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Muratore
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Muratore

Il muratore è una persona specializzata nella costruzione di opere in muratura nell'ambito dell'edilizia. È uno dei mestieri più antichi e popolari al mondo, essendo stato svolto in tutte le ere e in tutti i paesi.

Carpentiere

Il carpentiere (formalmente carpentiere edile) è un artigiano specializzato, solitamente impiegato nei cantieri soprattutto nel campo dell'edilizia. Può essere titolare di una impresa edile o lavorare come dipendente della stessa, anche nel caso di impresa artigianale. Quando il carpentiere fa richiesta per lavorare in una ditta deve presentare il diploma (possibilmente in scuole tecniche) e successivamente deve presentare un'apprendistato di minimo 2 anni, se invece ha una propria ditta può lavorare senza qualifiche.

Un tempo il termine carpentiere stava ad indicare colui che costruiva carri da trasporto. Il carpentiere era anche colui che lavorava il ferro o che costruiva armi, molte volte utilizzando sia materiali metallici che legno.

Il carpentiere edile si occupa della preparazione, del posizionamento, della chiusura e del fissaggio delle casseforme in legno o in acciaio, tali da renderle adatte per contenere il getto del calcestruzzo mentre è ancora in fase fluida. Il carpentiere si occupa inoltre di dirigere il getto del calcestruzzo entro le casseforme e della compattazione dello stesso mediante appositi strumenti vibranti, da annegare nel calcestruzzo (aghi vibranti) oppure da applicare all'esterno della cassaforma (vibratori a parete). Superato il tempo di maturazione del calcestruzzo, il carpentiere procede alla rimozione delle casseforme con un'operazione detta disarmo.

Le competenze acquisite da un carpentiere gli permettono di eseguire la lavorazione di sua competenza senza esporre se stesso, i suoi colleghi di lavoro o chiunque sia nell'area di lavoro a pericolo per la propria salute ed incolumità.

La muratura in edilizia

In architettura e in edilizia, è la tecnica per costruire una parete in pietre naturali o artificiali(mattoni).

La muratura si è sviluppata in maniera sistematica con l'avvento delle grandi civiltà urbane e segna il passaggio da tecniche edilizie legate al legno, alla paglia, alle pelli per passare ad un periodo più maturo di edifici più duraturi e solidi.

Inizialmente il muro portante era realizzato a secco, semplicemente sistemando pietre sbozzate una sull'altra, cercando di incastrarle al meglio possibile, per raggiungere una buona stabilità e portanza. Esempi di muri antichi realizzati con questa tecnica sono i nuraghi sardi.

Le mura ciclopiche o mura megalitiche furono realizzate in epoca preistorica o protostorica con grandi blocchi irregolari, che venivano accostati compensandone le lacune con pietre più piccole, malte argillose o pietrame, cercando di colmare le cavità sulla superficie. Il muro in pietra squadrata è molto resistente e molto stabile, ma è senza dubbio più complesso da realizzare, stante la necessità di cavare e lavorare le pietre, oltre che di posizionarle. Si trovano notevoli esempi di questi muri in America latina, in Grecia, in Egitto, in Giappone. Esempi in Italia sono le mura megalitiche del Lazio (le mura poligonali di Anagni, Alatri, Ferentino e Segni), dell'Umbria (Amelia), dove accanto alla possente cinta poligonale è presente anche una cinta più interna di origine megalitica, e della Toscana (Fiesole), solo per citarne alcuni.

La compattezza del muro di un edificio aveva come scopo sia quello di creare un ambiente interno isolato da quello esterno, sia quello di distribuire in maniera il più possibile regolare le forze di compressione agenti sul muro stesso.

I romani svilupparono particolari tecniche murarie dette opus:
opus quadratum (pietre tagliate a parallelepipedo disposte in file orizzontali)
opus coementicium (pietrame e malta)
opus incertum (pietre con disposizione casuale nella malta, ma facce principali rivolte all'esterno)
opus reticulatum (pietre a base quadrata disposte in diagonale)
opus mixtum (opus reticulatum con spigoli in mattoni)
opus testaceum (o latericium, fatto da mattoni)

Il muro di pietre squadrate di grandi dimensioni nel mondo romano e greco veniva rafforzato con delle grappe di piombo che venivano colate allo stato fuso in alloggiamenti ricavati appositamente sulle stesse pietre. Tale tecnica è stata utilizzata in molti templi dell'Acropoli di Atene e nel Colosseo, oltre che in tutte le altre importanti strutture del periodo. Il Colosseo, privato nel tempo di tali grappe di ancoraggio, tolte per ricavare il piombo che veniva fuso e riutilizzato, subì notevoli danni a causa del terremoto di Roma del XIII secolo.

Parallelamente allo sviluppo del muro di pietre squadrate avanzano le tecniche del muro in mattoni. Inizialmente il mattone era realizzato con uno stampo riempito di terra e paglia, lasciato essiccare al sole. Questi mattoni venivano montati a secco e, con questa tecnica, veniva realizzato lo ziggurat al tempo della civiltà mesopotamica. La terra inconsapevolmente utilizzata era limo, argilla o altri sedimenti compatti, ma risultava estremamente friabile e poco affidabile nel tempo. Finché non si scoprì che, una volta cotta, acquistava tutt'altre proprietà, come ci racconta la storia delle Tavole di Ebla: pani di argilla cruda incisi, che arrivano a noi solo grazie a un grande incendio che interessò la biblioteca che le accoglieva, cuocendo così l'argilla.

Con la scoperta della calce, la muratura subì l'ultima grande svolta tecnica della sua evoluzione e nacque il muro allettato con calce. Tale tecnica consiste nel posizionare i mattoni l'uno sull'altro avendo cura di gettare uno strato di calce sulla fila di mattoni inferiore e tra un mattone e l'altro nella stessa fila. La calce, indurendosi, si lega ai mattoni cotti (che hanno una superficie scabra che favorisce la presa) e crea con essi un unico elemento strutturale molto più resistente del mattone crudo.

Dal punto di vista della resistenza, della durata e della qualità complessiva, il muro di pietre squadrate di grandi dimensioni rimase però la migliore soluzione possibile, e venne utilizzato in tutto il periodo classico e nel periodo gotico per la realizzazione degli edifici di maggiore pregio. Il costo della pietra squadrata di grandi dimensioni, cresciuto notevolmente nei secoli rispetto al muro di mattoni, contribuì all'abbandono della pietra a favore del mattone allettato già nel Rinascimento, ed a tale periodo appartengono le più antiche fornaci per calce o mattoni, come quelle di Pedras Serradas o di Ferentino. Rimase comunque in auge la tecnica del muro di pietre squadrate di piccole dimensioni, più vicina alla tecnica del muro di mattoni.

La scoperta della ghisa e dell'acciaio prima, e del cemento armato poi, portarono all'abbandono del muro in pietra a favore del solo muro in laterizio allettato con malta di calce o malta di cemento.

Attualmente i muri portanti sono realizzati in mattoni di laterizio pieno, con blocchi di pietra, di tufo o di calcestruzzo, oppure tramite travi e colonne in cemento armato inframezzate da tamponature.


 

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