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Cestaio
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Nel passato l’arte dell’intreccio non era una vera e propria attività artigianale in quanto era un’abilità comune a molti contadini che la apprendevano nell’ adolescenza in un ambito strettamente familiare. Non era quindi un vero e proprio mestiere ma un’attività a cui si dedicavano i contadini nei momenti di pausa e di riposo.

Tra costoro si trovava sempre qualcuno particolarmente bravo che costruiva i cesti per sé e per gli altri. Nell’economia contadina non era possibile che si sviluppasse una consistente vendita di questi manufatti. Oggi sono pochi coloro che costruiscono i cesti anche perché l’uso delle materie sintetiche ne ha messo in crisi la produzione. Gli stessi contadini utilizzano, per la raccolta, cassette e contenitori di plastica al posto dei cesti.

E’ cambiato l’utilizzo di questi manufatti che sono diventati oggetti da collezione ed elementi decorativi nell’ arredamento. Si segnala un fenomeno curioso che è quello di impiegare, per l’intreccio, fibre di origine industriale. Comunque gli artigiani ancora in attività utilizzano le canne e le verghe. Durante tutte le fasi di lavorazione il cestaio usa soltanto le mani per ottenere la forma desiderata.

Si avvale di pochi attrezzi: un coltello, un punteruolo, un falcetto. Ai movimenti delle mani sono coordinati quelli del corpo; per fare i fondi di largo diametro il cestaio deve stare con le ginocchia piegate e la schiena curva. Anche se le posizioni del corpo sono molto scomode l’artigiano esegue il lavoro con grande abilità. Durante l’esecuzione del manufatto il cestaio deve avere gli occhi vigili per poter correggere ogni piccola imperfezione e la sua bravura e maestria si evidenzia nella cura di ogni dettaglio. La cesta, il paniere ed il canestro sono i modelli tipologici ricorrenti.

LA CESTERIA

La cesteria è l’attività artigianale che si è meno evoluta dal punto di vista della tecnica di lavorazione in quanto usa solo le mani e non ha avuto bisogno di alcuna trasformazione a differenza di altre tecniche che si sono avvalse di complesse attrezzature come la tessitura e la ceramica. Testimonianze sia iconografiche che letterarie di cesteria si trovano nella cultura greca e in quella romana.

Cesta deriva dal latino Cista che indica qualsiasi recipiente di fibra vegetale intrecciata adatto a vari usi. In Grecia la Kista Mistika era un importante contenitore di oggetti sacri la cui vista era proibita ai profani. Così a Roma la Cista Mistica era destinata al culto di Bacco e di Cerere . I Romani usavano vari tipi di contenitori. Ne ricordiamo alcuni: la Cista era destinata alla raccolta dei frutti.

Il Calathus era un paniere che veniva usato per contenere uva e grano. Virgilio lo definì come la cesta di Minerva. Il Canistrum portava il pane e la frutta. La Fascina o Fiscella faceva parte della cesteria molle utilizzata per il trasporto delle olive e dell’uva al macino. Ha mantenuto il significato di cestello dove far scolare il siero della ricotta o come sagoma del formaggio. La Sporta aveva lo stesso uso di quello di adesso.

La cesteria non ha subito grandi cambiamenti nel corso dei secoli fino all’ Ottocento quando la rivoluzione industriale e poi lo sviluppo tecnologico dell’ultimo quarto del nostro secolo hanno modificato i metodi di lavorazione, hanno sostituito il materiale e cambiato la forma. E’ cambiato l’uso dei manufatti e alcuni di loro non vengono più costruiti.

Fonte Wikipedia a cura di Pippo Lombardo


 

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