si sono potuti utilizzare solo i collegamenti marittimi, il che ha ostacolato pesantemente il raggiungimento delle località colpite: la frazione di Altolia, ad esempio, è stata raggiunta dai soccorritori solo nella giornata del 3 ottobre.

L'evento è iniziato con l'intensificarsi di una perturbazione proveniente dalle Isole Baleari. Già tre ore dopo l'inizio del nubifragio si segnalavano danni alle strade e alla ferrovia, fino a quando, vicino alla mezzanotte, avveniva il crollo di alcune palazzine tra Scaletta Zanclea e Giampilieri Superiore.

La portata dei danni, alle prime luci dell'alba, si rivelava preoccupante e più seria del previsto: numerose le vittime sepolte sotto il fango, incerto il numero dei dispersi, molte le persone rifugiate sopra i tetti e alcune delle frazioni raggiungibili soltanto a piedi o per via aerea.



Il Consiglio dei ministri, successivamente, dichiarava lo stato di emergenza nelle zone colpite. Il 4 ottobre, le fonti di agenzia Adnkronos/Ign indicavano un numero stimato di 23 morti e 35-40 dispersi, 29 feriti ricoverati e 564 sfollati ospitati negli alberghi della zona. In realta alla fine i morti accertati sono stati 37 di cui uno mai identificato.

Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso nella sua relazione alla Camera dei Deputati il 7 ottobre affermava tra l'altro:"..L'impegno è stato massiccio, con l'impiego di 2.386 uomini anche dell'esercito e delle Forze dell'ordine, 567 mezzi, 100 ore di volo con 150 "sortite" degli elicotteri...Al momento...tutte le frazioni sono state raggiunte dai soccorritori e tutte le strade sono state riaperte e riattivate. Sono in corso accertamenti sull'agibilità degli edifici..."

Radio Televisione Peloritana
I funerali delle vittime dell'alluvione in Cattedrale
Servizio di Marina Bottari
Immagini di Nino Bellinghieri
Montaggio di Giovanni Azzarello

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I funerali di stato per le vittime dell'alluvione si sono svolti sabato 10 ottobre presso il Duomo di Messina, con una messa solenne officiata dall'arcivescovo Calogero La Piana, a cui hanno presenziato le più alte autorità politiche e religiose della città, oltre al premier Silvio Berlusconi, al presidente del Senato Renato Schifani chiamato a rappresentare il capo dello Stato e il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo; erano presenti inoltre i ministri Angelino Alfano e Stefania Prestigiacomo, il capo della protezione civile Guido Bertolaso, il giudice costituzionale Gaetano Silvestri e il presidente dei senatori del Partito Democratico Anna Finocchiaro.

 

Il funerale delle vittime nella Basilica Cattedrale . 01

Il funerale delle vittime nella Basilica Cattedrale . 02

Le fotografie dell'alluvione.

Per non dimenticare.


 

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copyright 2011 messinaierieoggi - Testi e fotografie di Pippo Lombardo
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