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Barbiere
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Per quanto possa sembrare incredibile, una delle più antiche professioni di cui si ha memoria scritta è proprio quella del barbiere.

Studi archeologici hanno trovato che i primi tentativi di dar forma ai capelli e alla barba per fini estetici risalgono all'era glaciale e ci sono prove dell'esistenza dei primi barbieri


Rasoio in bronzo

già 6000 anni fa. Nel corso dei secoli, la barbitonsura ha subìto diversi cambiamenti prima di arrivare ad essere la professione che è oggi.

Nelle società del Paleolitico inferiore, quelli che tagliare i capelli erano quelli con la più alta autorità fra tutte le classi sociali. Si credeva che nei capelli abitato l'anima del popolo, così i capelli è stato il modo che i pensieri sono stati espressi in una forma fisica. Tagliare i capelli era un modo per rimuovere l'essence del male accumulato e per rinnovare le energie. Quindi il compito era affidato ai più saggi, i sacerdoti.

Tra gli antichi egizi, i barbieri erano le persone più illustri e rispettati. Nella tomba Nº 45, nel Cimitero inferiore di Tebe, fu trovata una statuetta alta 19 centimetri, dal 18. Dinastia o forse più vecchia . Il che significa circa 3.300 anni antica. La figura rappresenta il barbiere Meryma'at. Era responsabile della rasatura dei sacerdoti del Tempio di Amon . Era un rito compiuto ogni tre giorni, e consisteva nella rasatura di tutto il loro corpo, incluso il volto e la testa. Gli antichi egizi credevano che era un contributo per purificare la funzione sacerdotale. Questa piccola statua, in cui Meryma'at indossa un kilt con molti pieghe e una parrucca che adorna la sua testa, dimostra la rilevanza che i barbieri avevano nel tempio di Amon, e l'alta categoria della loro posizione .

I barbieri nelle antiche Roma e Grecia


Cesare con il volto rasato. 
La barba e i capelli dell' imperatore  Adriano.

Nel 500 AC in Grecia i barbieri erano già piuttosto famosi, inoltre a quei tempi andava di moda avere la barba ben curata. Un paio di secoli più tardi tale moda scemò in quanto Alessandro Magno decretò che tutti gli uomini dovevano avere il viso rasato e senza nessuna barba.

"Pare infatti che Alessandro Magno avesse pochissima barba, fatto che all'epoca connotava inequivocabilmente l'uomo di potere e per non sfigurare in mezzo ai suoi dignitari li indusse, per legge, a radersi. Per effetto della circolazione delle idee dovuta all'Ellenismo la moda si diffuse poi in tutto il Mediterraneo e quindi a Roma."

I primi barbieri svilupparono notevoli capacità, se si considera che riuscivano a radere con quei primi, rudimentali strumenti e cercando di evitare di procurare ferite al volto e cicatrici ai loro clienti.

Nel 290 AC i barbieri a Roma divennero piuttosto popolari, i loro saloni erano molto noti e frequentati tanto quanti i famosi bagni romani. Era lì che gli uomini potevano radersi, oltre a discutere sulle novità e sulla politica del tempo.

Il Tonsor

Il tonsor nell'antica Roma svolgeva le funzioni sia di barbiere, per il taglio della barba, che di parrucchiere per le acconciature dei capelli.

Il barbiere, privato e costoso per i più ricchi o pubblico nella sua bottega o all'aperto in strada, tagliava capelli e sistemava barbe. Nel II secolo d.C. l'esigenza per i più raffinati di recarsi più volte al giorno dal barbiere fa sì che le loro botteghe diventino luogo d'incontro per oziosi, secondo alcuni:

Hos tu otiosos vocas inter pectinem speculumque

Chiamali oziosi questi tra il pettine e lo specchio

secondo altri invece la moltitudine che s'incontra nella tonstrina dall'alba sino all'ora ottava ne fa un luogo d'incontro, di pettegolezzi, di scambio di notizie, un vero variegato salotto di varia umanità, tanto che diversi pittori dal secolo di Augusto in poi ne fanno oggetto dei loro quadri come già avevano fatto gli Alessandrini.


Bacinella da barbiere

Per questo loro indefessa attività rimuneratrice sempre più richiesta, diversi tonsores si arricchirono e divennero rispettabili cavalieri o proprietari terrieri come Marziale nei suoi Epigrammi o Giovenale nelle sue Satire spesso riferiscono ironizzando sugli ex-barbieri arricchiti.

La bottega del tonsor è così organizzata: tutt'intorno alle pareti gira una panca dove siedono i clienti in attesa del loro turno, alle pareti sono appesi degli specchi sui quali i passanti controllano la propria condizione pilifera, al centro uno sgabello su cui siede il cliente da riordinare coperto da una salvietta, grande o piccola, oppure da un camice.

Attorno si affannano il tonsor e i suoi aiutanti per tagliare o sistemare i capelli secondo la moda che in genere è quella dettata dall'imperatore in carica.

Le acconciature degli imperatori da Traiano in poi, almeno così come risulta dalla monete, fatta eccezione per Nerone che dedicava particolare attenzione alla chioma, in genere seguivano quella dell'imperatore Augusto che non amava perdere troppo tempo ad acconciarsi con capelli troppo lunghi o riccioluti.

All'inizio del II secolo quindi i romani si accontentavano di una sistematina a base di qualche colpo di forbice che di solito aveva delle lame unite da un perno al centro con degli anelli alla base, non molto efficiente per un taglio uniforme, a giudicare dalle scalette che sfregiavano la capigliatura così come nota Orazio prendendo in giro se stesso:

Si curatus inaequali tonsore capillos Occurri, rides

Se mi è capitato di avere acconciati i capelli a scaletta da un barbiere, tu te la ridi...

Per evitare questo rischio i più ricercati preferiscono farsi arricciare i capelli come faceva Adriano e suo figlio Lucio Cesare e il figlio di questi Lucio Vero che sono rappresentati nelle loro effigi con capelli inanellati da abili tonsores che si servivano alla bisogna di un ferro scaldato al fuoco. La moda divenne prevalente tra i giovani e purtroppo anche tra uomini anziani che volevano servirsi dei riccioli per nascondere la pelata ma, come li sferza Marziale, bastava un colpo di vento per far riapparire “...il cranio nudo tutto circondato da filacce di nuvoli ai suoi lati...Ah se tu vedessi la miseria assoluta di una calvizie capelluta!”

Non si contano poi le prese in giro dei poeti satirici romani nei confronti di quelli che si facevano tingere i capelli, profumare e che si facevano applicare capelli finti nella “splenia lunata”.

Tra le cure del barbiere la prima era quella di curare o radere le barbe portate abitualmente dai romani sull'uso greco sino agli ultimi tempi della Repubblica quando già con Scipione l'Emiliano (185 a.C. - 129 a.C.), si preferisce avere il mento rasato. Cesare, Augusto, considerano una trascuratezza non avere il volto ben rasato ogni giorno.

Il taglio della barba

Il taglio della prima barba era presso i romani un vero e proprio solenne rito di iniziazione del passaggio dall'adolescenza alla giovinezza. La lanugo appena tagliata veniva conservata in una pisside, d'oro per i più ricchi come Trimalcione, di altri materiali per i meno abbienti, e offerta agli dei.

All'obbligo sociale di radersi potevano sottrarsi solo i filosofi e i soldati; anche gli schiavi erano costretti dal loro padrone a farsi radere da un tonsor, pubblico o più economicamente da un servo della casa. Certo è che nessuno si radeva da solo: curiosamente si sono trovati molti rasoi risalente all'età preistorica o etrusca ma quasi nessuno dell'età romana: questo perché mentre quelli più antichi erano in bronzo e si sono conservati quelli romani erano in ferro e sono stati consumati dalla ruggine.

Questi rasoi in ferro, benché ci si sforzasse di affilarli il più possibile, venivano poi usati sulla pelle nuda del malcapitato senza alcun uso di sapone o altri unguenti: tutt'al più si spruzzava il viso da radere con dell'acqua.

Rari erano i barbieri che non sfregiassero regolarmente i loro clienti tanto da essere celebrati dai poeti che come Marziale celebrano con un epitaffio il famoso tonsor Pantagato ormai defunto:

...Per umana e leggera tu gli sia

Terra, e lo devi, più leggera

della sua mano d'artista non sarai

Ma per gli altri, che non fossero clienti di Pantagato, radersi era una sofferenza: vi erano barbieri lentissimi nella rasatura per non tagliare i loro clienti, tanto che Augusto nel frattempo poteva dedicarsi al suo lavoro scrivendo o leggendo, oppure così veloci che

... Le stimmate che io porto sul mento

quante un grugno ne ostenta

di pugile in pensione, non mia moglie

me l'ha fatte, folle di furore,

con le sue ugne, ma il braccio

scellerato d'Antioco e il suo ferraccio...

Il tormento della rasatura era tale che quando l'imperatore Adriano, all'inizio del II secolo, si dice per nascondere la brutta cicatrice di una ferita, si fece crescere la barba, la gran parte degli imperatori e del popolo romano lo imitarono per i centocinquant'anni seguenti con profondo sollievo, senza alcun rimpianto per quella tortura che avevano sopportato per due secoli.

Barbieri Chirurghi

Sarà stato per la dimestichezza nell'uso dei rasoi, ma dal primo cristianesimo i barbieri non solo offrivano servizi di taglio capelli e rasatura, ma avevano anche alcuni compiti chirurgici. Tra questi, anche il compito di effettuare salassi per togliere le "impurità" dal sangue. Il salasso era una pratica medica diffusa nell'antichità fino alla fine del diciannovesimo secolo, consistente nel prelevare quantità spesso considerevoli di sangue da un paziente al fine di ridurre l'apporto di sangue nelle sue arterie. Inoltre i barbieri effettuavano l'estrazione dei denti, che rappresentava l'unica cura dentistica del tempo. Inoltre i barbieri procuravano erbe e altri medicamenti ai malati o ai feriti.

Tali barbieri dell'antichità divennero noti come barbieri-chirurghi ed erano ricercati tanto per i loro servizi di barbitonsura quanto per le loro competenze mediche.

Riduzione delle pratiche mediche

Con il tempo ed il progredire delle competenze mediche, vennero promulgate delle leggi per ridurre considerevolmente i servizi medici che i barbieri-chirurghi potevano fornire. Inizialmente fu permesso loro di praticare solo i salassi e la rimozione dei denti, successivamente anche queste attività vennero loro impedite, anche se la rimozione dei denti continuò ad essere praticata fino al XIX secolo e in alcuni casi anche fino agli inizi del XX.

Dopo che i barbieri ebbero perso la possibilità di effettuare quelle "pratiche mediche", per un certo periodo vissero una fase in cui la loro professione era guardata con scherno, in quanto venivano considerati individui dalle scarse capacità.

Nascita del palo da barbiere

Fu proprio nel periodo dei barbieri-chirurghi che nacque il simbolo universale dei barbieri: il palo da barbiere. Durante i salassi, i barbieri-chirurghi avvolgevano un asciugamano pulito bianco attorno al braccio appena tagliato del paziente, per assorbire il sangue che fuoriusciva dal taglio.

Gli asciugamani sporchi di sangue venivano quindi appesi ad asciugare fuori dalla porta del salone. In assenza di insegne, quelle strisce bianche e rosse divennero presto il simbolo riconoscibile della presenza di un salone di barbiere-chirurgo.

Più avanti, i pali dipinti a strisce rosse e bianche divennero i simboli universalmente riconosciuti ad indicare il salone di un barbiere, e tutt'ora qualche salone vintage ancora espone un tale paletto, magari illuminato elettricamente.

Nel 1096 i barbieri francesi formarono la loro prima Gilda.
La " Worshipful Company of Barbers" fu creata a Londra nel 1308. Era presieduta da un Maestro di Barbieri, Richard Le Barbour, che una volta al mese andava a controllare ai barbierie nel loro modo di rispettare le procedure generali delle loro pratiche e anche controllare se tali barbieri sono stati autorizzati dalla corporazione.
Nel 1371 i barbieri francesi fondarono un'altra Gilda, che durò fino alla Rivoluzione francese.

Tempi moderni

Ma tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo, la bottega del barbiere divenne nuovamente un elemento importante per la comunità. Infatti gli uomini frequentavano i saloni dei barbieri per rilassarsi e per godersi il lusso di una rasatura effettuata da un esperto barbiere, che usava con gran talento un pennello da barba, un lussuoso sapone e un rasoio a mano libera. La bottega era anche un posto dove gli uomini della comunità si riunivano per giocare a scacchi, raccontarsi le ultime notizie, discutere dei raccolti, del prezzo delle sementi e parlare degli eventi più recenti. In caso di necessità e su richiesta del cliente, il barbiere  interviene anche a domicilio.

Con i tempi moderni e l'avvento dei rasoi come prodotto di massa, come quelli con cartuccia multilama, purtroppo oggi i barbieri si limitano soltanto al taglio dei capelli e raramente effettuano ancora rasature. Inoltre i saloni non sono più tanto frequentati con gli scopi sociali che avevano prima.

Il termine spesso si accomuna con quello di parrucchiere (esclusivamente per uomo), quando l'artigiano, oltre alla rasatura, è specializzato per il taglio e per le acconciature più elaborate dei capelli.

Il Parrucchiere

Tuttavia, un nuovo approccio sulla pettinature della gente, provocò nella seconda metà del 18 ° secolo, che i barbieri recuperarono la loro rilevanza sociale. Il crescente uso di parrucche, dagli ultimi decenni del 17 ° secolo, ha raggiunto i barbieri che divenne produttori e progettisti di parrucche. Tali professionisti, oltre a fare le parrucche e di installarle, erano incaricati della loro manutenzione periodica. Quelli parrucche del 18 ° secolo erano famosi per i loro disegni spettacolari ed eleganti. In un momento, tutti cominciarono a indossare parrucche: gli uomini usavano parrucche leggermente incipriate con un colore grigio-biancastro, e le donne, since 1770, parrucche di tutti i tipi di colori, fino alla fine del secolo.

Il disegno di queste parrucche era un lavoro complicato e divenne una industria di prima classe. I migliori e più costose parrucche erano fatte di capelli umani, e quelli più economici, di fibre di cotone o di peli degli animali. Quando il disegno della parrucca era finito, era profumata con fiori citrichi e dopo , era spolverata con polveri di amido o colorata. Le fabbriche di parrucche erano una importante industria, dando lavoro a molte persone. Ci sono stati alcuni stabilimenti in Europa con più di 600 dipendenti. L'incendio di una di queste fabbriche fu famoso nel 1729 perché quasi completamente distrutto la città di York, in Inghilterra. Circa 1750, un barbiere inglese, Richard Arkwright, scoprì una formula di colorante per le parrucche che non era eliminato con l'acqua. Più tardi, lavorando nella fabbricazione di parrucca, Arkwright ha inventato un mulino di cotone alimentato ad acqua che fu il precursore dei moderni processori di cotone.

Il più famoso barbiere della storia, forse mai esistito in realtà, è Figaro, personaggio principale della famosa opera lirica Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini e delle Nozze di Figaro di Mozart. Tale è stato il successo di queste opere che il termine figaro è divenuto un modo scherzoso e bonariamente ironico, largamente diffuso, per indicare questa professione.

La rinascita della professione di Barbiere

I produttori di parrucche hanno avuto il loro periodo d'oro durante il 18 ° secolo, ma, dopo la Rivoluzione francese, come un rifiuto al vecchio regime, la gente smesso di utilizzare parrucche, e allora è diventato popolare le tendenze delle acconciature con capelli naturali. Tuttavia, nei tribunali e parlamenti, le parrucche incipriate erano in uso per molto tempo ancora. Ma i produttori di parrucche, nel 19 ° secolo, avevano poca attività, perché quasi nessuno usavano più parrucche. Sono ancora stavano lavorando nel taglio dei capelli, taglio di barba e disegno dei capelli.

Nonostante che essi non erano più autorizzati a farlo, in molti negozi di barbiere ancora praticavano il salasso ed estrazioni dentali, soprattutto nelle città dove i professionisti della medicina non erano a portata di mano. Ma dal 1850 questa pratica fu assolutamente eliminata. La professione fu poi ri-organizzata, basata solo nella cura dei capelli.

Dopo la seconda metà del XIX secolo, ci erano barbieri in tutte le città e in tutte le piccole città, e le catene di barbierie cominciarono ad essere inaugurati. I barbieri recuperano il loro prestigio sociale e l'attività ha avuto una rinascita gloriosa, che ha motivato la ricerca di nuovi standard e regolamenti per rendere la professione più affidabili e prestigiose.

Nel 1886 si formò il Barbers' Protective Union in Columbus, Ohio, e nel 1887 la Journeymen Barbers International Union in New York. Questa unione è oggi il Barbers, Beauticians and Allied Industries International Association. Insieme con le nuove associazioni, furono fondate diverse scuole di barbiere. Fu allora necessario, per garantire un buon livello di lavoro professionale, una licenze e una adeguata formazione ed istruzione professionale.

All'inizio del 20 ° secolo, gli organizzazioni sindacali hanno imposto un livello più scientifico alla professione, con l'assistenza dei chimici, chiropratichi, anatomisti e biologi. Nel 1924 fu fondata la Associated Master Barbieri of America (AMBA) a Chicago. Questa unione fu in seguito ribattezzata come Hair International. Al primi viaggi transoceanici, le nave di linea, hanno fornito ai loro passeggeri con un servizio di barbiere, in modo che potessero lucire un'aspetto ben rasato, lungo il viaggio sopra l'oceano.

Durante quasi tutto il secolo ventesimo, i barbierie hanno stato solo per uomini o solo per le donne. Alla fine degli anni 1970, gli uomini iniziarono a portare i capelli molto lunghi, basette lunghe e permanenti, molte volte laccato. I barbierie tradizionale maschile, di solito, non ha partecipato di questi tipi di servizi, più connessi con i saloni di bellezza delle donne, e, di conseguenza, la reazione dei perrucchieri fu quella di espandere la propria clientela e di offrire servizi sia per gli uomini o le donne. Nel 1980 i barbierie unisex cominciarono a essere più comuni, e nel 1990, quasi tutti i saloni davano servizi per entrambi i sessi. Attualmente pochi saloni offrono servizi solo per gli uomini o le donne. Oggi, hair stylist sono regolarmente per tutti e incluso i loro nome sono vagamente unisex: "hair salons."

Proverbi italiani

A barba di pazzo, rasoio ardito.

A barba folle, rasoio molle.

Alla barba grigia ci vuole il succo dei tini.

Alle barbe dei pazzi, il barbiere impara a radere.

Bella barba non fa saggezza.

Donna barbuta, coi sassi si saluta.

Guardati dagli uomini senza barba e dalle donne con la barba.

La barba non fa il filosofo.

Non vi è niente di peggio al mondo di poca barba e poco sangue.

Poca barba e men colore, sotto il ciel non è peggiore. )

Rossa barba, malo pelo.

Servire uno di barba e parrucca.

Sotto la barba canuta la donna si conserva fresca e fertile.

Una bella barba rifà una brutta faccia.

Uomo peloso, o pazzo o virtuoso.

Uomo barbuto, sempre piaciuto

Citazioni sulla barba.

Chi ha la barba è più che un giovane, e chi non ha barba è meno che un uomo. (William Shakespeare)

I peli che crescono sulle guance non soltanto le riparano, ma le completano accorciandole in modo ordinato. Essi infatti danno un tocco di veneranda mascolinità all'individuo, soprattutto con il passare degli anni e soprattutto se ricoprono tutte le guance in ogni loro punto e per bene. Per lo stesso motivo la natura ha lasciato privi di peli e spogli i cosiddetti pomi e il naso. Diversamente, il volto dell'uomo assumerebbe un aspetto selvatico e ferino, e dunque per niente appropriato a un essere mansueto e socievole. (Galeno)

La barba, essendo quasi una maschera, dovrebbe essere proibita dalla polizia. Inoltre, come distintivo del sesso in mezzo al viso, è oscena e per questo piace alle donne. (Arthur Schopenhauer)

La barba sono le mutande della faccia. (Diego Abatantuono)

Fonte Wikipedia a cura di Pippo Lombardo

 


 

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